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La concia tiene, ma le firme ottimizzano gli acquisti

Il settore conciario tiene, nonostante un mercato ancora incerto che alla fine del 2016, però, ha regalato “diffuse schiarite” all’orizzonte. La fotografia è quella di un mercato del lusso più instabile rispetto al passato, ancora alla ricerca di una nuova dimensione, dove anche la logica del prezzo rischia di ripercuotersi concretamente sulle aziende. A dirlo è il presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola Michele Matteoli nella relazione 2016 portata martedì sera (30 maggio) nell’assemblea annuale del Consorzio.

Assemblea che ha confermato in blocco il precedente Cda, rinnovando l’incarico di consiglieri ad Ettore Valori, Mauro Fiaschi, Alessio Bonciolini, Francesco Brotini, Michele Carrara, Marco Montanelli, dal revisore unico Rosella Terreni e ovviamente al presidente Matteoli. Nella sua relazione, Matteoli ha fotografato l’andamento del mercato, sottolineando una sostanziale stabilità produttiva per le aziende del territorio, “pur con alcune differenze significative”, e sottolineando per il futuro le sfide della tracciabilità dei prodotti e della sicurezza, intesa come rispetto delle regole e tutela dell’ambiente. Per il momento, almeno stando alla relazione sul 2016, il Consorzio non pare intenzionato a seguire i “cugini” di Santa Croce sulla strada della rottura con l’Unione industriale pisana, con la quale “sono proseguiti gli ottimi rapporti, in uno spirito di accresciuta collaborazione istituzionale”.
Di seguito il testo completodella relazione di Matteoli:

 

Cari Associati,
la nostra Assemblea ha da sempre un valore ed un significato particolare non è un circostanza istituzionale propedeutica all’approvazione del bilancio, ma bensì un momento per ritrovarci per commentare e riassumere le attività svolte e riflettere insieme sull’andamento del settore.
Confrontarci per tentare insieme di interpretare i segnali che ci pervengono, cercando di cogliere tutte le possibili sfaccettature, consci che la nostra attività si ripercuote inevitabilmente sull’operatività di ogni singola azienda, e nel contempo affinare gli strumenti utili per affrontare le quotidiane difficoltà, creando le condizioni che possano garantire il nostro futuro.
Se iniziamo dall’analisi economico-settoriale, rileviamo che il trend recente in termini produttivi mostra una crescita pressoché costante del fatturato settoriale, nel corso del 2016 non si è assistito all’auspicato miglioramento della situazione economica nazionale e internazionale, infatti il settore del lusso è riuscito a chiudere con un incremento del 2-2,5% per il segmento calzature, pelletteria ed accessori; a fronte del 5,5% ottenuto nell’ultimo decennio.
Gli attacchi terroristici, la Brexit, la volatilità del mercato Cinese, hanno reso più incerto il contesto economico; le preferenze dei consumatori, più esigenti ed attenti al prezzo, e la vivacità del settore casual hanno determinato un risultato più deludente del segmento top a vantaggio di un lusso più accessibile.
Nonostante le difficoltà, la fine dello scorso anno è stata caratterizzata nel complesso da diffuse schiarite e miglioramenti, l’Europa penalizzata dal calo dei flussi turistici ha assistito ad una ripresa interna, Russia e Brasile, dopo le problematiche dell’ultimo biennio, evidenziano segnali positivi anche legati a favorevoli dinamiche valutarie; la Cina che ha sofferto le conseguenze delle politiche governative, ha mostrato una ripresa del consumo domestico grazie alla riduzione del divario di prezzi rispetto al mercato europeo ed all’espansione della classe media.
Nello specifico, il variegato panorama calzaturiero registra, in Italia, un moderato rialzo: +1%, nonostante un trend decrescente della produzione in termini di volume; positivo anche il bilancio della calzatura europea, le cui uniche eccezioni sono rappresentate da Bulgaria, Romania e Slovacchia, per i produttori asiatici si conferma un lieve calo in Turchia mentre Cina e Pakistan archiviano l’anno nettamente in rosso, rispettivamente a -13% e -17% nell’export, in flessione anche le esportazioni indiane -2% mentre il Vietnam registra un +8%, nelle Americhe bene il Brasile a +2-4% a fronte di perdite a doppia cifra per il Messico.
