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Profughi a S.Romano, Multicons ricorre contro il Comune foto

E’ guerra tra il comune di Montopoli e la società Mc Multicons, il consorzio di Montelupo Fiorentino che da luglio ospita 24 profughi in un immobile privato a San Romano. Una guerra che si consumerà di fronte al Tar della Toscana, al quale Multicons ha presentato ricorso contro l’amministrazione comunale. Obiettivo: chiedere l’annullamento di una determina dirigenziale del 24 agosto, con la quale il comune aveva intimato alla società il ripristino strutturale dell’immobile lungo la Tosco Romagnola, con la conseguente interruzione dell’attività di accoglienza nella stessa struttura.

E’ il risultato dei controlli che il sindaco Giovanni Capecchi aveva disposto fin dall’arrivo dei profughi (leggi qui), approdati a San Romano attraverso un bando della Prefettura aperto all’iniziativa dei privati. Un modo per reperire nuovi immobili da destinare all’accoglienza, nel pieno dell’emergenza migranti, lasciato però alla libera iniziativa tra società private e proprietari di immobili, senza bisogno di interpellare le amministrazioni locali. Da qui i controlli, in base ai quali, secondo gli uffici di Montopoli, sarebbe emersa la mancanza dei necessari requisiti per l’attività di accoglienza, soprattutto per le caratteristiche e la destinazione d’uso della struttura. “Il consorzio Multicons – spiega Capecchi – non solo non ha richiesto i permessi di agibilità e abitabilità, per i quali potrebbe ancora chiedere una sanatoria, ma soprattutto ha modificato la destinazione d’uso della struttura da residenziale a ricettiva, visto che all’interno si trovano 24 persone. E tutto questo senza averne i requisiti ed eseguendo anche dei lavori all’interno dell’immobile. Così abbiamo intimato la messa in ripristino”.
Per tutta risposta, Multicons si è rivolta ai giudici amministrativi, chiedendo innanzitutto la sospensione cautelare degli effetti della determina, in modo da poter proseguire l’attività di accoglienza in attesa della sentenza. Una richiesta infondata secondo la giunta comunale, che pochi giorni fa ha deciso di costituirsi in giudizio convinta della proprietari ragioni.
“Secondo noi – riprende il primo cittadino – questi stessi requisiti mancavano anche al momento della partecipazione di Multicons al bando della prefettura. Noi abbiamo portato queste osservazioni anche nell’ultimo Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, nel quale i funzionari della Prefettura ci hanno garantito che andranno a verificare”. Capecchi ribadisce quindi la posizione ripetuta fin dall’inizio della vicenda, per ricordare che la linea del comune di Montopoli non è contro l’accoglienza ma piuttosto contro un certo modo di fare accoglienza. “Perché bisogna accogliere nel modo giusto – sottolinea – prima di tutto nell’interesse di queste persone. Detto questo, noi comprendiamo tutto e comprendiamo l’emergenza, ma se c’è un comune che ha fatto anche di più di quanto previsto dagli accordi Anci, forse sarebbe stato il caso di escluderlo dal bando. Magari sarebbe stato più opportuno obbligare quei comuni che non hanno fatto la loro parte”.

 

Giacomo Pelfer

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