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Alla Chiocciola in ascensore: monorotaia dai parcheggi foto

Conquistare nuovi parcheggi per un paese “un tempo periferia del Cuoio ed oggi, invece, potenziale porta di congiunzione fra comprensorio e area pisana”. Questo il tema che da almeno due decenni vede i santamariammontesi spaccarsi la testa. E proprio quella valle sotto la balaustra e la Piazza della Vittoria, che in modo vago è sempre stata nei pensieri di coloro che erano in cerca di spazio quando si mettevano di fronte ad una cartina della “chiocciola” del paese, è tornata ad essere al centro di progetti e ipotesi. La soluzione: un ascensore orizzontale.

Questa l’innovazione presentata ieri sera, 28 settembre, al Teatro Comunale da Progetto Repubblicano. Un’idea “P” (che poi sta per “parcheggio”) presentatada Alberto Fausto Vanni insieme ai due tecnici che hanno fattivamente elaborato il progetto: l’architetto Sauro di Sandro ed il geometra Daniele Campani. “La bellezza di Santa Maria a Monte ci ha affascinato e spinto ad approfondire tutti i suoi aspetti, come il mercato immobiliare del centro e lo stato dei servizi. Parlando con le persone, studiando – ha introdotto Alberto Vanni –. L’immagine che ne viene fuori è di un paese pieno di potenzialità ma che manca di un servizio fondamentale come il parcheggio, che si collega a tanti altri problemi: case che in centro si danno via a prezzi bassissimi, un mercato settimanale che arranca. Di qui l’idea che vogliamo proporre a tutti voi cittadini, ma anche e soprattutto alla politica. Ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno davvero a cuore il futuro del paese”.

Ed ecco l’idea, presentata con tanto di rendering: un centinaio di posti auto nella cosiddetta valle “del Marchetti”, dal nome dell’attuale proprietario, da collegare direttamente con la piazza principale del paese grazie ad un agile doppia rotaia ed una cabina in movimento. “Un’idea già realistica e pienamente realizzabile – dice l’architetto Di Sandro – perché già all’opera in tante città italiane: Cuneo, Todi, Genova ne hanno già uno”. 
Dati tecnici
Nel caso specifico di Santa Maria a Monte, l’ascensore dovrebbe percorrere una corsa inclinata di 24 gradi, lunga 114 metri. “Il fatto che si tratti di un ascensore e non di una teleferica o una funicolare rende il tutto molto più semplice – ha detto Campani -. Non espone il progetto alla necessità di rispettare normative più stringenti. Di fatto funziona davvero come un ascensore: lo si chiama premendo un bottone e funziona automaticamente, senza guida”. La gabina è in grado di trasportare 15 persone alla volta ad una velocità controllata elettronicamente che gli permette di effettuare un viaggio in un minuto e 10 secondi. La cabina panoramica è corredata di citofono, dispositivo di soccorso, videosorveglianza e cintura per disabili. Parallela alla rotaia corre ovviamente una scala esterna di sicurezza”.
Prezzi
Fra le cose che più allettanti del progetto, ne sono sicuri gli autori, è la generale “agilità” di tutto il piano, soprattutto dal punto di vista dell’impatto ambientale, strutturale e dei costi. A fronte di progetti presentati in passato come quello del parcheggio sotterraneo, che prevedeva una spesa di oltre 12 milioni di euro (la metà dei quali pubblici), l’ascensore orizzontale di Di Sandro, Vanni e Campani costerebbe poco meno di un milione. “Anche sul fronte della previsione dei costi, ci siamo basati su apparecchi realmente costruiti altrove. Parliamo quindi di costi reali – ha affermato Di Sandro -. L’ascensore comprensivo di vie di corsa, rotaie, cabina, motore elettrico ecc… ha un costo di 350mila euro. Le opere murarie necessarie, la scala di emergenza, locale macchine, opere elettrice e affini costeranno circa 150mila euro. Progettazione, collaudo e imprevisti vari, 50mila euro”. L’urbanizzazione complessivamente costerebbe poi circa 140mila euro per la viabilità di accesso, nella valle (140mila euro), la costruzione del parcheggio (210 mila), stima di acquisizione dei terreni, progettazioni e collaudi (85mila). Il costo totale dell’opera è infine stimanta in 985mila euro. “La parte più interessante del progetto, poi, è la sostenibilità – continua l’architetto -. Il parcheggio è pensato e strutturato in modo che non sarà necessario tagliare neppure gli olivi. I posti auto sono ricavati fra le piante, come ormai avviene in tanti luoghi. La pavimentazione è ecologica e non impermeabilizzante il terreno. Tutto è ideato in modo da avere l’impatto minore possibile. L’ascensore, poi, consiste in un’agile rotaia che necessita solo dell’urbanizzazione necessaria al tratto della cabina panoramica”. 

Le reazioni
La risposta del pubblico, in tutto circa una trentina di persone fra cui anche alcuni commercianti ed esponenti politici, è stata generalmente positiva. “Credo vi si debba dare atto del fatto che questo è il progetto più realistico fra quelli presentati in questi anni – ha esordito Massimo Cavallini, dell’associaizone Casa dei Comunisti -. Si tratta di apparecchiature già esistenti altrove ed il costo prospettato è molto abbordabile per un’amministrazione, specie se la paragoniamo ai costi prospettati in passato dal parcheggio sotterraneo o da progetti approntati in comuni vicini, come gli ascensori di Fucecchio e San Miniato. Spero che sia davvero da spunto per chi amministra il comune”. Varie le domande dei cittadini presenti, per lo più su alcuni dettagli tecnici, costi, fattibilità. Unico problematica emersa nella discussione, la reperibilità dei terreni, tutti privati. “E’ un problema da affrontare – ha dichiarato Di Sandro -. Ma considerando i costi complessivi del progetto, il tutto credo consenta margini di manovra per trovare un accordo sui terreni con le proprietà”.
“L’unica alternativa ad un progetto come questo sono i piccolissimi spazi da recuperare a pezzi e bocconi intorno al paese. Noi qui parliamo di cento posti auto e della possibilità di riqualificare davvero il centro, anche attraverso un percorso pedonale parallelo al tragitto dell’ascensore – ha dichiarato Alberto Fausto Vanni -. La strategicità di quella valle verrebbe a svilupparsi in tutto il suo potenziale, diventando un nodo viario fondamentale anche dal punto di vista pedonale che potrebbe collegare il paese direttamente alla frazione di Ponticelli e al quartiere della nuova chiesa. E’ un opportunità che un amministratore serio non dovrebbe liquidare senza pensarci”.

Nilo Di Modica

 

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