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Paga le tasse su terreni espropriati 20 anni fa dalla Provincia foto

Attende la burocrazia della Provincia di Pisa da più di 20 anni. La storia è di quelle che meritano di essere raccontate con dovizia di particolari: in tutto questo tempo, la Provincia di Pisa, secondo quanto racconta Massimiliano Andreotti, non è riuscita a regolarizzare un atto di esproprio, per quanto dei terreni se ne sia impossessata, ma non ha mai indennizzato il vecchio proprietario e non ha ancora neppure modificato l’accatastamento, tanto che da 20 anni lui continua a pagare le tasse su un terreno del padule di Bientina che gli è stato espropriato. Una situazione, questa, che esaspera Andreotti e che, stando a quanto IlCuoioinDiretta.it ha appreso dalla Provincia, sta per finire. “All’epoca ci fu un errore materiale – ci spiegano -. Ora serve un atto, l’ultimo, per chiudere la vicenda”.

Magari già entro Pasqua, visto che un consiglio provinciale utile è previsto per metà marzo. “Secondo procedura, l’atto dovrebbe passare da lì. Ora stiamo valutando, però, se è possibile percorrere vie alternative e più semplici”. 
La vicenda

“La vicenda comincia nel 1997 quando, a seguito dell’alluvione che sommerse buona parte del padule di Bientina, una carreggiata della strada provinciale Bientinese quella in direzione Altopascio, crollò all’altezza dei miei terreni. Poco dopo, la provincia di Pisa comunicò l’occupazione temporanea per causa di forza pubblica di parte dei miei terreni per poter realizzare il cantiere e mettere in sicurezza la strada, deviando il canale che passava proprio sotto la Bientinese, in modo da evitare in futuro nuovi cedimenti del piano stradale, che era letteralmente franato”. I tecnici della Provincia nel 1997 dissero ad Andreotti che poi avrebbero sistemato la cosa, anche dal punto di vista burocratico e così due anni dopo ad Andreotti, che possiede varie particelle di terreno lungo la via Bientinese, il 23 aprile del 1999 viene notificato un atto ufficiale di esproprio con numero di protocollo 508174, per cause di forza pubblica. Come si legge nel documento, la Provincia espropriava circa 400 metri quadri su varie particelle, la fetta di terreni che si trova al confine con la strada provinciale. “Io – racconta Andretti – non opposi nessuna resistenza perché capivo che era una situazione di necessità e poi visto che tanto quella terra che avevo ereditato dalla mia famiglia non la coltivavo non c’era nessun problema, per me la vicenda era chiusa, anche se quel terreno di fatto mi sarebbe stato pagato ben poco, ma l’importante era chiudere la questione serenamente. I problemi infatti arrivarono dopo”.

