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Maxi perdita, la protesta Cna smuove Acque – Video

Gli operai di Acque alla fine sono arrivati proprio nel pomeriggio di oggi, 3 agosto, insieme ad un comunicato di fuoco firmato dalla Cna del Cuoio. Una tirata d’orecchi al gestore idrico, per una perdita d’acqua che va avanti indisturbata da ormai un mese e mezzo.

Succede in via Barsanti, nella zona industriale di Fontanelle, dove da settimane le aziende segnalano una rottura che riempie d’acqua l’asfalto della strada, disperdendosi impunemente nel tombino in pieno periodo di siccità. Il filmato, realizzato ieri (2 agosto) da un nostro lettore, mostra l’acqua che esce direttamente da una fessura nell’asfalto, con il rischio di mettere in pericolo la stessa sicurezza della strada.

 

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“Siamo arrabbiati, amareggiati e ci sentiamo presi in giro” dichiara Roberto Marzini artigiano, socio della omonima azienda di imbiancature “Fratelli Marzini” con sede in via Barsanti, presidente della Cna zona Cuoio e assessore del comune di Montopoli. “Sono oltre 50 giorni che abbiamo segnalato la presenza di una grossa perdita di acqua proprio davanti alla mia azienda – dice Marzini -. L’ho fatto personalmente, l’hanno fatto numerosi altri piccoli imprenditori della zona, l’ha fatto la polizia municipale di Montopoli e l’amministrazione comunale. La risposta è sempre la stessa: lo sappiamo, prendiamo comunque nota”. Intanto la perdita ha continuato ad allargarsi, a dispetto dei provvedimenti che gli enti pubblici hanno emanato per invitare tutti i cittadini ad un uso responsabile della risorsa idrica.
“Il caldo torrido delle ultime settimane – aggiunge Marzini – i rischi per i malati e gli anziani, i danni irreparabili subiti dall’agricoltura, le grida di allarme di tutti gli esperti, i devastanti incendi in tutto il territorio nazionale riempiono le cronache dei giornali da mesi. In questo quadro riparare un guasto all’acquedotto in tempi ragionevoli sarebbe un segno di responsabilità ed attenzione doveroso da parte chi ha il compito di ‘custodire’ e gestire questa importante risorsa che non è certamente inesauribile e per il cui controllo stanno scoppiando guerre in molte parti del mondo. Posso capire che quella di Capanne non sia l’unica perdita sulla quale il gestore deve intervenire e sicuramente non è la più importante, ma 50 giorni senza risposte sono davvero troppi. È inaccettabile. La mia azienda non fa uso di acqua potabile se non per l’uso del bagno che abbiamo in magazzino. Nell’ultima bolletta mi sono stati addebitati 100 euro circa per un consumo di 20 metri cubi di acqua: 5 euro al metro cubo. Sono troppi. È una situazione che condivido con tutte le micro e piccole imprese artigiane e non solo insediate a Capanne o altrove. È nostro dovere di imprenditori pagare, ma lo è anche pretendere maggiore attenzione e rispetto”, conclude Marzini.

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