Don Castello, nuovo parroco di Ponte a Cappiano e Torre foto

Il nuovo parroco Don Castello Nzaba, 39enne originario della Repubblica del Congo, comincia ufficialmente il suo servizio nelle parrocchie di Ponte a Cappiano e Torre oggi (11 gennaio). “Ringrazio il vescovo della diocesi di San Miniato Andrea Migliavacca per l’incarico che mi ha affidato: lo porterò avanti con amore, guidato dallo spirito di Papa Francesco” sono le parole di don Castello.

Don Castello ha una brillante e poliedrica formazione alle spalle: una laurea in filosofia, una in teologia e una addirittura in informatica, conseguite in Africa. Arrivato poi in Italia, ha portato avanti i suoi studi di teologia alla facoltà teologica dell’Italia centrale a Firenze, conseguendo la licenza in teologia dogmatica. Attualmente sta facendo il dottorato in filosofia della pace all’università di Firenze. È in Italia da cinque anni e ha ricoperto già incarichi pastorali a Cerreto Guidi e Fucecchio. “Ieri mattina – spiega don Castello -, abbiamo salutato il nostro reverendissimo Padre Angelo che è stato chiamato ad altri impegni pastorali a Bologna, come cappellano universitario. Sono grato per il lavoro importante che lui ha fatto nelle nostre Comunità. Colgo l’occasione per fargli gli auguri fraterni di buon ministero pastorale a Bologna”. Il nuovo parroco ricorda con emozione i momenti che ha vissuto durante la messa dell’insediamento che si è svolta lunedì 1 gennaio. “Durante la messa di insediamento – dice orgoglioso don Castello – ho avuto il piacere di scoprire una comunità viva, numerosa e cordiale. Sono arrivati davvero in tanti al giorno del mio insediamento nelle parrocchie di Ponte a Cappiano e Torre e questo mi ha lasciato una gioia immensa. Sono molto felice – sottolinea il presule – di essere il loro parroco e di prestare loro il servizio che sono chiamato a svolgere. Un servizio per i parrocchiani e per i cristiani”. E lancia un appello ai parrocchiani: “Sento la responsabilità di essere il primo servitore della comunità e come prete garantirò la massima disponibilità e vicinanza verso chiunque. Da solo non posso compiere questa missione grandissima, serve la partecipazione di tutti i fedeli, per questo chiamo tutti a collaborare con me. Tutti devono sentirsi liberi di lanciare progetti e idee, io ne farò sicuramente tesoro. Voglio guidare i fedeli con lo spirito di Papa Francesco, facendomi vicino ai poveri, agli ammalati, agli ultimi: è con questa sensibilità che vorrò servire e al contempo guidare le comunità che mi sono state affidate”. E rivolge una preghiera ai santi di queste due comunità: “San Gregorio Magno, prega per noi! San Bartolomeo Apostolo, prega per noi!”

 

 

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