Guerra dei paletti in piazza Vittorio Veneto a Fucecchio

Sulle scale della biblioteca, oppure passeggiando nervosamente in piazza, in tanti stamani si sono riversati in piazza Vittorio Veneto, per vedere e (soprattutto) commentare lo stato dei lavori di riqualificazione dell’area. La ditta incaricata sta realizzando la segnaletica orizzontale e quella verticale, il che vuol dire che installare dei pali e dei cartelli laddove finora non c’era niente. E questo ha fatto scoppiare una polemica forse inaspettata, che dai canali social si è spostata nei bar, nelle case e nella piazza stessa.

Non deve esser stato facile per gli operai lavorare sotto gli occhi severi dei tanti presenti, che commentavano polemicamente. Qualcuno si è anche arrabbiato, andando direttamente dagli operai a far presente che non era d’accordo con quello che stavano facendo. Ciò che sta facendo più discutere è la sistemazione di numerosi pali e paletti per cartelli e per delimitare alcune aree. Il classico sarcasmo fucecchiese ha fatto nascere sui social anche un sondaggio, attraverso il quale cambiare il nome della piazza: piazza dei birilli, dei paletti o dei pioli. Per anni si è discusso sull’importanza di liberare la piazza più storicamente rilevante di Fucecchio dal gioco delle macchine, perchè qui potevano parcheggiare solo i residenti, che spesso trovavano il proprio posto occupato da chi non ne aveva diritto. Però – più che sul discorso viabilità – la gente “d’insù”si è scagliata sul fattore estetico. In tanti hanno preso lo smartphone e hanno fotografato le modifiche. Qualcuno ha pronunciato frasi sibilline del tipo “guarda San Cristoforo, ora ha un palo davanti”. L’affresco del santo campeggia imponente accanto alla collegiata e si può dire che protegga tutta la piazza. Col passare delle ore dubbi sono stati avanzati anche sull’impatto della segnaletica verticale nel caso di manifestazioni come la presentazione del cencio, l’infiorata, il gran galà, Salamarzana e altro ancora. Comunque – a parte quelli sistemati davanti al bar (vedi foto) – gli altri cartelli e pali sono tutti removibili. Tuttavia, quando gli operai hanno iniziato a forare le pietre e inserirvi i cartelli, in città si è scatenata una polemica come non si vedeva da tempo. L’amministrazione, però, da una parte rimanda indietro le critiche e dall’altra apre al dialogo:”Non ho ricevuto nessuna visita – spiega il sindaco Alessio Spinelli – di persone che si lamentavano per questa situazione. Credo che non serva fare polemica sui social, è meglio se chi ha bisogno mi venga a trovare o mi chiami, sono sempre stato disponibile. Voglio precisare che pali e cartelli – a parte quelli davanti al bar, dove è previsto uno spazio di relazione – sono tutti removibili, quindi non saranno un problema per le manifestazioni in piazza. E poi – una volta abituato il cittadino – si può anche pensare di levarli e lasciare la segnaletica orizzontale”. L’assessore alla viabilità Alessio Sabatini, inoltre, ha anche aggiunto che “ci si può fermare a riflettere un attimo”. “Il nostro è un progetto di riqualificazione del centro – prosegue Spinelli – e non vuol essere una vessazione contro i fucecchiesi. Però, purtroppo, a volte è necessario mettere degli ostacoli per far rispettare i divieti. Noi siamo disponibili al dialogo e se c’è da rimuovere qualche paletto ci si può lavorare, perchè un conto è il progetto grafico e un conto è la sua trasposizione nella realtà. Però, l’obiettivo deve rimanere lo stesso e cioè liberarsi della sosta selvaggia e riqualificare la piazza». Il sindaco, poi, ha precisato che il progetto era stato già presentato alla cittadinanza:« Il progetto è stato più volte fatto vedere a cittadinanza e associazioni. Si tratta di un intervento complessivo di riqualificazione del centro e di liberazione della piazza, che adesso è un cantiere aperto. Non serve stare a guardare pali e paletti, noi al centro ci teniamo e stiamo facendo tutto quello che possiamo per riqualificarlo: mi riferisco al centro giovani, al punto panoramico accanto al palazzo della Volta, a quello che verrà nella torre del Corsini e allo spostamento dei servizi scolastici in un immobile dell’ospedale, di proprietà Asl, che ce l’ha concesso in comodato. Tutto per cercare di invogliare le persone a venire nel borgo alto”.

 

Marco Sabia

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