“Occhi su San Miniato”, telecamere nelle frazioni foto

Gli obiettivi sono due: estendere quando già in corso sul fronte della telesorveglianza (San Miniato blindata: 14 telecamere controllano le auto) ed aumentare la presenza dei vigili urbani sul territorio, frazioni comprese. Con il progetto #controlloingiro San Miniato non chiude le porte ma estende il controllo di chi transita alle frazioni.

“Un modo – per il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini – per intervenire positivamente sul fronte sicurezza e sulla percezione dei cittadini. Ma anche per rieducarli su alcuni comportamenti davvero spiacevoli come il parcheggio su posti riservati o sui marciapiedi”. Implementando il numero delle telecamere, tutte le strade di accesso a San Miniato dovranno essere sorvegliate. “Chi passa da San Miniato – aggiunge Gabbanini – deve avere gli occhi addosso”. 

Una sperimentazione che dal mese di giugno si concluderà a fine settembre, nata con l’obiettivo di rispondere alle istanze dei cittadini, con un servizio straordinario di tutela della sicurezza urbana che prevede una pattuglia disponibile in due turni (mattina e pomeriggio) su otto territori diversi, che a piedi controllerà la situazione. Ad essere interessate dal progetto in questa prima fase sperimentale sono le zone di Ponte a Egola, San Miniato Basso, San Miniato, La Scala-Ponte a Elsa, Isola-Roffia-Ontraino, Corazzano-La Serra-Balconevisi, San Romano-Stibbio-San Donato e Cigoli-Molino-La Catena.

“Alla prevalente attività di repressione di illeciti amministrativi si è affiancata la richiesta di un esercizio sempre più ampio e diretto dell’attività di tutela della sicurezza urbana, attività caratterizzata dall’esercizio sinergico delle funzioni di polizia giudiziaria, di polizia amministrativa e di quelle ausiliarie di pubblica sicurezza – spiega il comandante della Polizia Municipale Dario Pancanti -. La polizia locale è quindi chiamata a far fronte alla domanda quotidiana di sicurezza da parte del cittadino, attraverso un progetto nato e pensato sulla base delle caratteristiche della città e basato sulla conoscenza del territorio”.
“Il fatto che il servizio sia svolto per la maggior parte del tempo a piedi, fa sì che molte categorie di utenti, tra loro diverse e tutte con caratteristiche peculiari che le contraddistinguono, vengano a contatto con il personale di Polizia Municipale – spiega il sindaco -. Le persone potranno così rivolgersi ai nostri agenti per i motivi più vari: per segnalare un fatto, evidenziare un disservizio o un problema da sottoporre ai diversi organi comunali oppure soltanto per chiedere un consiglio”. Il progetto #controlloingiro prevede la presenza sul territorio di una pattuglia (composta da almeno due agenti) della Polizia Municipale ogni giorno, dal lunedì al venerdì, su due turni (mattina e pomeriggio), che svolgerà il servizio in una delle otto aree coinvolte dalla sperimentazione. Il tempo di permanenza in ciascuno dei territori interessati dal progetto può variare a seconda della densità abitativa, della estensione territoriale, della densità di traffico e della presenza di esercizi. Il personale oltre alle normali dotazioni di servizio, avrà a disposizione anche un tablet per poter inoltrare le richieste dei cittadini direttamente all’Ufficio comunale competente.

Prosegue intanto anche l’incremento delle telecamere sul territorio comunale. Dopo le 14 già attive e funzionanti dall’ottobre scorso, in arrivo con l’estate altri 17 occhi elettronici. Dodici riguardano la videosorveglianza e saranno installate due in Palazzo Municipale, cinque a Palazzo Migliorati (in sostituzione di quelle già esistenti perché obsolete) e una all’intersezione tra piazza Grifoni e via IV Novembre per quanto riguarda il centro storico, una lungo la statale 67 al semaforo di La Scala e tre a Ponte a Egola alla rotatoria di via da Vinci e via Pruneta. Le altre cinque riguardano la lettura targhe e saranno installate una in via Tosco Romagnola Est al semaforo di La Scala, una a Ponte a Egola all’intersezione tra via Pannocchia la statale 67 e via di Pruneta, due a Ponte a Egola con la rotatoria in via da Vinci e via Pruneta e una all’intersezione tra piazza Grifoni e via IV Novembre in centro storico. A finanziare la seconda delle tre parti in cui è suddiviso il progetto di videosorveglianza (la prima è stata inaugurata ad ottobre 2017) sono la Fondazione CRSM con un contributo di 30mila euro e la Regione Toscana con un contributo di 20mila euro.

“Come promesso a dicembre, con l’estate abbiamo raddoppiato le telecamere sui punti di accesso al territorio di San Miniato – spiega il sindaco Vittorio Gabbanini -. Fino ad oggi l’aver installato questi occhi elettronici ci ha permesso di prevenire fatti criminosi attraverso un’azione di deterrenza che la presenza di telecamere a sorveglianza di aree pubbliche ha permesso di garantire. Oltre a questo, viene favorita la repressione di crimini commessi nelle zone soggette al controllo da parte del sistema di videosorveglianza e questo rassicura i cittadini tutelando la sicurezza urbana e supportando le forze di polizia in tutte quelle attività di prevenzione e controllo, utili a realizzare un sistema di sicurezza urbana integrato – e conclude -. L’azione dell’amministrazione comunale va nella direzione di incrementare i livelli di sicurezza urbana, in modo da dare risposte concrete ai cittadini: il sistema ci ha permesso di individuare molti reati da ottobre ad oggi e speriamo che questo possa essere ancora di più un efficace deterrente alla criminalità”. (ndm)

 

 

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