Toti, Capecchi e Gabbanini tra i sindaci in corteo a Roma foto

Il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, quello di Montopoli Valdarno Giovanni Capecchi e quello di San Miniato Vittorio Gabbanini. Sono del comprensorio del Cuoio tre dei 400 sindaci italiani che oggi hanno sfilato “Uniti per il Paese” ai Fori Imperiali a Roma in rappresentanza degli oltre 8mila Comuni italiani.

Con questo slogan si è svolta la parata militare del 2 giugno per la Festa della Repubblica a Roma. Una festa che trova l’Italia con un governo, anche se a guida diversa rispetto a quella dei tre territori rappresentati. E’ un’Italia che attende, quella di oggi. Che spera di certo: chi nella vittoria e chi nel fallimento di un governo al quale sono stati dati tanti nomi ma che è comunque figlio, alla fine, della democrazia, della libertà, della Repubblica. Ecco, oggi che l’Italia festeggia la libertà di scegliere chi la governa, l’impegno è di ricordare la responsabilità che questo comporta: avere le vite degli altri nelle proprie mani, scegliere per la comunità e non per il singolo, mettersi al servizio e non comandare. Ecco, questo hanno scelto gli italiani rifiutando la monarchia quel 2 giugno del 1946. Questo, dovrebbe ricordarsi oggi chi ha l’onore di indossare il tricolore. Questo dovremmo ricordarci tutti ogni volta che mettiamo quel segno sulla scheda. Un segno che per noi è un diritto assodato – come lo è la Repubblica – ma che per secoli non lo è stato e che è costato sangue e sudore a diverse generazioni: in corteo anche le bandiere delle Unità che hanno combattuto durante la Grande Guerra.
Sfilare, oggi, è un privilegio, da mostrare a testa alta e lavorando a capo chino nelle direzioni, spiega il Ministero della Difesa, “di fratellanza, uguaglianza e giustizia come principi sui quali si fonda la Carta costituzionale italiana”. Una Carta che il popolo italiano ha salvato con forza nello scorso referendum e che lo stesso popolo italiano avrebbe bisogno di riscoprire, un articolo alla volta.
Con i sindaci, oggi in corteo c’erano 5mila militari e civili, 260 bandiere e stendardi, 14 bande e fanfare militari, 58 cavalli, 11 unità cinofile e 70 veicoli. (E.ven)

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.