Società della Salute, Cuoio nell’area empolese: rebus sede

Non si sa come si chiamerà, non si sarà dove sarà la sede (e quindi quanto sarà lontana, rispettivamente, dai vari comuni che ne faranno parte) ma la super Società della Salute fra Empolese e Cuoio è già in dirittura di arrivo. La riforma delle zone-distretto della sanità toscana, imposta dalla legge regionale n.11 del 23 marzo, porterà infatti il Comprensorio del Cuoio quasi tutto ed integrarsi in una nuova grande Società della Salute; unica eccezione Santa Maria a Monte, già parte integrante della Sds Valdera che, invece, andrà presto a fondersi con quella dell’Alta Val di Cecina.

Il primo atto formale di questa riorganizzazione, che porterà alla formazione di una “super” Sds a 15 comuni, da Castelfranco a Castelfiorentino passando per Empoli e Vinci, coincidente di fatto con il territorio della vecchia Asl 11, sono state le dimissioni a inizio settimana di Nedo Mennuti dalla guida del distretto del Valdarno. Al suo posto in qualità di commissario e responsabile della fusione è stato nominato Franco Doni, già direttore della Zona Fiorentina Nord Ovest, che alla fine del percorso guiderà la nuova Sds della quale non si conoscono al momento né il nome né la sede. Di sicuro comprenderà i comuni di: Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci. Stando alla legge sulla riforma delle zone, i nuovi distretti non possono comprendere più di 25 comuni, né una popolazione complessiva inferiore a 50mila abitanti. Non possono, infine esserci zone distretto i cui comuni afferiscano a due Asl differenti. Oltre alle fusioni che metteranno insieme Valdera e Alta Val di Cecina ed Empolese e Cuoio, la riforma riguarderà anche: Bassa Val di Cecina e Val di Cornia; Amiata senese, Val d’Orcia e Val di Chiana senese; Aretino, Casentinese e Valtiberina; Amiata grossetano, Colline metallifere e Grossetano.
“Il percorso procederà in due tappe. Di fatto, dal 1 gennaio, la Regione ci considererà già come un unico distretto – spiega Doni. – Dopodiché avremo sei mesi, fino alla fine di giugno, per mettere in pratica un vero e proprio piano di riorganizzazione”. Fra i passaggi formali da espletare nei sei mesi anche le discussioni in sede di consigli comunali, nei singoli comuni del cuoio e a livello di Unione per la parte dell’Empolese Valdelsa. Anche per quanto riguarda la presidenza, coperta rispettivamente da Vittorio Gabbanini come sindaco di San Miniato e Brenda Barnini come sindaco di Empoli, non sono state date direttive. Tutto questo per un percorso di riorganizzazione (ed omogeneizzazione dei trattamenti economici di tanti servizi, spesso frutto di singoli a accordi con le associazioni di volontariato dei diversi territori) che i più informati prevedono ben più lungo di sei mesi e che, c’è da scommetterci, si accompagnerà a non pochi mal di pancia sul fronte della destinazione della sede centrale, oltre che su quello dei possibili disagi o ripercussioni. “Sono comunque da escludere ripercussioni sui posti di lavoro o sui servizi – assicura Doni. – La Regione, anzi, prevede incentivi per i distretti che decidono di fondersi”. 

Nilo Di Modica

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