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Impianti a biomassa, l’incontro con i cittadini a Querce

E’ stato un incontro partecipato e ricco di indicazioni utili quello che si è svolto ieri sera nella scuola elementare di Querce, per presentare il progetto per la realizzazione di impianti di riscaldamento a biomassa forestale a servizio degli edifici scolastici delle frazioni di Pinete e Querce che potrebbero essere estesi anche alle abitazioni private, che in queste zone non sono raggiunte dalle rete del metano.

Alla base del progetto c’è la collaborazione tra comune di Fucecchio, Consorzio Forestale delle Cerbaie e IBIONET, una società legata all’Università di Firenze e specializzata nella promozione di impianti a biomassa derivanti da progetti di filiera corta bosco-legno-energia. All’incontro sono intervenuti Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio, Silvia Tarabugi, assessore all’ambiente, Andrea Bernardini, direttore del Consorzio Forestale delle Cerbaie, e Giovanni Ciniero, presidente del Consorzio Forestale di Villa Basilica, comune della provincia di Lucca dove è già stato attuato con successo un progetto analogo con la creazione di un impianto che serve 60 famiglie del luogo. La presenza di Giovanni Ciniero ha consentito ai cittadini intervenuti di poter avere informazioni dettagliate sui risultati ottenuti con la creazione di questa tipologia di impianto e sulle modalità di utilizzo. La creazione di piccole reti di teleriscaldamento locale, alimentate dal cippato proveniente dal legno, in località circondate da boschi come le frazioni di Querce e Pinete, avrebbe molti aspetti positivi per le comunità locali.

Innanzitutto quello di permettere alle famiglie collegate alla rete di riscaldare la propria abitazione con un notevole risparmio rispetto ai costi attuali. “Si calcola che con questo sistema che abbiamo illustrato nell’incontro di ieri sera – spiega l’assessore all’ambiente Silvia Tarabugi – mediamente una famiglia potrebbe risparmiare fino al 40% rispetto ai sistemi tradizionali che prevedono l’uso di gpl o di gasolio”.

Un altro aspetto molto significativo del progetto è dato dal fatto che potrebbe portare ad una positiva ricaduta economica nella zona. Intanto perché i proprietari dei boschi vederebbero crescere il valore dei propri terreni. Ma non solo. “Le ditte forestali – spiega Andrea Bernardini – potrebbero riconvertire la propria produzione per fornire le aziende locali creando un ciclo virtuoso che potrebbe vederebbe al proprio interno anche le segherie della zona, con l’utilizzo degli scarti di lavorazione. Inoltre si creerebbero anche professioni legate alla manutenzione degli impianti. Si andrebbe a realizzare, insomma, una microeconomia di zona molto positiva”.

La novità più significativa, anche uscendo dall’ottica strettamente locale, sarebbe quella di creare una rete autonoma di riscaldamento che funziona attraverso un prodotto, il cippato dei boschi, disponibile sul territorio. Questo potrebbe far pensare che si tratti di un ritorno al passato. “E invece non è così – dice il sindaco Spinelli.- Rendersi autonomi è quanto di più moderno e innovativo ci possa essere. Rappresenta il futuro perché ci svincola dall’utilizzo di risorse fossili che vengono importate dall’estero e che hanno costi legati a variabili economiche e politiche internazionali. Senza contare poi l’impatto ambientale che attraverso un sistema di filiera corta sarebbe praticamente annullato”.

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