San Miniato Promozione, “Tolto il tartufo resta poco”

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A far saltare sulla sedia i consiglieri di opposizione è stata quell’espressione, “cabina di regia”, usata per descrivere il ruolo di una San Miniato Promozione impegnata, nell’arco dell’anno, a coordinare le tante iniziative sparse per il territorio comunale. “Capisco la propaganda, ma quando si scrivono certe cose bisognerebbe cercare di essere veritieri” afferma Chiara Benvenuti, consigliera del movimento 5 Stelle, il cui intervento ha sollevato un acceso dibattito nell’ultimo consiglio comunale sul ruolo della Fondazione impegnata a promuovere il nome, l’immagine ele attività della città della Rocca.

Una polemica scoppiata durante l’approvazione del Documento unico di programmazione (il Dup), dove fra i vari punti toccati si parlava appunto anche del ruolo e dei risultati ottenuti da San Miniato Promozione. “L’unico momento dell’anno in cui la Fondazione lavora davvero – attacca Benvenuti – è per la Mostra mercato del tartufo, quando non c’è neanche bisogno di coordinare gli eventi, perché tutte le frazioni e le altre realtà del comune stanno ben attente a non organizzare niente nello stesse settimane. Il resto dell’anno, invece, vediamo domeniche in cui ci sono tre eventi in contemporanea, spesso anche affini tra loro e altre dove non c’è assolutamente niente”.
Critiche alle quali il capogruppo Pd, Alessio Spadoni, ha replicato ricordando come la Fondazione basi la propria attività sull’impegno di un Cda fatto interamente da volontari: il presidente Delio Fiordispina, insieme ai consiglieri Cesare Andrisano, Aurelio Cupelli, Erika Provvedi e, da poco, Michele Matteoli che ha sostituito in consiglio Filippo Lotti. Persone, ha detto Spadoni in consiglio, che mettono le proprie competenze a servizio del territorio sacrificando anche ore del proprio lavoro. “Va bene il volontariato – ribatte Benvenuti – ma qui c’è una discrepanza: San Miniato Promozione ha due persone assunte che lavorano tutti i giorni e che percepiscono anche un discreto stipendio, mentre i membri del Cda non prendono niente. Allora, stando a quello che mi dice Spadoni, dato queste persone tolgono del tempo al proprio lavoro, sarebbe giusto ridurre un po’ i due stipendi per riconoscere qualcosa ai componenti del Cda, anche per il ruolo e la responsabilità che si assumono”.
Sulla stessa posizione anche il consigliere di Forza Italia Carlo Corsi: “Avere un cda di volontari secondo me è un errore – dice – perché chi ricopre certe cariche ha anche delle responsabilità e dovrebbe essere motivato, magari anche riconoscendogli un gettone. Questa società, invece, paga un affitto alla banca per l’ufficio turistico, paga due stipendi, paga lo studio che segue la contabilità, ma è guidato da persone che non prendono niente. Del resto basta vedere quanti presidenti se ne sono andati in questi anni. Ultimamente c’è un po’ più di stabilità, ma secondo me un ente ad hoc per il turismo dovrebbe portare ben altri risultati, anche alla luce delle risorse che riceve dal Comune”. 

Da qui l’accusa di limitare quasi esclusivamente la propria attività alla Mostra Mercato di novembre: “Tolto il tartufo resta poco – aggiunge Corsi – e anche su quello ci sarebbero delle cose da rivedere, visto che molti espositori sono scontenti, specie quando vedono un gigantesco stand della Coop davanti al Seminario. Secondo me un ente per il turismo dovrebbe stare attento a tante cose, a cominciare dal decoro ad esempio. Perché devo essere io a chiedere che vengano tolti i vecchi cartelli? Per non parlare delle cassette della posta di tutti i colori. Le città veramente turistiche sono un’altra cosa. Basta girare per la Toscana per rendersene conto”.
“Se andiamo in piazza del Popolo – fa notare Benvenuti – vediamo che proprio di fronte all’Ufficio turistico gestito da San Miniato Promozione c’è la sede di una Pro Loco che ugualmente dà indicazioni e materiale ai visitatori. Sono due attività che in parte si sovrappongono, con la differenza che una riceve appositamente un contributo dal Comune e l’altra no. Alla fine, però, il risultato è che i visitatori non trovano le risposte che cercano”.

 

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