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Lupi a Corazzano, l’esperto: No fucili, ma cani e recinti foto

“Cani da guardiania e recinzioni, sono queste le uniche soluzioni”. Questo il messaggio che il naturalista pontederese Alessandro Spinelli lancia in direzione degli allevatori, promotori alcuni giorni fa di un incontro a Corazzano (leggi) sui metodi per contrastare il fenomeno. Incontro al quale ha partecipato anche il consigliere regionale della Lega Salvini.

“Sono molti anni che il lupo si è fatto nuovamente vedere dalle nostre parti – continua Spinelli – Le ultime notizie sono quelle che parlano di una sua presenza anche fra Bientina e Capannori, nei pressi della riserva WWF. Ma da anni ormai si sa che è presente nel pomarancino e nella zona di Volterra, nella Bassa Valdera e nel versante lucchese dei monti pisani”. Eppure sulla pericolosità del lupo, paventata da alcuni, verso persone, bambini e fruitori dei boschi, Spinelli è categorico: “Sono più pericolosi certi cani lasciati liberi nei parchi o casi, poco diffusi in questa parte d’Italia, di branchi di cani randagi. I lupi non si avvicinano all’uomo”.
Eppure del lupo è un gran parlare in questi giorni in Toscana, dopo numerosi allarmi lanciati dagli allevatori anche in zone in cui non si era più abituati ad avere a che fare con certi fenomeni. Una di queste, sicuramente, è San Miniato, dove Giovanni Cialdini, promotore dell’incontro di giovedì scorso, ha però raccontato le sue esperienze recenti, corredate anche dalle foto allegate all’articolo.
“Ho visto i lupi con i miei occhi, due anni fa, mentre sbranavano le mie pecore senza che potessi far niente per aiutarle – racconta Cialdini – Nel 2017, poi, ci sono stati momenti in cui ogni notte perdevo un animale, per un totale di una ventina di capi uccisi. Dall’inizio di quest’anno, invece, ne ho già persi 14”.
Ma le difficoltà degli allevatori, in realtà, sono legate soprattutto agli effetti psicologici che gli attacchi notturni producono nella testa di tutto il gregge. “Dopo gli ultimi attacchi ho provato qualche notte a dormire con le mie pecore – racconta Cialdini -: sono veramente terrorizzate, stressate, non si rilassano mai e praticamente non dormono. Così smettono di produrre latte, mentre quelle gravide finiscono per abortire. In tutto questo noi non abbiamo ne risarcimenti veri, né sostegni. Se davvero questi cani non di razza sono adatti allo scopo dovremmo essere agevolati all’acquisto di questi animali, non delle razze promosse dai bandi”.

Nilo Di Modica

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