Le ricette non si fanno più in farmacia, Capanne protesta

Niente più ricette, almeno per ora, alla farmacia comunale di Capanne. Per averle, da oggi in poi, bisognerà obbligatoriamente recarsi negli ambulatori alla Pubblica Assistenza di via Mattei. Un cambio di rotta che è stato annunciato martedì (21 marzo) agli utenti dalla farmacia di via Nazionale, generando non pochi malumori tra i cittadini della frazione montopolese.

Fino ad oggi, infatti, la farmacia aveva permesso di ovviare alla scomodità di doversi recare nei locali di via Mattei, a metà strada tra Capanne e Angelica, in un punto completamente isolato dal punto di vista dei collegamenti pedonali, senza neppure un marciapiede che permetta di percorrere in sicurezza le poche centinaia di metri di distanza dal paese. “Per un certo periodo– racconta una cittadina di Capanne, Fernanda Canale – è stato possibile rivolgersi alla segreteria dei medici di base presenti nella struttura della Pubblica Assistenza, facendo prescrivere i farmaci ai medici tramite un fotogramma. Ad un certo punto, però, ciò non è stato più possibile, pare per un sovraccarico di lavoro: da allora, per avere la ricetta è necessario o recarsi direttamente in sede in un determinato orario fisso e riempire un modulo, specificando il farmaco e il medico, oppure rivolgersi direttamente all’ufficio della segretaria la quale, però, dovendo svolgere altri importanti servizi, non può ovviamente soddisfare la richiesta all’istante ma dopo un tempo, più o meno lungo, di attesa”.
Il risultato, insomma, era quello di dover tornare almeno un paio di volte nella sede di via Mattei: la prima per riempire il modulo o parlare con la segretaria, in certi orari prestabiliti, e poi ritornare in un secondo momento a ritirare la ricetta. L’alternativa, quindi, era quella di rivolgersi alla farmacia comunale, la cui ubicazione risulta decisamente più comoda per i cittadini, specialmente per quelli più anziani che necessitano di ricette ripetute per cure abituali. Fino a ieri, quindi, era sufficiente entrare in farmacia, lasciare il proprio nome, il nome del medico e il farmaco di cui si aveva bisogno, per poi tornare due giorni dopo e trovare la ricetta pronta.
“In questi giorni hanno soppresso anche questa seconda opportunità – dice Canale – Un disagio per tutti. Una perdita di tempo inutile per chi lavora ed è oberato da mille altri impegni e vive in una giungla di scadenze e orari da rispettare. Una difficoltà in più, soprattutto, per gli anziani che non si spostano agevolmente. È assurdo perdere così tanto tempo quando, con le nuove tecnologie, si può ordinare e avere qualsiasi oggetto da ogni parte del mondo in uno o due giorni. Veramente ci chiediamo e chiediamo a chi è di competenza se questo taglio era proprio necessario. Oltre tutto, sempre nell’ottica del risparmio, non si possono prescrivere più di due farmaci per ricetta e quindi spesso si deve ricorrere a questo servizio. Confidiamo nel fatto che qualcuno prenda in considerazione il nostro malcontento”.
Della questione si è fatta carico anche la coordinatrice della Consulta di Capanne Lara Reali: “Questa decisione ci ha colto tutti di sorpresa – dice –. Una decisione presa senza alcuna comunicazione o avviso per i cittadini. Vogliamo andare fino infondo per conoscerne le motivazioni”.
Dalla farmacia comunale, ad ogni modo, ci spiegano che il servizio è stato “solo sospeso in attesa di nuove disposizioni”. A spiegarne i motivi è il sindaco Giovanni Capecchi: “Così come veniva effettuato – spiega il primo cittadino – il servizio non è in regola con le nuove normative che sono subentrate. Dobbiamo incontrarci e parlarne per decidere come riorganizzarlo. La stessa cosa veniva fatta anche in altre farmacie, ma l’Asl ha chiesto per il momento di sospendere in modo da strutturare il servizio e uniformarlo. In ogni caso il servizio non è soppresso”.

 

Giacomo Pelfer

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