Per Andreotti, quindi, l’intera vicenda era chiusa e rimane in attesa di essere liquidato dalla Provincia con quei pochi soldi che venivano generati dall’esproprio di quei 400 metri quadri, oggi sarebbero circa 7-8 euro – al tempo dei fatti c’erano ancora le lire e la terra fu valutata circa 3mila lire al metro quadro. La vicenda però si complica subito quando ad un certo punto, nel 2001, ad Andreotti arrivano le cartelle delle tasse su quei terreni, lui che per una vita ha lavorato in banca ed è abituato a fare i conti, si accorge subito che il tributo del Consorzio di bonifica, sull’Irpef sull’Ires e sull’Ici nel 2001 esisteva ancora, i conti non tornano e gli enti competenti gli hanno chiesto anche il pagamento sulla porzione dei terreni che erano stati espropriati.
“A quel punto mandai subito una lettera alla Provincia chiedendo perché non avessero provveduto a chiudere la pratica e ad aggiornare il catasto. E qui cominciano i problemi veri. Dalla provincia di Pisa – continua il cittadino di Orentano – mi dicono che avrebbero provveduto, più di una volta poi mi sono recato alla provincia di Pisa, personalmente a parlare con la dirigente del servizio, la dottoressa Follini, che mi rimandò alla dipendetne, la signora Castellani”. Nel frattempo però nonostante le rassicurazione degli impiegati, la pratica, la Provincia non la chiude e così Andreotti non viene indennizzato dei soldi che gli sarebbero spettati per l’esproprio, mentre continuano ad arrivare la cartelle delle tasse e dei tributi anche su quei terreni che erano stati formalmente espropriati.
“Mi sono reacato a Pisa in provincia moltissime volte – racconta sconfortato Andreotti – e tutto le volte mi sono sentito dire che avrebbero provveduto a risolvere il problema, ma alla fine la situazione è rimasta ferma per quasi 20 anni causandomi un danno. La Provincia infatti mi ha impedito di godere pienamente dei terreni che sono rimasti in mia proprietà perché, come prevede il codice civile, io non potrei neppure vendere questi terreni perché gravati da una servitù, tanto che nel 2015 quando uno degli altri proprietari dei terreni vicini è venuto meno, avevamo anche avuto un’offerta di acquisto a cui non abbiamo potuto dare corso perché la situazione, anche dal punto di vista catastale, non è mai stata sistemata e noi continuiamo a figurare come proprietari di terreni di cui in realtà non abbiamo il godimento. Ma la cosa che mi angoscia maggiormente è il fatto che io ho 80 anni e vorrei risolvere il problema per poter lasciare tranquilli i miei figli. Ma dalla Provincia non c’è stato verso di ottenere una regolarizzazione della questione, né tanto meno il pagamento del terreno espropriato, che a questo punto sarebbe il meno”.
La storia infatti non finisce qui e continua, tanto che il carteggio, tutto documentato con risposte e ricevute di ritorno tra Andreotti e la provincia di Pisa, si infittisce, al punto che quando prende i documenti dall’armadio per studiarli, tira fuori un faldone che deve usare due mani per sorreggerlo. Tutto rimane in stallo nonotante la continue sollecitazioni per lettra e per telefono vadano avanti per anni.
Tra il 2015 e il 2016 la situazione se possibile si complica ulteriormente perché in Provincia cambiamo gli impiegati che avevano seguito la pratica, senza di fatto riuscire a venirne a capo. “La vicenda però per me rimane inalterata – continua Andreotto – se possibile si aggrava, in quanto temevo che con l’abolizione della Province la storia potesse addirittura peggiorare”.
La vicenda sembra sbloccarsi quando nel 2016, a novembre, la Provincia invia ad Andreotti, dopo 19 anni, l’atto preliminare di acquisto. “Nel frattempo però le cartelle delle tasse hanno continuate ad arrivare ogni anno con puntualità e io le ho dovute pagare. Comunque a questo punto ero soddisfatto visto che vedevo una strada che mi avrebbe portato fuori da questa situazione e alla fine infatti di fronte a questo documento ho risposto alla Provincia che avrei firmato e accettato la loro proposta preliminare benché non ritenessi congrua la cifra proposta di circa 1100 euro per l’acquisto del terreno, visto il tempo e le spese sostenuto in questi 20 anni.
“Il prezzo era cambiato perché la Provincia, dopo tutto questo tempo, non poteva più intervenire e ratificare l’esproprio perché come mi spiegarono i dipendenti, questo avrebbe rappresentato un problema sui bilanci e così mi proposero, nel 2016 di acquistare a prezzo di mercato i 400 metri delle porzioni di terreno che mi avevano sottratto”. La situazione però, dopo questo passaggio, si complica nuovamente, nonostante la Provincia avesse inviato anche un tecnico a fare un sopralluogo per rivalutare il terreno al prezzo di mercato che nel frattempo è arrivato 2 euro e 80 centesimi al metro quadrato, perché dopo il 2016 e dopo che Andreotti ha firmato il preliminare, nessuno si fa più sentire. Così si arriva al 2017 quando, esasperato, Andreotti ha un nuovo contatto telefonico con la Provincia dove questa volta perde le staffe e di fronte alla sua rabbia dalla provincia di Pisa gli garantiscono che entro la fine del 2017 avrebbero risolto tutto. “Mi dissero che la vicenda si sarebbe chiusa prima della fine del 2017, ora siamo a febbraio 2018 e francamente mi sento preso in giro. Sono passati 20 anni e in Provincia nessuno si è preoccupato di risolvere il problema, lasciando una situazione indefinita. É una caso vergognoso di cattiva amministrazione anche perché non c’è giustificazione per quanto accaduto. Nel 2015 in occasione di un incontro pubblico, provai anche a chiedere spiegazioni di questa situazione all’ex presidente della Provincia Andrea Pieroni che mi seppe dire solo che se lo avesse saputo prima, avrebbe provveduto a risolvere, ma per me è una questione di principio: un cittadino deve andare a mendicare che la Provincia rispetti quanto previsto dalla legge?”. 

Gabriele Mori


 

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