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“Ho fatto crollare la Rocca”, ricordo del soldato 74 anni dopo

di Nilo Di Modica
Doveva difendere la Rocca e finì per doverla distruggere. Poi seppe della ricostruzione e volle rivederla in piedi, “Lo portai io a rivederla”. E’ una testimonianza inedita quella Gianpiero Fossi, insegnante di storia e filosofia oltre che assessore alla scuola nel comune di Signa, ha recuperato dalla memoria in questi giorni importanti per San Miniato, dove è giunto in occasione dell’inaugurazione del Museo della Memoria (La medaglia del Presidente inaugura il Museo della Memoria).

Fu lui, alcuni anni fa, ad accompagnare sulla Rocca di San Miniato, ricostruita nel 1958, un anziano turista tedesco che gli rivelò, preso dalle emozioni, di essere uno di coloro a cui la colonna tedesca ordinò, il 23 luglio del 1944. “Non era un caso che fossimo lì – racconta –. Edgar, così si chiamava, era tornato in Italia per visitarla. Eravamo alla fine degli anni ’90. Ex soldato della contraerea, era venuto a Signa, il mio comune, per cercare la mia famiglia. Negli ultimi mesi della guerra, dopo le vicende di San Miniato, la sua divisione si era stanziata a Signa per un certo tempo e lui era entrato in contatto con i miei parenti. Ormai anziano, tornato in quei luoghi, raccontandomi di quel periodo, mi aveva chiesto di riportarlo anche a San Miniato. All’epoca non sapevo cosa lo legasse in particolare alla città della Rocca, ma una volta che ci trovammo proprio sotto quella costruzione, rimessa in piedi negli anni ’50, emozionato nel rivederla nuovamente ricostruita mi raccontò tutta la vicenda. Era lui, insieme ad altri suoi commilitoni, che dopo aver passato molto tempo a difendere quella Rocca per mesi, aveva ricevuto l’ordine di distruggerla. Una cosa che lo segnò nel vivo e rimase sempre nei suoi ricordi. Mi ricordo che parlava, oltre al tedesco, anche molto bene il francese. Finita la guerra era stato molto tempo in Francia e poi si era rifatto una vita nelle ferrovie”. Una storia di anni fa, almeno venti, nei quali nel frattempo il protagonista è morto, ma riemersa solo in queste ultime settimane quasi per caso. Un brandello di memoria riemersa quando Fossi, oggi assessore, è venuto a conoscenza che a San Miniato raccoglievano cimeli e testimonianze per la costruzione del Museo della Memoria, a cui hanno partecipato moltissime persone e autorità locali, regionali e non solo. Storia sulla quale, come per tante altre, adesso saranno fatte ricerche ancor più approfondite.

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