S.Miniato, oratorio di San Rocco verso il recupero foto

Approderà domani all’interno della giunta la “questione San Rocco”, l’antico e fragilissimo oratorio di piazza Buonaparte a San Miniato, sul quale l’amministrazione comunale sembra decisa a mettere in campo un piano di recupero e di valorizzazione. Solo un’intenzione per adesso, ma che pare destinata a dare seguito alla buona volontà dei residenti, disposti a farsi carico dell’apertura e della manutenzione ordinaria della struttura, nell’ambito di un rinnovato spirito di partecipazione per la riscoperta delle tante, piccole bellezze del quartiere est del centro storico.

Era questo, infatti, lo spirito della cena organizzata lo scorso venerdì in piazza 20 Settembre: un’occasione di ritrovo per gli abitanti del cosiddetto Scioa, il quartiere orientale di San Miniato, attraversato per intero della via Francigena, che rappresenta senza dubbio la parte meno conosciuta e meno valorizzata della città. Da qui la sfida: impegnarsi tutti, in prima persona, anche per rafforzare e dare seguito agli interventi condotti negli ultimi anni dall’amministrazione. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare una parte di città che si sente un più “trascurata” del resto, partendo proprio dal piccolo oratorio di San Rocco da tempo in attesa di “cure”.
Da alcuni anni, infatti, l’oratorio è stato riaperto grazie alla sistemazione del tetto condotta dal comune, anche se fin da subito ha mostrato la necessità di ulteriori interventi. Così, un gruppo di cittadini volontari si sono fatti avanti per gestire autonomamente l’apertura e la manutenzione ordinaria, chiedendo in cambio di avviare un percorso per il restauro e la tutela degli affreschi, l’installazione di un nuovo sistema di illuminazione e l’allaccio alla condotta idrica. Questioni che sono state al centro di incontro in municipio venerdì mattina: presenti l’assessore David Spalletti e il vicesindaco Chiara Rossi, insieme ad Andrea Mancini della filarmonica e a Luciano Mannucci del Comitato manifestazioni popolari in rappresentanza dei residenti.
“L’amministrazione ha dato la propria disponibilità ad andare avanti sull’oratorio – spiega Mancini – in modo da fermare il deterioramento degli affreschi e sistemare il problema dell’acqua e dell’illuminazione”. Al primo punto, infatti, c’è la necessità di salvaguardare gli affreschi novecenteschi che ricoprono le pareti interne dell’oratorio, testimonianza di quel filone di artisti che nel dopoguerra faceva capo a Dilvo Lotti. Allo stesso tempo, però, i residenti propongono anche di risistemare lo spazio esterno all’oratorio, seguendo l’esempio di quanto fatto in piazza Mazzini con la realizzazione dell’ostello”.
“La nostra idea è quella di mettere mano alla struttura – conferma l’assessore Spalletta – in modo che diventi un luogo da visitare lungo il percorso della Via Francigena. Chiaramente ci sono alcune cose più semplici da fare, per le quali gli abitanti si sono resi disponibili, e altre che ovviamente sono più complesse. Ne parleremo in giunta, con l’obiettivo di individuare un tecnico che possa seguire l’operazione”.

Giacomo Pelfer

 

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