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Repubblicani e comunisti a ottobre in piazza a Ponticelli foto

Una manifestazione a Ponticelli, per chiedere più lavori su infrastrutture e sviluppo della frazione. Ad annunciarla per sabato 8 ottobre sono Progetto Repubblicano e Rifondazione Comunista, a seguito di due partecipate riunioni con la cittadinanza, l’ultima delle quali tenutasi proprio ieri sera, 23 settembre, presso i locali del circolo Arci “L’Avana”.

“E’ venuto il tempo di alzare la testa per una frazione che già adesso rappresenta la locomotiva commerciale del paese” dicono Alberto Fausto Vanni ed Enzo Caroti “Malgrado la sua importanza strategica, la frazione ha infrastrutture legate ad un’epoca che non esiste più. I tre ponti su Usciana, Antifosso e Collettore, manifestano ormai da decenni una grave insufficienza sul fronte della sicurezza per tutti coloro che si recano a piedi alla Coop. Senza contare le difficoltà con le quali devono confrontarsi ogni giorno tutti quelli che si trovano a dover attraversare a piedi la rotatoria. Non a caso, dentro gli spazi verdi della rotonda di fronte al centro commerciale, si stanno formando dei veri e propri viottoli”. Parole a cui danno man forte anche quelle di Rifondazione Comunista, che proprio sui tre ponti, risalenti alla metà del ‘900 e dotati di marciapiedi larghi circa mezzo metro, da anni denuncia una situazione insicura. “Da quando è nata la Coop e al contempo l’area residenziale è esplosa, a Ponticelli sono in molti a spostarsi a piedi e queste condizioni fanno si che che ogni passaggio sul ponte rappresenti un serio rischio per la sicurezza” dice Massimo Cavallini. “Al contempo sono molte le problematiche legate a lavori non finiti nella frazione: si pensi ad esempio alla strada che doveva collegare l’area della scuola elementare e della nuova chiesa direttamente alla provinciale, che ancora oggi si interrompe a metà dei campi e attende di essere conclusa”. 
 
Molti poi, durante la sera di ieri, gli interventi su uno dei malesseri più comuni per aree come quella di cui stiamo parlando: inesistenti fino a 30 anni fa, letteralmente esplose negli anni ’90 ed ancor’oggi in cerca di un’identità e di centri di aggregazione. La carenza di servizi, in un momento in cui sulla collina insistono ancora la Posta, la Polizia Municipale e, fra poco, il nuovo presidio sanitario, sono stati al centro di vari interventi. “Da numerosi cittadini non è stata presa bene la decisione di costruire in collina la nuova Asl – spiega Cavallini – molti hanno parlato della necessità di farsi sentire dalle istituzioni, anche attraverso una petizione con raccolta firme”. Di qui l’idea, invece, di organizzare una vera e propria manifestazione. “Ci ritroveremo alle 10 di sabato mattina 8 ottobre, nel piazzale di fronte al Poeta” annuncia Vanni. “E’ venuto il momento di farci sentire”.
 
   

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