Montopoli, nido privato chiude tra le proteste dei genitori foto

Cala il sipario, dopo 14 anni, sul nido d’infanzia Snoopy di Montopoli. Una struttura privata, accreditata dal 2009, arrivata al capolinea il 28 luglio scorso quando l’attività di via Capirozzolo ha chiuso definitivamente i battenti. Il tutto nonostante la mobilitazione di famiglie e genitori.

Una chiusura che è figlia prima di tutto della crisi, con il calo delle nascite e la difficile situazione economica che ha ridotto le domande d’iscrizione, ma alla quale si accompagna anche una vicenda tutta montopolese che non ha mancato di lasciare qualche strascico polemico. Se da un lato, infatti, l’amministrazione ringrazia gli ex gestori per il servizio svolto, dall’altro lato genitori e titolari dell’asilo rimproverano al comune di non aver fatto tutto il possibile per scongiurarne la chiusura del nido.
Nei mesi scorsi, infatti, alla luce di una situazione economica resa non più sostenibile dal numero limitato di iscrizioni, i titolari avevano cercato inutilmente un accordo, con i proprietari dei locali, per provare quanto meno a ridurre le spese fisse dell’affitto. Da qui era partita l’iniziativa di un gruppo di genitori, che avevano coinvolto il Comune e lo stesso sindaco Giovanni Capecchi, chiedendo all’amministrazione di individuare una sede alternativa dove ospitare le strutture, anche per non disperdere quel patrimonio di professionalità ed esperienza accumulata negli anni nel campo dei servizi per la prima infanzia.
Nella giornata di oggi, 8 agosto, è stato invece lo stesso comune di Montopoli a diramare una nota ufficiale per informare della chiusura del nido d’infanzia. Una nota nella quale l’amministrazione ringrazia pubblicamente, “dopo averlo fatto direttamente, i titolari del nido d’infanzia – si legge – riconoscendo il valore che il servizio ha rappresentato per il territorio comunale nel sostenere i bisogni educativi delle famiglie e dei bambini, inserendosi nell’offerta complessiva dei servizi alla prima infanzia disponibili nel comune e per il contributo entusiasta che ha apportato all’interno della formazione e delle iniziative della rete dei servizi con il coordinamento pedagogico comunale”.
La chiusura, tuttavia, non creerà alcun tipo di “sovraccarico” sui due nidi comunali, il Peter Pan di San Romano e il Galeone dorato di Casteldelbosco. “Perché in questo momento – rivela l’assessore alla scuola Cristiana Scali – non solo non abbiamo liste d’attesa, ma anche i nostri nidi non sono completi al 100 per cento. Il motivo sta nella difficile situazione economica e lavorativa delle famiglie, che ha drasticamente ridotto le domande di iscrizione nei nidi d’infanzia”. In merito alla proposta di individuare una sede alternativa per Snoopy, invece, l’assessore sottolinea che “per legge un comune non può concedere gratuitamente locali di sua proprietà. Anche potendo, però, il nostro comune non a disposizione locali che possano ospitare un asilo nido. Nell’incontro con i genitori avremmo proposto una struttura esterna sulla quale avevamo chiesto informazioni, ma a quel punto il nido era chiuso già dal 28 luglio”.
Diversa, invece, la posizione di Linda Campani, titolare dell’ormai ex asilo nido, che pur evitando di entrare nel merito della vicenda lascia intendere una mancanza di collaborazione da parte della stessa amministrazione comunale. “Ci saremmo aspettati un aiuto concreto negli anni passati piuttosto che adesso – afferma – Dato che siamo accreditati dal 2009, prima che nascesse il secondo nido di proprietà comunale, avremmo avuto diritto al convenzionamento di quei posti che ci avrebbero permesso di sopperire alle spese base. Comunque sia, dato avevamo già ricevuto tutti i chiarimenti in merito dal comune e visto che la cosa si era risolta in un nulla di fatto, avremmo preferito che l’amministrazione evitasse di diramare un comunicato che secondo noi è solo di facciata».

Giacomo Pelfer

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