Grazie alla dinamica degli ultimi tre mesi, il bilancio annuale 2016 della pelletteria italiana registra una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente, evidenziando un fatturato solo in lieve flessione -1-2%; per la pelletteria europea l’andamento generale del 2016 è stato soddisfacente con trend in attivo per tutti i principali produttori, uniche aree in perdita Bulgaria e Romania, Asia in calo, Americhe in attivo.
L’abbigliamento in pelle italiano riporta nel dato complessivo del 2016 un calo dell’11% rispetto all’anno precedente ed anche nel resto dell’Europa il risultato annuale resta caratterizzato da una complessiva contrazione, rispetto al dato medio registrato in attivo in Francia, Portogallo, Polonia e Repubblica Ceca, debolezza diffusa anche extra UE, decremento in Asia, ad eccezione della Turchia e nelle Americhe.
Infine il bilancio annuale dell’arredamento imbottito italiano, pur arretrato a fine anno, rimane attivo al +4%, il 2016 resta complessivamente un anno decisamente positivo per l’auto italiana che riporta un +7% nella produzione ed un +16% nelle immatricolazioni. Si confermano valori positivi per tutti i principali produttori europei di arredamento fatta eccezione per la Germania -3%, particolarmente vivace il Regno Unito in aumento a doppia cifra, in crescita gli ordinativi USA +2%.
La Politica inoltre in questo quadro congiunturale stenta a rispondere in modo adeguato e soprattutto veloce alle esigenze delle categorie economiche; a ciò si aggiunge la riorganizzazione regionale a seguito della frantumazione delle Province che stenta a decollare.
In quest’ottica la nostra attenzione deve essere mirata a monitorare quelle realtà aziendali, seppur infinitesimali, che non rispettano i contratti di lavoro, le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e quelle sulla tutela dell’ambiente; perché non solo fanno concorrenza sleale ma favoriscono il fiorire di campagne di diffamazione che in un attimo demoliscono quanto faticosamente costruito in anni di lavoro. Cito ad esempio la campagna diffamatoria del fantomatico “Centro nuovo modello di sviluppo” di Vecchiano che ha descritto il nostro distretto, come un ghetto foriero di illegalità, sia per lo sfruttamento dei lavoratori sia per le condizioni insicure di lavoro che per gravi devastazioni ambientali. Cito inoltre il servizio mandato in onda da una televisione tedesca che in due minuti e mezzo ha demolito il distretto conciario.
Se è vero che quello rappresentato non è il nostro distretto fatto di aziende virtuose che con grande impegno, su tutti i fronti, si adoperano per rispettare l’ambiente e garantire serenità igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, è bastato un attimo per far vacillare nell’opinione pubblica quanto fatto in decenni di lavoro.
In un contesto in cui serve un enorme sforzo per rimanere al top nel mondo tutta questa mistificazione vanifica anni di sacrifici e miliardi di euro investiti per la compatibilità ambientale, per la ricerca, per la sicurezza, e per l’integrazione nel territorio.
In questo scenario si insinuano le verifiche in materia di sicurezza che se non condotte in maniera scientifica ed analitica rischiano di far crollare l’intero settore basato sulla qualità dei prodotti destinati alla moda direi al top di gamma.
E se la qualità ci fa essere ancora vincenti sul mercato mondiale, la componente prezzo non può e non deve essere sottovalutata, le firme cercano sempre più di ottimizzare sugli acquisti, ma nel contempo ricercano più servizi aggiuntivi oltre a materiali nuovi interessanti e convenienti.
Attualmente due ulteriori aspetti, di grande percezione per i clienti ed il consumatore finale, sono la tracciabilità e la contraffazione.
Il tema della tracciabilità ha assunto un’importanza sempre maggiore a partire dal settore agroalimentare fino a coinvolgere l’intero sistema produttivo manifatturiero e i fornitori di servizi. I sistemi di tracciabilità hanno visto uno sviluppo sensibile per effetto di una duplice evoluzione: da un lato l’incremento delle potenzialità legate all’uso delle infrastrutture tecnologiche all’interno del sistema produttivo che ha permesso la progressiva introduzione di sistemi dedicati e dall’altro le crescenti sollecitazioni in termini di bisogni dei consumatori che richiedono sistemi trasparenti e garanzie di qualità e chiarezza dei prodotti/servizi acquistati.
