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Il presepe degli artisti colora il Seminario – Foto foto

È come una grande opera collettiva. Una gigantesca rappresentazione a cielo aperto sul “Natale e il creato”, che si è sviluppata un giorno dopo l’altro con le opere collocate ogni sera, alle 19, per tutto il mese di dicembre. È il Calendario dell’Avvento, allestito per il terzo anno consecutivo alle finestre dello storico palazzo del Seminario a San Miniato.

A partire dal giorno di Natale il calendario è visibile nella sua interezza, percorrendo con lo sguardo le finestre dello spendito palazzo che chiude i tre lati di piazza del Seminario. Per tutto il mese di dicembre, infatti, il palazzo si arricchito ogni sera di un’opera diversa, firmata da diversi artisti, collocata sempre intorno alle 19.
Una vera e propria mostra collettiva a cielo aperto che interpreta un argomento di carattere generale: “Per un Natale di pace guardando al creato, alla natura e alle sue fragilità”, dove oltre alle opere tematiche, trovano strategica collocazione Gesù bambino, al finestrone centrale della piazza con Giuseppe e Maria, i Magi in arrivo preceduti dalla cometa sul lato sinistro e i pastori. Un punto di forza della Via dei Presepi di San Miniato, facente parte del coordinamento regionale di “Terre di Presepi”.
Per Sauro Mori che con Fabrizio Mandorlini e ha coordinato l’iniziativa, “la piazza del Seminario è come se avesse cambiato le sue connotazioni storiche dotando alla storica facciata affrescata da Francesco di Pietro Chimenti nel 1705 di una nuova vivacità, sia che sia avvolta dalla nebbia delle fredde mattine d’inverno, sia che venga illuminata dai raggi del sole, oppure sia avvolta nella suggestione della sera. Le opere di oggi, incorniciate dalla pietra delle finestre, emergono in contrasto con le decorazioni storiche, ma ne diventano al tempo stesso parte integrante”.
“Si tratta di un ponte ideale con Betlemme, cittadina con cui San Miniato è gemellata, – sottolinea Fabrizio Mandorlini e che attraverso iniziative come queste o come la Via dei presepi, trova una continuità che altrimenti sarebbe persa. Senza dimenticare che lo scopo di tutto questo è di far riflettere sul senso vero del Natale e al tempo stesso contribuire a rafforzare il ruolo di San Miniato città d’arte e di cultura che le appartiene portando inoltre persone e turisti nel centro storico che probabilmente, come anni fa sarebbe stato deserto durante le feste”.
Ma quale messaggio vogliono lanciare in materia di natura e custodia della terra il gruppo di pittori?
Ecco che le interpretazioni del Cantico dei Cantici di San Francesco, della Preghiera della Terra di Papa Francesco e del mistero della creazione si integrano con l’opera dell’uomo a cui la terra è stata affidata e che, secondo il suo libero arbitrio, compie scelte più o meno buone. Ecco che trovano rappresentazione la natura che si ribella all’uomo, le alluvioni, i terremoti, la deforestazione, l’aumento della popolazione mondiale e l’iniqua distribuzione delle risorse della terra, la desertificazione crescente, le carestie e le migrazioni, l’inquinamento, la terra trasformata in una grande discarica, i traffici illeciti di rifiuti e le “terre dei fuochi” ormai diffuse ovunque. Accanto ad esse ci sono le “buone pratiche” come lo sviluppo dell’agricoltura biologica, le lavorazioni sostenibili, l’economia circolare, la contemplazione della bellezza del creato.
Gli artisti: Bruna Scali, Claudio Occhipinti, Luca Macchi, Rosanna Costa, Simone Malizia, Valentina Volpi, Paola Pini, Wilma Checchi, Luigi Lo Scalzo, Simona Antonelli, Antonella Fiore, Lori Bagnoli, Benedetta Pantani, Elisabetta Donati, Silvana Fedi, Sandro Caioli, Francesca Leporini, Rossella Menichetti, Gerardina Zaccagnino, Sauro Mori, Lorenzo Terreni, Agnese Trinchetti, Sabina Buti, Lucia Marconcini, Paolo Tinghi, Alma Francesca, Rosi De Biasio, Renata Novelli, Simona Soldaini, Elisa Muzzillo, Elena Pizzalis, Daniela Del Sarto, Lina Vinazzani e Raffaele Salvatore Ranaulo.
Alla parte figurativa si abbina la parola: alcune frasi della lunghezza di un twitter sono state trascritte in pannelli di grandi dimensioni e collocate anch’esse alle finestre del palazzo. “Come gocce sull’arida terra” scrive Patrizia Bianconi, “E ancora non si placa l’eterno seguitare di questa umanità scomposta”, dice Silvia Giannoni. “Il profitto ad ogni costo ha ammazzato il Natale di San Francesco”, commenta Riccardo Cardellicchio. Riferite al Natale le frasi di Claudio Caioli: “…e venne ad abitare in mezzo a noi… Guarda il Natale con gli occhi del cuore” e di Luciano Marrucci “Ci sono ancora dei veri presepi con veri bambini veramente poveri”.
Anche il vescovo di San Miniato mons. Andrea Migliavacca ha scelto di lasciare il suo messaggio. ha scritto la sua frase: “Betlemme: casa del pane, casa della pace; la tua casa…”
Intanto chi passa coglie l’occasione per un selfie, una foto o una ripresa col telefonino per portare con sé una rappresentazione sicuramente inedita.

 

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