Fondazione Carismi, il presidente Rossi non piace ai sindaci

Hanno impiegato una settimana e ci si sono messi in 8 per partorire un comunicato, dove l’unico messaggio che passa è che il nuovo presidente della fondazione Carismi Gianfranco Rossi non è di gradimento dei sindaci. I sindaci del Comprensorio insieme ai colleghi di Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte ci hanno pensato bene prima di dire che Rossi non è di loro gradimento nel ruolo di presidente: avrebbero preferito aspettare, attendere o per usare le loro parole, ‘differire l’adempimento per fare una valutazione preliminare’.

Una strada che la Fondazione non ha evidentemente ritenuto praticabile, probabilmente anche per la difficile situazione in cui si è venuta a trovare, da un lato la forte perdita patrimoniale con la vicenda Carismi e dall’altro la necessità di ripristinare un governo della Fondazione in tempi rapidi e per avere piena operatività e cercare di salvare il salvabile.
“I sindaci del territorio – dicono nella loro scarna nota – all’interno del quale opera la Fondazione Carismi hanno preso atto che l’elezione del vicepresidente Gianfranco Rossi alla presidenza della Fondazione stessa è avvenuta nonostante la richiesta, da parte dei consiglieri espressione degli enti locali ivi rappresentati, di differimento dell’adempimento, onde consentire una valutazione preliminare. Tanto è vero che la determinazione assunta dalla maggioranza del consiglio ha indotto i consiglieri espressione degli enti locali ad astenersi dal partecipare all’elezione del presidente stesso”.
I sindaci quindi hanno anche dato come indirizzo ai loro rappresentati l’indicazione di non votare l’elezione del presidente. Una politica tutta italiana, che ricorda la fuga dal tavolo della pace alla fine della Prima Guerra mondiale con gli esiti che ormai sono parte della storia. Ma che potrebbe anche essere letta come un Se c’ero dormivo’.
“I sindaci – si legge ancora nelle loro comunicazione – ritengono che il consiglio d’indirizzo della Fondazione, organo deputato a definire le linee generali di sviluppo dell’attività istituzionale, abbia perso un’occasione ‘storica’, dopo la perdita patrimoniale, nonché del controllo della banca conferitaria, di riflessione condivisa ed apertura verso la società civile ed il territorio. La fase che si è appena conclusa ha rappresentato per la vita della Fondazione e di tutto il territorio nel quale essa opera da quasi due secoli, uno spartiacque che avrebbe richiesto, quantomeno una manifestazione di presa di coscienza rispetto a quanto accaduto nell’ultimo anno”.
Poi i sindaci continuano e garantiscono ai propri cittadini, che loro pretenderanno attenzione sulle scelte della Fondazione: “Per l’insieme di tali ragioni – spiegano Toti, Gabbanini, Millozzi, Brogi, Deidda, Capecchi, Parrella e Spinelli, primi cittadini di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli Val d’Arno, Pontedera, Ponsacco, Santa Croce sull’Arno, Santa Maria a Monte, San Miniato – i sindaci confermano la propria volontà di attenzione sulle scelte che saranno compiute e sulle modalità attraverso le quali la Fondazione intenderà perseguire l’attività istituzionale, auspicando che i nuovi vertici non si sottraggano al confronto su questi temi, onde evitare l’ulteriore diffusione di sentimenti di disaffezione e qualunquismo nell’opinione pubblica”. (g.m.)

Clicca e leggi qui la replica di Rossi

 

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