Comune abbandona il progetto Fontevivo: è troppo caro

Retromarcia sull’acquisto del palazzetto dello sport a Fontevivo. Il comune di San Miniato dice no, dopo che la Cassa di Risparmio (proprietaria dell’immobile) ha praticamente raddoppiato il prezzo di vendita, alla luce dei lavori di adeguamento che dovranno essere eseguiti. Lavori che hanno fatto lievitare il costo di ben 400mila euro, per un conto complessivo di quasi 800mila. “A quella cifra – dice il sindaco Vittorio Gabbanini – non siamo più intenzionati a comprare”.

La notizia è uscita nel consiglio comunale di oggi (25 ottobre), nella risposta ad un’interrogazione presentata dal movimento Cinque Stelle, dalla lista Immagina San Miniato e da Mdp che chiedeva conto dell’operazione avviata con una delibera dello scorso gennaio. Delibera che prevedeva appunto l’acquisto del palazzetto e del relativo terreno adiacente per 375mila euro, con il futuro trasferimento del vivaio lungo via Fontevivo, in previsione del polo scolastico nel quale trasferire alcuni plessi del comprensivo Sacchetti. Nell’assessore letta dall’assessore Marzia Fattori, si scopre che a luglio i vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo nella struttura, rilevando alcune difformità rispetto ai criteri di prevenzione incendi. Da qui la decisione di Carismi di eseguire i lavori di adeguamento: lavori già partiti, per un conto totale di 400mila euro, che andrebbero a sommarsi al costo di un’eventuale vendita.
Una decisione a sorpresa, che adesso rischia di mettere in discussione i progetti annunciati negli ultimi mesi sulla realizzazione di una cittadella scolastica nell’area del Fontevivo.
Inevitabile quindi la polemica in consiglio comunale. “Perché si deve arrivare ad un’interpellanza per sapere che c’è stata un’ispezione dei vigili del fuoco – ha detto Laura Cavallini (Immagina San Miniato) -. Mi sembra che questo modo di fare e di comportarsi sia davvero ridicolo. È una cosa che ci doveva essere detta già nel momento in cui si approvò la delibera”. “All’approvazione di questa delibera – ha ricordato Chiara Benvenuti (Cinque Stelle) – vennero posti diversi interrogativi, che fummo accusati di voler sollevare solo per fare opposizione a prescindere. La consigliera Cavallini, infatti, sottolineò proprio l’esigenza di dover fare dei lavori sulla struttura. Quindi il prezzo che ci era stato indicato era solo una parte del costo che avremmo dovuto sostenere. Invece ci fu risposto che quella struttura andava benissimo e che ci si poteva fare tutto. La notizia era ormai sulla bocca di molti, ma dobbiamo fare un’interrogazione per capirne di più”. “Questi due passaggi – ha rincarato Francesco Lupi (Mdp) sono indicativi del modo di operare di questa amministrazione”. Sulla stessa linea Carlo Corsi di Forza Italia, che lo scorso gennaio si era astenuto sul via libera all’operazione: “Perché credevo fosse l’occasione per avere finalmente una struttura sportiva di proprietà, dato che in questo comune, se non fosse stato per la banca e per i privati, avremmo avuto solo dei campetti da calcio. Mi chiedo: se la struttura ci interessava così tanto ci hanno spaventato 400mila euro?”. “Prima si fanno annunci di progetti faraonici – ha aggiunto Alessandro Niccoli (San Miniato Possibile) – poi finito il clamore si torna indietro”.
“Quando abbiamo portato quella delibera – ha ribattuto l’assessore allo sport David Spalletti – la situazione di Carismi ricordiamo tutti qual era. C’era un’incertezza profonda, col rischio che potesse vendere la struttura o chiuderla. Quando ci proposero di acquistarlo dissi (e lo ribadisco) che quel palazzetto ci fa comodo anche a porte chiuse. Probabilmente la Carismi si sarà confrontata con nuovi acquirenti”.
“Se andate a vedere gli interventi – ha aggiunto il capogruppo Pd Alessio Spadoni – vediamo che andranno a rifare completamente gli spogliatori, mentre la capienza per il pubblico spettacolo sarà portata a 590 posti. Per la banca, in questa fase, è un’operazione pubblicitaria significativa. I vigili del fuoco, invece non hanno mai impedito l’attività sportiva”.

Al momento del voto per revocare la delibera di gennaio, Benvenuti e Cavallini hanno deciso di lasciare l’aula e non partecipare alla votazione, mentre Alessandro Niccoli e Carlo Corsi si sono astenuti.

 

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