Questo anche perché il fenomeno della contraffazione si va sempre più configurando come una vera e propria “industria criminale” con impatti significativi in ambito economico e sociale. Le merci contraffatte provengono praticamente dalle economie di tutti i mercati a dimostrazione della scala globale del fenomeno. Anche nelle economie emergenti i titolari di diritti registrati cominciano ad aumentare, a dimostrazione che tutte le imprese che impostano le proprie scelte strategiche su marchi e brevetti sono a rischio, indipendentemente dalla localizzazione in economie sviluppate o in economie emergenti.
Se andiamo a valutare i tradizionali indicatori generali quali il quantitativo di acqua depurata e quello di carniccio prodotto, rileviamo che complessivamente il nostro sistema nel 2016 ha tenuto, i dati riportano percentuali di incremento seppur leggero rispetto allo scorso anno, anche se ormai di consuetudine, sono comunque da evidenziare situazioni di differenze rilevanti fra un’azienda e l’altra.
Diverse sono le iniziative che animano il territorio sinonimo di riconoscimento del valore economico-culturale del nostro distretto della genialità dei saperi e della interpretazione delle tendenze moda che le aziende sanno offrire alla propria clientela.
E’ complessivamente in questo scenario che si inserisce l’attività del Consorzio e delle varie collegate.
All’interno dell’impianto di depurazione Cuoiodepur continuano gli importanti cambiamenti attraverso una politica improntata al rigore ad all’attenzione gestionale che ha portato al raggiungimento di ulteriori significativi risultati nel contenimento dei costi depurativi. Anche se impegnativi sono gli investimenti programmati per i prossimi anni, sia pubblici che privati, per lo sviluppo della depurazione per la realizzazione di tutta la parte impiantistica e dell’acquedotto industriale per depurare le acque civili da riutilizzare nel processo conciario. Ci preme evidenziare il consolidato riutilizzo in agricoltura dei fanghi di resulta della depurazione. Menzione importante merita lo sforzo che Cuoiodepur pone nei progetti di ricerca e sviluppo per il miglioramento della gestione ambientale nel suo complesso.
In tema di acque dobbiamo rilevare la problematica emersa in materia di concessione di acque pubbliche (pozzi) che si è venuta a creare a seguito del passaggio di competenze dalle ex provincie alla regione. Attualmente stiamo lavorando ad un possibile accordo con la Regione Toscana al fine di cercare di ottimizzare i costi del canone di concessione e soprattutto di snellire gli adempimenti a carico delle imprese.
Tengo a sottolineare gli ottimi risultati raggiunti dal Consorzio SGS sia in termini economici che di adeguamento tecnologico frutto dell’importante lavoro effettuato dal Consiglio di Amministrazione di cui fanno parte nostri esponenti, che partecipano assiduamente e con grande impegno anche alle Commissioni di lavoro. A dimostrazione di ciò segnaliamo la diminuzione del costo del conferimento del carniccio che è passato da 65€/tonn a 26€/tonn, con la conseguente restituzione dell’eccedenza alle consorziate.
Per quanto riguarda PO. TE. CO. nel corso del 2016 sono state rinnovate le cariche, il Consorzio partecipa attivamente con i sui 3 Consiglieri. L’attività sta diventando sempre più strategica sia per l’aspetto dimensionale con il trasferimento nella nuova sede, sia per l’esigente richiesta da parte dei clienti di servizi avanzati qualitativamente elevati. A settembre 2016 si sono trasferiti nella struttura gli uffici dell’Associazione Conciatori, in questi giorni si è trasferito nel terzo lotto anche il consorzio dei calzaturieri: Manifatture Toscana.
PO.TE.CO. ha sottoscritto un primo importante accordo a livello internazionale con l’Ente Francese CTC di Lione, ente fra i più accreditati nel campo della moda in tema di ricerca, analisi sulle pelli, controlli sui manufatti e capacità formative, in tema di condivisione delle metodiche di analisi, possibilità di utilizzo-condivisione di laboratori esteri, mentre per l’Italia PO.TE.CO. sarà il partner esclusivo di CTC.
