Consorzio di Bonifica, bolletta più leggera per il Comprensorio foto

Una piccola rivoluzione che porterà anche qualche risparmio al comprensorio del Cuoio quella del nuovo piano delle tariffe del nuovo Consorzio (di bonifica) 4 Basso Valdarno, l’ente che dal 2014 riunisce la manutenzione del bacino idrografico un tempo diviso fra i territori di “Padule di Fucecchio”, “Val d’Era” e “Ufficio Fiumi e Fossi”. Il nuovo organismo, guidato dal presidente Marco Monaco, ha infatti emesso recentemente le nuove regole per la contribuzione, il “Piano di Classifica”, con cui d’ora in poi sarà deciso fattivamente quanto spetterà ai cittadini pagare per la bonifica e la manutenzione della rete idrografica del territorio.

Un “tariffario” che vede in tutta l’area di pertinenza del consorzio un saliscendi delle tariffe rispetto a ciò che è stato fino ad oggi, con comuni che nel complesso aumenteranno il gettito verso l’ente di bonifica ed altri che invece pagheranno una bolletta più leggera. “Il tutto” tiene a precisare il presidente del Consorzio Marco Monaco “attraverso una serie puntuale di indici che d’ora in poi terranno di conto dell’effettivo beneficio che ogni contribuente trae dall’attività quotidiana della bonifica, calcolata ogni anno a partire dai lavori pianificati e messi a segno dal nostro ente ed in relazione, ovviamente, alla natura del terreno o del fabbricato di cui si è proprietari”. La precisazione pare ovvia ma non lo è, dato che il nuovo sistema di tariffazione sta già riscuotendo polemiche in tutti quei territori (in primis quello del settore floro-vivaistico pesciatino e pistoiese) in cui d’ora in poi la bolletta è destinata ad aumentare, anche in virtù di una mappatura puntuale rinnovata fatta di tutto il territorio, diviso nelle quattro macro-aree di Area Pisana, Valdera, Valdinievole e Val d’Egola-Montalbano. “Tengo a precisare che il gettito complessivo che i cittadini verseranno all’ente è rimasto pressochè lo stesso e ammonta a 15milioni e 729mila euro” spiega Monaco “ciò vuol dire semplicemente che la medesima area, nel complesso, pagherà gli stessi soldi che d’ora in poi saranno però redistribuiti con un criterio di equità”.

La situazione del Cuoio. Fermo restando che all’interno dello stesso comune il gettito potrà subire variazioni secondo le nuove norme da contribuente a contribuente, la situazione complessiva del Comprensorio dal punto di vista del gettito migliorerà, ed in particolare per i comuni di San Miniato e Montopoli. I contribuenti di questi due comuni nel 2016 risparmieranno infatti rispettivamente 91mila e 34mila euro rispetto all’anno precedente. Una cifra che in questi due casi risulta da un triplo risparmio, sul fronte del gettito complessivo sia dei terreni, sia dei fabbricati che degli immobili non ordinari (strade, autostrade, ferrovie). Leggermente più sfumata ma rivolta ad un complessivo risparmio la situazione degli altri comuni del comprensorio del Cuoio Castelfranco di sotto e Santa Croce sull’Arno, dove il gettito penalizzerà di più, in confronto agli anni precedenti, i terreni rispetto ai fabbricati. E’ probabile quindi che vi siano aumenti di tariffa sul fronte dei terreni, mentre dei risparmi per i proprietari di fabbricati, specie se di natura commerciale ed industriale. La forte urbanizzazione dei comuni del distretto però li mette in salvo, almeno a livello complessivo, da aumenti nella contribuzione: meno soldi da pagare quindi per Fucecchio (-150mila euro da pagare), Santa Croce sull’Arno (-179mila euro, il risparmio più alto in termini assoluti dell’intera area della Val d’Egola-Montalbano), Castelfranco Di Sotto (-83mila) e Santa Maria a Monte (-33mila).
“La filosofia è quella di far pagare meno coloro che beneficiano in misura minore dell’opera del Consorzio. In certe aree particolarmente urbanizzate questo può portare il settore dei terreni a risparmiare meno rispetto ai fabbricati – spiega Moncao insieme al direttore generale Giovanni Bracci. – Fenomeno tipico, ad esempio, del Comprensorio del Cuoio, dove il risparmio nel gettito è molto sbilanciato sul fronte dei fabbricati e meno sui terreni. Fra i motivi vi è anche la composizione di quel territorio, ad alta concentrazione di costruzioni industriali, catalogate catastalmente come di tipo D”.

Come nasce la tariffa. Gli elementi cardine per il calcolo del tributo sono essenzialmente tre: il beneficio (ovvero un immobile paga in ragione del beneficio che riceve), il valore dell’immobile (calcolato non sulla rendita ma sul valore economico dell’immobile) e la spesa da ripartire in invesitimenti e lavori (che viene determinata annualmente dall’assemblea consortile sulla base del fabbisogno di ogni singola area). Il beneficio, nello specifico, viene calcolato secondo tre criteri, il “beneficio di presidio idrogeologico” (investimenti che per una specifica zona sono utilizzati per il mantenimento del reticolo di gestione e delle opere su di esso insistenti), il “beneficio di natura idraulica” (inteso come prevenzione dagli allagamenti o come utilizzo del reticolo per i convogliamento di reflui depurati) oppure il “beneficio irriguo” (relativo alla distribuzione delle acque di irrigazione).

I comuni che pagheranno di più e la Valdinievole. A pesare più degli anni scorsi in termini di gettito sul bilancio del consorzio saranno i comuni di Calcinaia, Livorno, Pisa e Pontedera per l’Area Pisana; Casciana Terme-Lari, Collesalvetti, Crespina, Orciano Pisano, Ponsacco e Riparbella per l’area delle “Colline della Val d’Era”; Calcinaia e Carmignano per l’area “Val d’Egola-Montalbano”. Autentica stangata per quasi tutti i comuni compresi nell’area della Valdinievole, come Altopascio, Buggiano, Cerreto Guidi, Marliana, Massa e Cozzile, Montecarlo, Montecatini Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Pontebuggianese, Uzzano. Un numero talmente elevato di comuni “in rosso” che delineano un’area che, complessivamente, pagherà 377mila euro in più. “Noi non siamo qui per far pagare più tasse, noi siamo qui per redistribuire più equamente un gettito che nel complesso è rimasto invariato, e vede il comparto agricolo di tutto il consorzio risparmiare ben 830mila euro” ha voluto replicare Monaco a chi in questi giorni lo accusa di aver sbilanciato tutto il sistema tarriffario in sfavore delle aree dove della Valdinievole, dove insiste il settore vivaistico. “Quello che abbiamo fatto è stato semplicemente rimappare il territorio e redistribuire più equamente le tariffe, facendo pagare di più chi più beneficia dei servizi: una politica in tutto differente da quella degli ultimi decenni, dove il settore floro-vivaistico ha beneficiato di tariffe non commisurate ai benefici provenienti dall’azione dell’ente. Una situazione per la quale, addirittura, la Valdinievole versava il 57per cento del gettito complessivo dell’allora consorzio del Padule di Fucecchio beneficiando però del 66 percento degli investimenti complessivi di quell’ente in lavori di bonifica e manutenzione. D’ora in poi pagheranno un po’ di più a fronte dei risparmi degli anni precedenti”.

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