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Piano di salvataggio per il De Amicis, creditori in tibunale

La data è fissata per il 20 luglio, al Tribunale di Pisa, quando i creditori dell’asilo De Amicis di Santa Croce saranno chiamati ad esprimersi sulla proposta di salvataggio della storica struttura di via del Bosco. Una proposta che abbraccia 13 anni, con la richiesta di ridurre il debito e di spalmarlo fino al 2030, garantendo al contempo la prosecuzione dell’attività didattica, anche per avere le risorse necessarie a saldare il debito e rilanciare la scuola materna. Risorse che dovranno arrivare anche dalla vendita dell’ex nido “Sbirulino”, insieme alla vendita delle quote associative.

È questa la strategia di salvataggio messa a punto dal nuovo organo amministrativo presieduto da Daniele Bocciardi che, dallo scorso settembre, ha avviato conil Tribunale di Pisa la cosiddetta procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, prevista dalla legge 3 del 2012, come già illustrata da ilcuoioindiretta.it lo scorso febbraio (leggi qui). Il Tribunale, che ha nominato un professionista delegato alla supervisione della procedura, ha esaminato e accettato la proposta fissando l’udienza definitiva il 20 luglio 2017.
La proposta di accordo, che a questo punto dovrà essere approvata dai creditori, prevede la prosecuzione della propria attività di scuola materna all’interno dello stabile di via del Bosco e la liquidazione immediata dell’immobile di Via Viviani (ex Sbirulino). I creditori privilegiati avranno soddisfazione integrale entro il 31 dicembre 2030.
La proposta prevede anche la sottoscrizione di nuove quote associative annue e dunque la ricostituzione di un vero “corpo sociale”, una nuova assemblea dei soci rinnovata nel numero e nei componenti, che consenta di sostenere i riparti che dovranno essere effettuati, ma soprattutto che costituisca l’inizio di una stagione diversa per l’ente De Amicis con una rinnovata affezione nei confronti di un’istituzione scolastica privata che ha fatto la storia del nostro paese.
I creditori privilegiati dell’Ente sono stati suddivisi in due classi: nella classe “A” sono stati inseriti i creditori ipotecari, mentre nella classe “B” tutti gli altri: se verrà raggiunto il voto favorevole di almeno il 60% degli aventi diritto, e se tale maggioranza verrà raggiunta in tutte le classi di creditori, la proposta sarà approvata e ciò consentirà di evitare la cessazione dell’attività e la liquidazione integrale del patrimonio.
“A distanza di due anni – dice il sindaco Giulia Deidda – l’obiettivo di salvare la struttura, garantire il servizio scolastico e di pagare i creditori, sembra finalmente aver trovato una strada percorribile. Per questo ci appelliamo ai creditori affinché il nostro piano possa realizzarsi e a tutta la comunità che ha a cuore il futuro di questo ente”.

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