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Pugni sul pulmino, 5 giorni di prognosi. Il ragazzo da Toti

Visita in comune e incontro col sindaco Toti questa mattina, 28 gennaio, per il ragazzo di Orentano preso a pugni mercoledì sullo scuolabus col quale stava ritornando a casa (leggi qui Preso a pugni sul pullman dal compagno di scuola, studente di 11 anni in ospedale. I genitori chiedono più sorveglianza). “Un atto molto grave che non può essere ignorato” lo definisce il primo cittadino, al quale la famiglia ha comunque riferito di non voler sporgere denuncia, pur sottolineando la gravità di quanto accaduto. Il ragazzo, al quale sono stati dati 5 giorni di prognosi, ha riportati evidenti ematomi sul volto.

“L’episodio – dice il sindaco Toti – va affrontato con il dialogo e con un intervento fermo e deciso da parte della scuola e della nostra amministrazione, allo scopo di capire e arginare manifestazioni di violenza di questo tipo. Vorrei precisare, però, che l’aggressione è avvenuta da parte di un singolo studente, che non era spalleggiato dai compagni nel compiere il suo intollerabile gesto”.
Il Comune, che gestisce il servizio di trasporto degli studenti, è intervenuto all’indomani dell’accaduto, come prevede la procedura, inviando una lettera di richiamo alla famiglia del ragazzo che si è reso protagonista del gesto. “Un fenomeno così violento non può essere tollerato in nessun modo. Se dovesse ripetersi una qualsiasi situazione simile che vedrà coinvolto il giovane aggressore, il comune lo escluderà dal servizio pullman. Questo è quello che avviene secondo la normativa vigente. Per quanto riguarda le responsabilità educative, invece, invitiamo i genitori a parlare con i propri figli e responsabilizzarli. A questa vicenda va dato il giusto peso e sono in primis le famiglie che devono rapportarsi coi propri ragazzi, in un’età spesso difficile nelle relazioni. Il Comune, da parte sua, farà quanto possibile perché fuori e dentro la scuola sia mantenuto un ambiente sano, vivibile e sicuro per i giovani studenti. Non sono ‘cose che succedono’ o ‘ragazzate’, come spesso si sente dire per alleggerire la questione. La violenza è tale e grave a qualsiasi età: ancora più grave la cultura della violenza e della prevaricazione. È necessario quindi intervenire fin da piccoli spiegando che il confronto e il dialogo sono più potenti di qualunque gesto violento: la violenza distruggere, la parola convince e crea ragione. I drammatici fatti di cronaca nazionale, purtroppo, fanno da esempio e ci impongono di affrontare questi episodi con la serietà che meritano. Il mondo non può permettersi di crescere generazioni violente e i nostri giovani si meritano, non solo di meglio, ma il meglio: serenità e confronto. Operiamo tutti per garantirglieli”.

 

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