Per la formazione continua la collaborazione con il Cattaneo di San Miniato, per l’Istituto Tecnico ad indirizzo chimico-conciario e per il nuovo Istituto Professionale per operatore alle lavorazioni della pelle e degli articoli in pelle, così come prosegue la collaborazione con l’Università di Pisa per i corsi universitari in Chimica Conciaria.
Fra le varie attività di carattere formativo svolte in collaborazione con l’Istituto Cattaneo di San Miniato continua la partecipazione attiva alle attività Polo Tecnico Professionale PRO-MO con l’obiettivo di dare sostegno alla qualificazione professionale dei giovani, potenziare le opportunità legate al diritto allo studio-formazione, apprendimento, specializzazione, al fine di rilanciare la formazione tecnico-professionale interconnesse al sistema duale dell’alternanza scuola lavoro; consapevoli nel contempo di aver strutturato un sistema di formazione unico nel suo genere nel panorama manifatturiero nazionale, perché abbiamo sul territorio corsi Universitari, l’Istituto Tecnico e l’Istituto Professionale.
In questo contesto si è attuata la condivisione organizzativa concretizzata in un significativo numero di ragazzi in stage nelle filiere produttive e nelle reti di ricerca presenti sul territorio.
Dobbiamo prendere atto che lo scenario della formazione professionale, è in una fase di grande cambiamento, agenzie formative sempre più grandi ed organizzate sono le uniche in grado di poter competere sui Bandi pubblici di vario livello, sempre più complessi ed esigenti in termini di numero di aziende coinvolte, di studenti iscritti, di filiere coinvolte e di risultati occupazionali, questo ci ha portato a ragionare e programmare corsi di formazione nell’ottica dell’intera filiera della Pelle.
Nell’anno 2016 la Regione Toscana ci ha comunicato di aver ammesso a finanziamento diversi progetti di carattere formativo, che sono stati attivati, fra cui citiamo: per l’IFTS il progetto T.O.Pi.C. – Tecnico per l’Ottimizzazione dei Processi di Produzione della Pelle e delle Calzature; e per l’IeFP il Progetto C (Concia – Calzature – Capitale Umano): offerta formativa integrata nella filiera dei distretti toscani della concia e delle calzature ed il progetto THEST molto innovativo per una formazione di alto livello in collaborazione con Smile.
In termini di attività sociale come Associazioni Conciarie stiamo collaborando insieme alla Società della Salute ad un progetto denominato L. È A. – LAVORO È AUTONOMIA, contribuendo all’attività di scouting, tale progetto in sintesi è nato con lo scopo di favorire e sostenere il passaggio dei giovani disabili dall’istruzione all’occupazione; sostenere e migliorare attraverso servizi individualizzati l’inclusione sociale, accompagnare al lavoro persone disabili con azioni individualizzate attraverso un percorso di attività di orientamento, progettazione personalizzata, accompagnamento, incrocio domanda/offerta in base alla valutazione del livello di occupabilità dei partecipanti e delle imprese interessate ad accogliere i partecipanti in stage.
E’ proseguita anche nell’anno in corso l’attività del Comitato d’Area di Distretto, sistema di governance cooperativa che vede riuniti enti locali e istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, consolidato negli anni, ha prodotto risultati concreti ad alto valore aggiunto per tutte le componenti distrettuali (imprese, lavoratori, comunità territoriali) e per l’intera economia regionale, il Comitato sta lavorando per il riconoscimento in termini giuridici del Distretto Conciario Toscano.
Per quanto riguarda l’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata, denominata “APEA Ponte a Egola”, il Consorzio Conciatori ha contribuito ad attivare tutte le pratiche occorrenti per la qualifica dell’area. Con soddisfazione possiamo dire che a luglio abbiamo raggiunto la qualifica APEA, siamo così la prima area produttiva qualificata in Toscana. Ora il compito del Soggetto Gestore Cuoiodepur sarà quello di coinvolgere sempre di più le imprese presenti nell’area, convinti che la partecipazione diretta delle stesse sul territorio possa garantire un miglioramento nella gestione delle infrastrutture e dei servizi comuni di area, oltre ad ulteriore possibilità di introdurre nuovi servizi ed attuarne il controllo, contribuendo con ciò al miglioramento delle prestazioni ambientali e dell’efficienza delle singole imprese. Il Soggetto Gestore, oltre alle attività più consuete di gestione dell’area APEA esempio manutenzione del verde, piccola manutenzione ordinaria, migliorie ecc. si pone l’obiettivo di valutare la realizzazione di progetti più ambiziosi, fra quelli già realizzati citiamo il miglioramento delle rotatorie nelle aree industriali e l’avere in parte contribuito alla realizzazione della rotatoria nella zona dell’Agip.
