Tuodì, cassa integrazione per più di 1800 lavoratori

4 settembre 2017 | 17:30
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Tuodì, cassa integrazione per più di 1800 lavoratori

Svolta nella vicenda dei supermercati Tuodì che da mesi stanno attraversando una crisi che ha portato anche alla firma di un concordato in continuità, tirandosi dietro anche il problema del reddito dei lavoratori. Oggi 4 settembre le organizzazioni sindacali del commercio e la proprietà hanno siglato un accordo per chiedere la cassa integrazione straordinaria al ministero del lavoro per oltre 1800 dipendenti.

L’accordo sostanzialmente prevede due tipi di cassa integrazione, che sarà anticipata dal datore di lavoro, quella a zero ore per i dipendenti dei punti vendita attualmente chiusi fino ad una eventuale ripresa dell’attività lavorativa e una seconda forma di ammortizzatore sociale per che prevede un cassa integrazione straordinaria a rotazione del 20 per cento dell’orario per tutti lavoratori dei punti vendita ancora attivi. Un accordo che offre una garanzia e una protezione del reddito e della sussistenza dei lavoratori per i prossimi mesi in attesa di una ripresa del gruppo o di altre soluzioni. Tra i punti vendita fermi c’è anche quello di Fucecchio.
Per i lavoratori invece dei punti vendita ancora aperti è previsto che durante l’esercizio in continuità continuino a lavorare con una riduzione massima dell’orario fino al 20 per cento a rotazione che verrà integrato da una cassa integrazione straordinaria per le ore non lavorate anche in questo caso anticipata dall’azienda.
“Un accordo di tutela del reddito” hanno detto brevemente i sindacalisti dopo la firma del documento. Sgrò della Uiltucs poi ha aggiunto: “Dopo questo passo adesso bisogna capire da chi e come saranno pagati gli stipendi non ancora versati fino al 10 luglio e i 730”. Il futuro di oltre 1800 lavoratori adesso è nelle mani del ministero del lavoro che dovrà valutare e accettare l’accordo raggiunto tra la proprietà e le organizzazioni sindacali del commercio ma su quest’ultimo passaggio c’è motivo di essere ottimisti. Rimane ovviamente anche da capire cosa accadrà del gruppo la proprietà infatti potrebbe anche avviare un processo di alienazioni nel quale sarà fondamentale per i sindacati cercare di tutelare i livelli occupazionali.