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Concerie isolate, senza internet e telefoni da una settimana

Il guasto sembra distribuito a macchia di leopardo, esattamente come avvenuto pochi giorni fa nella zona residenziale vicino al campo sportivo e a via Curatone e Montanara. Adesso, invece, a farne le spese è la zona industriale di Romaiano, sempre a Ponte a Egola, dove decine di aziende sono senza telefono e senza internet da quasi una settimana, bloccate da un guasto che evidentemente si è rivelato più complicato del previsto.

Un disagio distribuito tra via del Cuoio, via dei Conciatori e via del Bottale, con il quale molte imprese sono costrette a fare i conti ormai dalla scorsa settimana. “Il problema è iniziato venerdì mattina – racconta Giovanni Tempesti, titolare dell’omonima conceria in via del Cuoio –. Telefonando alla Tim ci è stato risposto che avrebbero riparato il guasto entro mercoledì, indicando il giorno limite entro il quale avrebbero dovuto provvedere”. Arrivati a giovedì, invece, le linee sono ancora mute mentre la posta elettronica non dà segni di vita: “Ieri sera internet aveva ricominciato a funzionare a strappi – riprende Tempesti – ma in posta abbiamo ricevuto solo una parte della mail che dovevamo ricevere. Per aziende come le nostre il danno è incalcolabile: abbiamo clienti dall’altra parte del mondo che non sanno come rintracciarci. Abbiamo quindi cercato di fornire i nostri numeri di cellulare ad alcuni rappresentanti in Inghilterra, ma arriviamo solo fin dove possiamo”.
Per la zona di Romaiano, comunque, non si tratta affatto di una novità: “Succede spesso – dice Tempesti – ma non era mai accaduto che andasse avanti per così tanti giorni”. Ironia della sorte, quella di Romaiano è la prima area Apea della Toscana: un’area “tecnologicamente avanziata”, dove in attesa della fibra ottica, tuttavia, le aziende sono costrette a fare i conti con linee arrivate evidentemente al loro limite.
Dalla sede del Consorzio Conciatoriraccontano di ricevere da giorni decine di chiamate di imprenditori letteralmente infuriati. “Purtroppo è un problema frequente – dicono – e in passato ci siamo rivolti anche a dei legali. Adesso stiamo valutando la situazione, ma è probabile che faremo altrettanto anche questa volta”.

Giacomo Pelfer

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