Carismi, trattativa con un fondo inglese: pronti 140 milioni

Ci sarebbe un nome in pole position per l’acquisizione della Cassa di Risparmio di San Miniato. È quello della Pve Capital, gestore di fondi alternativi con sede in Inghilterra ma fondato da un manager italiano, Gennaro Pucci, ex Mps. Un nome che sembra avere l’avvallo di Bankitalia e che sarebbe pronto ad un aumento di capitale da 140 milioni, mentre gli altri pretendenti si sarebbero già fatti da parte.

Sono queste le ultime indiscrezioni sul futuro dell’istituto di credito sanminiatese, rese note nella giornata di ieri, 23 settembre, dalle pagine del Messaggero. Indiscrezioni che indicherebbero in Divo Gronchi il nome del futuro presidente della Cassa Spa. In base alle rivelazioni del quotidiano romano, infatti, la Pve Capital avrebbe ottenuto dal Cda di Carismi una trattativa in esclusiva con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la metà di ottobre. Il tutto con il sostanziale avvallo della Banca d’Italia, che inizialmente aveva posto al 30 settembre il termine ultimo per confezionare una soluzione ma che adesso sarebbe pronto a concedere un’ulteriore proroga.
A spianare la strada al gestore inglese, del resto, sarebbe stato un incontro avvenuto lunedì tra la Vigilanza di Bankitalia e i manager di Pve, mentre il 16 settembre la stessa Vigilanza aveva rallentato l’iniziativa della cordata lanciata da Ernest & Young (EY), sponsorizzata dalla fondazione Carsimi, primo azionista della Cassa Spa. A studiare il dossier ci sarebbe stata anche la società Europa Investimenti che però si sarebbe defilata.
L’arrivo di Pve Capital porterebbe a San Miniato un aumento di capitale di 140 milioni, pari a oltre l’80% e ben al di sopra dei 65 milioni deliberati ad aprile. Il tutto con l’obiettivo di portare l’indice patrimoniale al di sopra del 12%.
Alla fine l’assetto di Carismi risulterà completamente rivoluzionato. La Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, oggi primo azionista con il 54%, sarebbe destinata a rimanere nel pacchetto della banca ma solo con una quota del 10, mentre Cattolica scenderebbe dal 25% a poco meno del 5. Per il futuro della governace i nomi di riferimento sarebbero quelli dell’attuale dg Silvano Piacentini e dell’ad Divo Gronchi, con quest’ultimo indicato anche come potenziale presidente.

 

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