La ciclopista dell’Arno passerà solo da S.Miniato e Montopoli

La ciclopista dell’Arno si farà, anche nel tratto del Valdarno, ma rispetto agli annunci e agli accordi del 2015 cambieranno tempi e modi. A cominciare dal tracciato: scompare infatti lo zig zag fra riva destra e riva sinistra, per passare ad unico percorso sulla riva sud, quindi solo attraverso i comuni di San Miniato e Montopoli. A finanziare l’opera non sarà più la Regione, ma un apposito bando europeo, atteso per il 2017, che coprirà l’80% delle spese mentre la parte restante sarà a carico dei due Comuni.

Per le amministrazioni della riva nord, invece, si lavora ad un accordo per “compensare” la rinuncia alla ciclopista dell’Arno con la realizzazione di altri tratti di piste ciclabili in ambito urbano, confidando in un cofinanziamento regionale che permetta di creare appositi percorsi per Castelfranco, Santa Croce, Fucecchio e Cerreto Guidi, che saranno collegati ovviamente con l’asta principale a sud dell’Arno.

 

Il progetto
Il nodo della ciclopista è stato affrontato lo scorso giovedì in un incontro in Regione al quale erano presenti tutti i Comuni interessati dal progetto, a partire da Stia (nell’aretino) fino a Pisa. Tutta l’operazione rientra infatti in una progettazione integrata regionale, con l’obiettivo di creare un percorso ciclabile che permetta di viaggiare su due ruote e in tutta sicurezza dal Casentino fino a Marina di Pisa. Un progetto ambizioso, per il quale la Regione aveva chiesto ad ogni comune di presentare un’ipotesi di progetto, individuando in ogni zona un Comune capofila (quello di San Miniato per il comprensorio del Cuoio) incaricato di raccogliere i progetti, affidare la progettazione esecutiva e successivamente appaltare i lavori.

I problemi emersi in estate
All’indomani dell’incontro di giovedì, la questione ha tenuto banco nel consiglio comunale di venerdì sera a Montopoli, grazie ad un’interrogazione di Progetto Insieme che chiedeva spiegazioni rispetto alle problematiche emerse in estate sul progetto (Ciclopista dell’Arno, i finanziamenti slittano). Problemi innanzitutto di natura economica: solo 4 i milioni disponibili subito nelle casse della Regione, a fronte dei 18 previsti inizialmente, ai quali si sono aggiunti i dubbi della Regione rispetto ad un tracciato che fino ad oggi, in base al progetto realizzato dallo studio Dante Leoni, avrebbe dovuto viaggiare in parte sulla riva sud e in parte sulla riva nord, attraversando anche i ponti di San Pierino e Castelfranco.

Da dove arriveranno i soldi
“Nell’incontro in Regione – ha spiegato l’assessore Alessandro Varallo – è stato confermato che il progetto rimane, anche se cambierà nei tempi e nei modi. Del resto il bando era chiaro: di quei 18 milioni la Regione ne aveva subito disponibili 4. Per questo la Regione ha finanziato chi aveva già i progetti esecutivi, mentre in altre zone come la nostra è stata finanziata la progettazione”. Per questi territori, quindi, Valdarno compreso, si è deciso di utilizzare un apposito bando europeo, il cosiddetto Por Creo. “Tra i requisiti richiesti per essere ammessi a finanziamento – ha spiegato Varallo – occorreva essere una Fua (Area funzionale urbana) e disporre di una stazione ferroviaria. Il nostro Comune ha quindi tutti i requisiti, anche se il tracciato nel territorio di Montopoli, in realtà, non è mai stato in discussione. Secondo l’assessore regionale Ceccarelli, nel 2017 ci verranno confermati i fondi”. Si tratterà comunque di un cofinanziamento: il 20% sarà a carico dei comuni di San Miniato e Montopoli.

Tutto il tracciato a sud
La richiesta di una stazione ferroviaria, in pratica, ha rappresentato una ragione in più, unita a motivazioni economiche e logistiche, per decidere di portare l’intero tracciato della ciclopista solo sulla riva sud. Il tratto del comprensorio del Cuoio, di conseguenza, attraverserà i comuni di San Miniato e Montopoli: provenendo da Marcignana, toccherà le frazioni di Isola, Roffia, San Miniato Basso, San Donato, San Romano e Casteldelbosco, per poi entrare nel territorio di Pontedera. Una decisione, questa, tutt’altro che indolore per i Comuni della riva nord, i quali hanno chiesto alla Regione di sottoscrivere un accordo per realizzare altri tratti di pista ciclabile sui propri territori, con l’obiettivo di mantenere unito il distretto anche nei collegamenti su due ruote.

L’accordo per “compensare” i Comuni esclusi
“Nell’incontro di giovedì con l’assessore Ceccarelli e l’ingegner Buffoni – spiega l’assessore di Castelfranco Federico Grossi – la Regione ha chiesto a tutti di fare uno sforzo: alla luce di una carenza di risorse ha chiesto di rendere la ciclopista più lineare e più semplice possibile, passando solo sulla riva sud. Tutti i Comuni del Valdarno, però, hanno sottolineato la necessità di realizzare delle interconnessioni con la ciclopista. L’obiettivo, in pratica, è quello di creare in tempi successi dei percorsi aggiuntivi, attraverso un accordo territoriale che preveda un cofinanziamento regionale per il 2018″.

Castelfranco punta sul collegamento nord-sud e rotatoria sulla Bis
Nel caso di Castelfranco, la scelta è stata quella di dare priorità al collegamento tra il ponte dell’Arno e l’area di Montefalcone. «Nel progetto iniziale noi avevamo anche il collegamento con Santa Croce attraverso via dei Tavi – ricorda Grossi -. Visti i costi abbiamo deciso di rinunciare, chiedendo però che ci venga cofinanziato il completamento della pista ciclabile dal ponte fino alla Costa impietrata di Montefalcone, realizzando i tratti mancanti e riqualificando la pista ciclabile di via Usciana”. Nelle intenzioni dell’amministrazione castelfranchese, l’obiettivo è anche quello di sfruttare questa opportunità per dire addio al semaforo tra via Usciana e la Francesca bis, utilizzando le stesse risorse per costruire una rotatoria con attraversamento ciclabile in sicurezza”.
Santa Croce e Fucecchio, invece, hanno scelto di dare priorità al collegamento fra i propri centri urbani, anche con l’obiettivo di creare un percorso sicuro per collegare i due abitati con la piscina intercomunale. “Alla fine ci riteniamo soddisfatti – conclude Grossi -. Anche San Miniato, Comune capofila, ha riconosciuto la bontà delle richieste avanzate dai Comuni della sponda nord per legare i nostri territori all’asse principale della ciclopista”. La partita comunque non è ancora chiusa: su questo tema è stato fissato un nuovo incontro in Regione per il 14 novembre.

Giacomo Pelfer

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