Sindaci uniti su FiPiLi, Gabbanini: “Va raddoppiata”

“Ogni giorno è il caos. Basta un veicolo in avaria o un cantiere di 100 metri e si formano chilometri e chilometri di coda. La superstrada deve essere raddoppiata”. La questione FiPiLi entra ufficialmente nell’agenda politica dei sindaci del Cuoio, dopo l’allarme lanciato dal primo cittadino di San Miniato Vittorio Gabbanini e condiviso dai colleghi del comprensorio.

Un territorio per il quale la strada di grande comunicazione, arrivata nei primi anni Novanta, rappresenta da tempo un’arteria essenziale anche per i collegamenti interni, da San Miniato fino a Montopoli, al quale si aggiunge il traffico quotidiano verso Firenze e verso la costa, con una percentuale di mezzi pesanti capace di far impallidire anche diverse autostrade. Un tema che investe tutti, e che i Comuni della zona proveranno ad affrontare in modo compatto, come emerso nel dibattito “Quattro sindaci, un solo territorio” ospitato martedì sera alla festa dell’Unità di San Miniato. Presenti all’appuntamento i sindaci Giulia Deidda di Santa Croce, Gabriele Toti di Castelfranco e Giovanni Capecchi di Montopoli, insieme ovviamente al sindaco Gabbanini che per primo ha sollevato l’argomento. È di pochi giorni fa, infatti, una lettera del primo cittadino di San Miniato inviata all’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli, per reclamare più attenzione alla situazione e alla sicurezza della FiPiLi. Lettera alla quale Ceccarelli ha risposto invitando lo stesso Gabbanini a prendere parte ai lavori del tavolo permanente che si occupa proprio della strada di grande comunicazione. “È una situazione che non possiamo più tollerare – ha ribadito Gabbanini martedì sera -. Sono contrario all’ipotesi del pedaggio ma sono allo stesso tempo convinto che la FiPiLi vada raddoppiata. Per questo parteciperò al tavolo della regione insieme ai miei colleghi sindaci”. Gabbanini ha portato come esempio la situazione dell’uscita di Santa Croce, specialmente in direzione mare, dove ogni mattina, prima delle 8, si crea una lunga coda di auto che finisce per bloccare la stessa superstrada, con gli operai che escono per raggiungere le aziende di Santa Croce e Ponte a Egola, insieme ai genitori che accompagnano gli studenti al liceo Marconi di San Donato. “Bisogna fare qualcosa – ha detto Gabbanini -. Se non cominciamo almeno a parlarne non ce la faremo mai”.
Un problema, quello degli svincoli, che investe anche l’uscita di Montopoli a ridosso dell’abitato di Capanne, dove l’ingegnere Mario Ferrucci, residente proprio di fronte all’uscita, porta avanti da anni una battaglia per la revisione e il rifacimento stesso dello svincolo. Uno snodo di traffico fondamentale che fa da cerniera tra la Valdera e il Valdarno, e “sul quale si riversano 5 milioni e mezzo di veicoli ogni anno”, ha ricordato Ferrucci snocciolando i dati della regione. “Tra questi veicoli, il numero di quelli pesanti è impressionante – ha aggiunto Ferrucci -: nel tratto fra Montopoli e Santa Croce ci sono più mezzi pesanti della Firenze mare e anche di alcuni tratti della Firenze-Roma”. Da qui la richiesta, rivolta ai quattro sindaci, di farsi sentire tutti insieme negli uffici che contano. “Sullo svincolo di Montopoli abbiamo preparato un progetto di rifacimento – ha rivelato il sindaco Giovanni Capecchi – che presto sottoporremo a Ceccarelli. L’assessore ci ha già fatto sapere che esiste un problema di risorse, ma noi chiederemo comunque che si faccia qualcosa”.

 

Giacomo Pelfer

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