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Torre Giulia, concerto per la legalità con Alfonso De Pietro foto

“Note di legalità” in concerto giovedì prossimo alla Torre Giulia. A Montopoli non si fermano i festeggiamenti per la presa in consegna da parte del comune dell’appartamento confiscato alla mafia e che presto sarà consegnato all’associazione “Frida”.

In un evento organizzato in collaborazione con tutti e sei i comuni del Comprensorio, lo storico circolo Arci di San Romano sarà il palcoscenico dell’esibizione a ingresso libero di Alfonso De Pietro. L’appuntamento è alle ore 19,30 per l’apericena con i prodotti di Libera a cui seguirà il concerto del cantautore campano che presenterà tra l’altro un programma tratto dal suo nuovo cd “Di notte in giorno, racconti e canti di memoria e di riscatto”. Previsti gli interventi di Claudio Fiore, nipote di Paolo Borsellino, di Elisa Forfori, presidente dell’associazione Frida e di Giovanni Capecchi sindaco di Montopoli Val d’Arno.

Compositore, autore, chitarrista, cantante, educatore, toscano di adozione, Antonio De Pietro ha partecipato ad eventi a tema sulla legalità con don Luigi Ciotti ed i magistrati Piero Grasso, Ettore Squillace Greco, Francesco Messineo, Nicola Grattieri e gli amici e colleghi del Pool con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: Giuseppe Ayala e Leonardo Guarnotta. Per “E state LIBERI!”, l’organizzazione di LIBERA, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, che coordina l’attività nei Campi di “Libera Terra”, nel 2013 e nel 2014, ha portato concerti e condotto laboratori presso i beni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Campania, incontrando e coordinando centinaia di ragazzi, giovani ed adulti provenienti da tutta Italia, partecipanti ai campi di formazione e volontariato, che Libera attiva ogni anno (8.000 le presenze totali del 2014, tra giugno e settembre). Il suo nuovo disco del cantautore con il patrocinio di LIBERA e la presentazione di don LUIGI CIOTTI, ha una cifra stilistica di “canzone d’autore vestita di jazz”, in virtù della collaborazione con musicisti molto apprezzati nel panorama jazzistico nazionale ed internazionale. Le canzoni raccontano disperazione e speranza, disagio collettivo e lotta per i diritti, indifferenza e riscatto. Ricordano alcuni martiri civili: Giancarlo Siani, Lollò Cartisano e Rita Atria. Atmosfere a tratti ombrose, ma anche tanta ironia e leggerezza. Le musiche sono state composte da Alfonso De Pietro, che ha scritto anche testi e portato in forma canzone alcune poesie di Carmelo Calabrò, una di Padre Maurizio Patriciello (simbolo della lotta ai reati ambientali nella Terra dei fuochi) e una di Peppino Impastato (il noto attivista politico siciliano vittima di mafia). De Pietro ha curato gli arrangiamenti insieme a Piero Frassi (pianista jazz). Dice della musica di De Pietro don Luigi Ciotti. “Attraverso la musica viaggiano molte delle aspirazioni, delle speranze e dei sogni di tutti noi. Speranze e sogni a cui Alfonso De Pietro dona in questo disco note e parole, affrontando temi scomodi, difficili, così lontani dall’idea d’intrattenimento e di puro svago a cui leghiamo di norma la parola musica.Ma ecco che questi testi, queste armonie, fanno emergere il legame antico tra etica ed estetica, tra bene e bello. Perché la vera bellezza – quella che unisce forma e contenuto – è accordo di verità, e la verità è una relazione, una tensione, un orizzonte sempre un passo oltre, una musica che nessun spartito potrà suonare se non in parte”.

Un po’ di dati sulla mafia in Toscane e a Pisa. Per Claudio Terreni che coordina l’attività di Libera nel Comprensorio del Cuoio, l’appuntamento con il concerto di De Pietro va nella direzione di sensibilizzare i nostri territori e creare una cultura della legalità che si rinnova nel tempo e che anche in Toscana deve continuare a crescere. “I dati parlano chiaro – dice Terreni – anche nella nostra regione la mafia da tempo fa affari, è sufficiente dare uno sguardo alle statistiche: negli ultimi tre anni siamo passati da 71 (2013) a 171 (2015) immobili confiscati, un incremento del 240%. Quanto alle società, anche quelle sempre più finiscono nelle maglie dell’antimafia: 12 erano nel 2013, 29 erano nel 2015”. Una situazione che tocca anche la provincia di Pisa ed il Comprensorio del Cuoio, con sequestri e confisce che negli ultimi anni hanno toccato comuni come Montopoli, appunto (leggi anche: Capanne, il futuro dell’appartamento confiscato alla mafia) Santa Maria a Monte, Castelfranco Di Sotto, Buti, Vicopisano, Cascina, Pisa, Vecchiano, San Giuliano Terme e Pontedera. “Al concerto – continua Terreni – ci saranno anche i prodotti che le cooperative che stanno lavorando sui terreni confiscati stanno producendo. Giovedì durante il concerto sarà possibile acquistarli”.

Il circolo. La scelta del circolo non è però casuale. La Torre Giulia, infatti, ha da tempo iniziato un percorso come punto di riferimento dell’associazione Libera nel comprensorio, oltre ad aver abbandonato per scelta le slot all’interno dei suoi locali (leggi: Via slot da Torre Giulia, “meglio spazio bimbi”) . “Una decisione fondamentale contro la ludopatia, malattia “sociale” che purtroppo troppe volte si accosta anche agli affari delle cosche, che sempre più si legano al mondo del gioco” la definiscono Flavio Tenerani e Giuseppe Novino, del circolo Arci. “In più crediamo sia sempre più fondamentale lavorare sulla sensibilizzazione, per togliere alla mafia il terreno sotto i piedi. Una base fatta di omertà ma anche del ricatto del lavoro. In questo ultimo frangente sempre più si devono affinare anche strumenti come la confisca, che oggi, quando si abbattono su una società, portano l’esercizio finito al centro delle indagini a chiudere e creare disoccupazione: da cui un indiretto favore alla malavita che agli occhi delle persone a quel punto rischia di passare per quella che ‘almeno dà lavoro’. Noi lottiamo anche contro tutto questo”. Per Linda Vanni, vice sindaco del Comune di Montopoli Val d’Arno si tratta di “un’iniziativa molto importante, parte di un percorso che vede da anni l’amministrazione impegnata con le associazioni che si occupano di legalità. Ad aprile il Comune ha ricevuto dallo Stato un appartamento confiscato al boss mafioso Vincenzo Aiello – continua Vanni – e l’iniziativa di giovedì sarà l’occasione giusta per parlare con la cittadinanza delle finalità sociali del bene che si trova a Capanne”. 

L’appartamento confiscato. “La scelta di un’associaizone come Frida è caduta dopo una lunga riflessione che abbiamo fatto come amministrazione – spiega il sindaco Giovanni Capecchi. – La nostra attenzione si è focalizzata fin da subito sulla questione della violenza sulle donne, che purtroppo giornali e televisioni portano alla ribalta ogni giorno in tutta la sua attualità. Presa quella decisione, l’attenzione non poteva ricadere sull’associazione Frida, unica e fondamentale organizzazione che opera in quel settore da tempo: un presidio importante che lavora in stretta collaborazione con la Società della Salute e che oggi non ha una sede tutta sua, ma paga un affitto attraverso finanziamenti che poi sono quelli di tutti noi. Con questa decisione della nostra amministrazione permettiamo a queste giovani volontarie di fare un passo avanti sul fronte dell’autonomia”.

Nilo Di Modica

 

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