I nostri tre conciatori consiglieri di UNIC, partecipano attivamente all’attività dell’associazione Nazionale, collaborano alle varie iniziative, facendosi portavoce delle istanza del territorio.
Citiamo fra i tanti progetti in corso la collaborazione con UNIC e l’Associazione Conciatori per il progetto “Prefer” coordinato dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa finalizzato a sperimentare un nuovo metodo europeo per valutare l’impronta ambientale dei prodotti (PEF), attraverso la definizione di una metodologia di calcolo adeguata agli articoli in pelle, con lo scopo di rendere disponibile alle concerie strumenti ed informazioni utili nelle comunicazioni con i propri clienti.
Anche quest’anno abbiamo partecipato in collaborazione con UNIC ad Amici per la Pelle, con l’intento di far conoscere alle nuove generazioni il patrimonio di risorse connesso alla locale industria della pelle. Gli studenti delle classi seconde medie del distretto sono stati accompagnati attraverso visite alle concerie, al PO.TE.CO. e agli impianti di depurazione a scoprire il mondo della concia. Gli studenti oltre a partecipare al concorso di idee che li vede misurarsi con la pelle ed i propri coetanei hanno partecipato all’evento finale che si è svolto l’ultimo giorno di Lineapelle.
Un ringraziamento particolare va ai soci che hanno ospitato i ragazzi nelle visite aziendali, che hanno messo a disposizione la pelle per il lavori del concorso ed ad UNIC per aver organizzato l’esposizione dei lavori e la partecipazione dei ragazzi a Lineapelle.
A novembre in rappresentanza del settore conciario ho partecipato alla missione in Corea “Tuscany Style Experience”, organizzata dalla Regione Toscana con la collaborazione della Italian Chamber of Commerce in Corea a cui ha preso parte anche l’ambasciatore d’Italia Marco Della Seta. Nella sessione dedicata ai distretti, ho illustrato i traguardi e le potenzialità del mondo della pelle e del cuoio in Italia e in Toscana. E’ stata un’esperienza importante che aiuterà a consolidare e valorizzare il rapporto tra il nostro distretto con una realtà che, nello scacchiere internazionale, si sta rivelando strategica per il comparto in quanto l’economia coreana sta crescendo ed è molto attenta a ciò che arriva da occidente.
Fra le normali attività quotidiane citiamo: l’assistenza alle concerie sull’applicazione della normativa sui SOA, sui rifiuti normativa in continua evoluzione; vedi approfondimenti sui “sottoprodotti”, oltre ad avere fornito l’annuale servizio di compilazione e inoltro del MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale) per le associate.
Continua l’attività per il mantenimento dell’attestato EMAS APO del Distretto Conciario Toscano, nel 2016 abbiamo ottenuto dal Comitato Ecolabel Ecoaudit il secondo rinnovo triennale.
Particolare impegno e attenzione sono stati rivolti al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, numerosi sono i corsi di formazione obbligatori organizzati a seguito degli accordi CSR 221 e 223 del 21 Dicembre 2011, oltre a quelli per attrezzature specifiche quali i carrelli elevatori.
Sempre in tema di sicurezza il Gruppo Macchine sta continuando la propria attività a breve verrà inviata una nuova linea guida sulle “Postazioni di lavoro in altezza per il prelievo e la misura delle emissioni inquinanti in atmosfera”, che per la complessità dell’argomento trattato ha necessità di numerosi confronti.
In questi giorni è stato rinnovato il contratto nazionale di lavoro ora dobbiamo rinnovare anche il contratto di zona, ringraziamo tutte le parti sociali per l’impegno profuso teso al raggiungimento di obiettivi comuni con serenità e dialettica propositiva.
Sono proseguiti gli ottimi rapporti oltre che con l’UNIC anche con l’Unione Industriale Pisana, in uno spirito di accresciuta collaborazione istituzionale.
Teniamo inoltre a sottolineare l’intensa attività dei due Consorzi di promozione Cuoio di Toscana e Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, nell’ottica della visibilità delle nostre produzioni di nicchia.
