Ponte a Egola, prima area Apea della Toscana

Efficiente, sostenibile e all’avanguardia. La cosiddetta area Apea è ormai una realtà, e la zona industriale di Ponte a Egola è la prima in Toscana a potersi fregiare di questo riconoscimento. Dallo scorso luglio, infatti, la Provincia di Pisa ha inaugurato l’apposita banca dati Apea inserendo le informazioni relative alle aree produttive della popolosa frazione sanminiatese. Tre zone in tutto (Romaiano 1, Romaiano 2 e Pruneta), che soddisfano tutti i requisiti stabiliti dalla disciplina regionale.

Le cosiddette aree Apea sono un modello di insediamento produttivo nuovo e strategico per il futuro. Prevedono, tra le altre cose, la presenza di un gestore dell’area produttiva, che lavori per mantenerla efficiente e per creare sinergie tra le aziende, con benefici comuni dal punto di vista ambientale ed economico ma anche sociale. “Coniugare produttività e tutela dell’ambiente si può – dice l’assessore regionale all’urbanistica Vincenzo Ceccarelli congratulandosi per il risultato -. Le aree Apea sono proprio un simbolo di questo binomio, strategico per una Toscana che punta sempre di più verso uno sviluppo sostenibile. Nelle aree Apea, grazie a tecnologie avanzate (come ad esempio depuratori, acquedotti industriali, impianti di approvvigionamento energetico con fonti rinnovabili, soluzioni per la mobilità e la logistica sostenibili) l’attenzione per l’ambiente si trasforma in un vero e proprio vantaggio competitivo. E questo è quello che vogliamo per la Toscana del futuro”.
Solo poche aree industriali in Italia hanno visto riconosciuto il diritto di fregiarsi dell’appellativo di Apea. Nell’area industriale di Ponte a Egola oggi si trova una vasta gamma di servizi centralizzati: dalla rete wi-fi alla videosorveglianza, dall’energy management ai gruppi di acquisto per beni e servizi comuni, dalla depurazione all’affiancamento nella gestione dei rifiuti per iniziative di simbiosi industriale. L’insediamento si trova al centro di un territorio, quello del distretto toscano della pelle, che da anni ha imboccato la strada dell’efficienza ambientale per migliorare l’impatto delle proprie attività e giocare la carta della sostenibilità anche in chiave competitiva.
L’ottenimento della denominazione Apea per l’area industriale di Ponte a Egola è l’ultima tappa di un percorso di riconversione che ha portato il comprensorio toscano del cuoio ai vertici nazionali in termini di efficienza ecologica (terzo posto per Santa Croce sull’Arno su 100 sistemi locali italiani considerati nell’ultima indagine periodica Ecodistretti) e facendogli conseguire addirittura la certificazione Emas di distretto rilasciata da Ispra. Dal punto di vista del sistema regionale, data la complessità dei percorsi di trasformazione urbana insiti in interventi del genere, l’ottenimento della prima Apea “certificata” non potrà che stimolare gli altri insediamenti in corsa per conseguire il riconoscimento.
“L’auspicio – conclude Ceccarelli – è che altre aree industriali seguano l’esempio di quella di Ponte a Egola e noi faremo quanto possibile per facilitare queste iniziative d’eccellenza garantendo uniformità di approccio e scambio di buone pratiche attraverso un network informale delle esperienze toscane e la connessione con gli insediamenti d’avanguardia delle altre Regioni”.

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