Ci rivediamo al campino, amarcord aspettando la piazza

La promessa a fine serata è stata di rivedersi presto. Magari già nei prossimi mesi, al termine dei lavori, con un bel ritrovo tutti insieme in quella che potrebbe chiamarsi piazza del Campino. Se lo augurano in tanti a San Miniato Basso, a cominciare dai dirigenti della Folgore ma anche da tanti cittadini, a dimostrazione dell’affetto verso un luogo che ha il sapore dell’identità.

Un affetto che sarà difficile tradire, come affermato anche dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, ex giocatore, allenatore e dirigente della Folgore, per il quale difficilmente si potrà dire di no ad un nome che nasce dal sentire comune del paese. Un nome al quale il primo cittadino, in sostanza, ha dato il proprio nulla osta, anche se la questione dovrà nuovamente essere discussa nella consulta. Ad ogni modo, vada come vada, il nuovo spazio di fronte alla chiesa resterà per tutti il mitico campino del prete. Specie per i partecipanti della serata che lunedì ha messo insieme tanti ex ragazzi di San Miniato Basso, riuniti fra i tavoli della pizzeria da Rina aperta appositamente per l’occasione (leggi qui Tutti a cena per il campino: ‘Dedichiamogli la piazza’). Una serata amarcord, ideata da cittadini e dirigenti della Folgore non appena i lavori hanno iniziato a smantellare il vecchio rettangolo di gioco. Uno spazio dove sono nati amicizie e legami, riscoperti e ritrovati per una sera anche a distanza di dieci o vent’anni dall’ultimo incontro. Da qui l’impegno, da parte di tutti, a rivedersi presto e non perdersi più di vista. Così, mentre i ragazzi di un tempo erano abituati a darsi appuntamento al campino, quelli di oggi hanno scelto di scambiarsi numeri di cellulare e indirizzi mail, per tenersi in contatto e tornare a riunirsi al più presto, magari proprio nella nuova piazza.

 

Giacomo Pelfer

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