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Padule di Fucecchio, Fratoni presenta il piano per la tutela foto

E’ il primo progetto dell’era Alessio Spinelli a presidente della Consulta del Padule. Ed è “un progetto che aspettavamo da anni”, ha detto il sindaco di Fucecchio all’incontro di presentazione del piano, al quale ha partecipato l’assessore regionale Federica Fratoni. Saranno creati due invasi (uno a Castelmartini nel Comune di Larciano per l’alimentazione della Paduletta di Ramone e uno in località Il Coccio nel comune di Ponte Buggianese) per la raccolta delle acque nel periodo di massimo livello idrico e il successivo rilascio nel periodo di siccità e in interventi di escavazione e riprofilatura del cratere palustre. Lavori al via dopo il 15 luglio.

Il progetto, che è stato presentanto stamani (1 giugno) al Capannone dela Dogana a Ponte Buggianese, prevede la rinaturalizzazione del Padule di Fucecchio. E sarà utile a tutelare e salvaguardare l’intera area umida. Presente anche il commissario straordinario del Consorzio 4 Basso Valdarno Fabio Zappalorti, i progettisti e i tecnici del Consorzio 4 Basso Valdarno, l’impresa appaltatrice dei lavori. E gli amministratori dei Comuni che si affacciano sul Padule stesso. La somma stanziata per il progetto di rinaturalizzazione idrica nel Padule di Fucecchio è molto significativa: 5 milioni di euro. Serviranno a mettere in sicurezza un territorio fondamentale per la conservazione e la tutela di un ambiente unico. Finanziata con fondi regionali, l’opera prevede una serie di interventi di riqualificazione idraulica per una gestione flessibile delle risorse idriche così da apportare al Padule più o meno acqua a seconda delle diverse esigenze dettate dalle particolari condizioni stagionali ed esigenze di chi, a vario titolo, utilizza il Padule.

Redatto dai tecnici del Consorzio 4 Basso Valdarno, il progetto rappresenta l’unica soluzione per poter salvare il Padule, un ecosistema naturale che ha conservato elementi del quaternario e che ha forgiato caratteristiche ambientali e paesaggistiche che nel tempo hanno fortemente influenzato la realtà socio-economica del territorio. Affidato l’appalto alla ditta che si è aggiudicata i lavori, che aveva presentato in sede di gara un ribasso di circa il 30 per cento.

I lavori dovevano partire nella seconda parte del 2017, ma ci sono stati ritardi che, grazie all’impegno dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni e del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, le problematiche, essenzialmente di carattere amministrativo, sono state sbloccate. Si comincia quindi dopo il 15 luglio con la realizzazione dell’invaso de Il Coccio propedeutico, sia dal punto di vista funzionale che gestionale, ai successivi interventi nel cratere palustre.

Una volta completati i lavori, dall’invaso de Il Coccio, una sorta di vasca di stoccaggio, durante i mesi estivi ed a maggior sofferenza idrica, verrà fatta uscire l’acqua che, grazie alle corrette pendenze e ad un sistema di regolazione, raggiungerà le varie zone del padule, suddivise in sottobacini, garantendo il deflusso minimo vitale. L’invaso de Il Coccio, ubicato nel Comune di Ponte Buggianese e ricadente nel “Padule di Fucecchio”, sarà ricavato in un terreno totalmente pianeggiante acquisito dalla Regione Toscana. Durante il periodo estivo, quando il depuratore della Valdinievole scaricherà nell’invaso, funzionerà da equalizzatore rilasciando gradualmente l’acqua verso i sottobacini. Una volta realizzato, con un volume massimo dell’invaso di 78.800 metri cubi a fronte di un volume utilizzabile di 55mila metri cubi, rappresenterà “il polmone” di alimentazione dei nuovi sottobacini ed avrà ; caratteristiche naturalistiche tali da costituire una nuova area di particolare valenza ambientale. Ripensato con una dimensione maggiore rispetto al progetto preliminare, l’invaso avrà una profondità massima di 11,80 metri sopra il livello del mare, inferiore alla quota di fondo del Fosso della Croce, e assicurerà la presenza di una zona che rimarrà permanentemente allagata per garantire una riserva d’acqua. Oltre all’esecuzione dello scavo per l’invaso sono previsti una serie di interventi che comprendono, oltre all’allestimento del cantiere e prescrizioni a norma di legge: la realizzazione di arginature perimetrali all’invaso, la realizzazione di cordoni di schermatura, la realizzazione dell’organo di scarico dotato di apparato di controllo, la realizzazione di fossetti di scolo e le opere complementari.

“Il Padule di Fucecchio è un bene prezioso a cui teniamo tutti. Finalmente – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – dopo anni di duro lavoro arriviamo ad aprire il cantiere di un’opera assolutamente indispensabile sia per la riqualificazione naturalistica di un’area umida tra le più importanti d’Italia e d’Europa, sia dal punto di vista idraulico per garantire la piena efficienza del bacino. Ringrazio in particolare il commissario Fabio Zappalorti e la struttura del Consorzio perché in poche settimane hanno superato le difficoltà riuscendo a dare avvio ai lavori. “Siamo consapevoli del grande valore naturalistico e anche culturale del Padule di Fucecchio, per questo ci siamo adoprati con tutto l’impegno possibile a far sì che partissero quanto prima i lavori di rinaturalizzazione di quest’area – ha detto il commissario Fabio Zappolorti – Ringrazio i dipendenti del Consorzio che hanno contribuito a raggiungere un simile risul tato che sarebbe stato impossibile senza l’impegno della Regione e in particolare dell’assessore Fratoni. Spero che questa opera dia definitiva per la valorizzazione del Padule”.

“Condivido le parole dell’assessore Fratoni e del commissario Zappalorti e aggiungo un ringraziamento ai proprietari dei terreni, a tutte le associazioni legate al Padule per ringraziarli della pazienza mostrata in tutti questi anni di lunga attesa – ha aggiunto il sindaco di Fucecchio e Presidente della Consulta del Padule Alessio Spinelli – nei quali il Padule è stato ‘vittima’ di un’incomprensibile e illogica pressione burocratica. L’auspicio è che si possa riuscire a recuperare il tempo perso andando a ottemperare in maniera celere a quanto indicato nel progetto di rinaturalizzazione. Il Padule di Fucecchio è un fiore all’occhiello della Toscana e una delle aree umide più importanti d’Europa”. E aggiunge: “Considero questo intervento l’inizio di un percorso che è necessario fare”. E Spinelli ha già le idee molto chiare su percorso da seguire e sulle opere da realizzare. Oltre che una ferma volontà di portare fino in fondo questo progetto.

Presente anche l’ingegnere responsabile del procedimento dei lavori, Mattia Bonfanti, che ha illustrato in sala passo dopo passo gli interventi che saranno fatti. E che saranno così spalmati nel tempo: a partire da luglio di quest’anno, fino a ottobre. Poi da luglio a ottobre del prossimo anno. E, infine, da luglio a agosto 2020, anno in cui termineranno i lavori. La scelta di realizzare gli interventi in questo periodo è giustificata dalla volontà di salvaguardare alcune specie di animali protetti. E l’ingegnere ha voluto precisare: “Il progetto ha già trovato la pianificazione, ma siamo comunque aperti ai contributi che possono milgiorare l’impatto degli interventi. Per questo, ci teniamo a dire che i lavori saranno fatti in condivisione con tutti”.

Mirco Baldaci

 

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