Abbiamo citato solo alcuni aspetti salienti delle iniziative e problematiche affrontate, senza soffermarci molto sulla trattazione sulla normale attività istituzionale.
A significare che il Consorzio presta mota attenzione agli aspetti sociali l’11 febbraio del 2016 abbiamo avuto l’onore di ospitare Monsignor Andrea Migliavacca fresco di nomina a vescovo che fin dal suo arrivo nella diocesi di San Miniato aveva manifestato la volontà di comprendere il territorio e incontrare personalmente coloro che in esso vivono e lavorano. Per conoscere la realtà del settore conciario di Ponte a Egola e le persone che vi operano, Sua Eminenza ha visitato il Consorzio e l’impianto di depurazione Cuoiodepur.
Auspichiamo che anche nel normale ricambio generazionale, nelle nostre aziende permanga la forte motivazione associativa che ci unisce e che ci rende competitivi.
Se ce ne fosse ancora necessità per rimarcare la validità del sistema associativo e distrettuale, e per una riflessione che vorrei fare con voi, cito pochi passi ripresi dal nono rapporto annuale sull’economia e finanza dei distretti industriali 2016 di INTESA SANPAOLO.
” I Distretti protagonisti della ripresa in corso: nel biennio 2015-16 il fatturato e i margini unitari delle imprese distrettuali hanno toccato nuovi massimi storici. Al contrario, nelle aree non distrettuali il divario rispetto ai livelli pre-crisi è ancora significativo.
I distretti sono pronti a vincere la sfida del digitale: quasi la metà delle imprese meccaniche distrettuali già produce macchinari 4.0; nel sistema moda il 70% delle imprese capofila distrettuali è attiva nell’e-commerce.
Per il 2017-18 si prospetta un’accelerazione della crescita (+4,3% cumulato), trainata nuovamente dai mercati esteri e sostenuta dalla domanda interna, con un maggior ruolo per i beni di investimento.
I fattori di competitività dei distretti: il patrimonio di tecnologia e conoscenza dei mercati, la presenza di capofila consolidate e l’affermazione di nuovi attori, la riscoperta dei territori come luogo di produzione.
I distretti si confermano luogo privilegiato per la diffusione e l’adozione di comportamenti complessi e catalizzatori di innovazione tecnologica, organizzativa e di mercato.
Nei distretti le imprese, alle strategie commerciali, hanno affiancato l’attenzione alla qualità del prodotto e alla flessibilità produttiva. Nella gran parte dei casi il successo si basa su un mix articolato di strategie che, opportunamente combinate fra loro, consente alle imprese di essere “veloci” e di rinnovarsi continuamente.
La ritrovata centralità dei territori distrettuali trova conferma anche nei cambiamenti che stanno interessando i processi di internazionalizzazione. Si riscopre il ruolo dei distretti come base produttiva, in grado di attrarre il crescente interesse delle multinazionali estere e di spingere le stesse capofila distrettuali a riportare in Italia produzioni precedentemente delocalizzate. Al contempo, sempre le imprese leader distrettuali accrescono l’internazionalizzazione in uscita, cercando di sviluppare la propria rete distributiva estera.
La tecnologia sta cambiando il modo di distribuire e vendere i prodotti, ciononostante, il tessuto produttivo italiano e distrettuale è in ritardo nell’adozione delle tecnologie di smart manufacturing: solo una minima parte delle imprese ha i principali impianti interconnessi, anche a causa dell’elevata età media dei macchinari. La sfida del digitale può essere vinta solo attraverso un’accelerazione degli investimenti, finora frenati dall’incertezza che domina i mercati.
L’ambiente è certamente favorevole, grazie alla presenza di significative misure governative a sostegno degli investimenti innovativi e alla disponibilità di buone condizioni di finanziamento e di un bacino di risorse interne.”
Concludiamo, con l’auspicio di vivere un anno di ripresa per il nostro settore produttivo, che possa generare speranza e fiducia. Con la volontà di guardare lontano uniti e consapevoli delle nostre esperienze, capacità e professionalità ed aperti alle nuovo tecnologie ed opportunità ma soprattutto aperti ai giovani ed alla vitalità che rappresentano ed alla ventata di freschezza che possono apportare alle nostre aziende.
Grazie per l’attenzione.

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