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Interpellanza delle consigliere sulla Fondazione Zini

“L’intitolazione di una fondazione a un femminicida potrebbe rappresentare un ulteriore deterrente per le donne a denunciare le violenze subite”. Per questo le componenti femminili del consiglio comunale di San Miniato hanno presentato una interpellanza a sindaco e giunta per chiedere cosa ne pensano dell’intitolazione a Federico Zini di una Fondazione contro la violenza sulle donne e “quali atti intendono mettere in campo per contrastare le reazioni che questo comporterebbe”.

A presentare l’interpellanza, ieri 31 luglio, è la consigliera comunale Laura Cavallini, ma a nome di tutte le consigliere presenti: Chiara Benvenuti, Lucia Alessi, Letizia Martinelli e Valentina Delmonte. Dopo aver appreso della decisione di intitolare a Zini, omicida e suicida (Federico Zini, la Fondazione due mesi dopo il dramma) una fondazione che combatta la violenza sulle donne, le consigliere si sono interrogate sull’opportunità, temendo, più che altro, che possa essere un deterrente in più per le donne vittime di abusi, che ancora troppo spesso hanno paura a denunciare: per le conseguenze materiali e psicologiche che questo comporta ma anche perché si sentono in qualche modo complici dell’aguzzino o temono il biasimo e lo scandalo. “Troppo spesso – spiega l’interpellanza – le donne vengono considerate responsabili o complici delle violenze che subiscono senza considerare le difficoltà che invece hanno a fermare questa violenza. Con una fondazione intestata al reo, è come se le donne vittime di violenza venissero colpevolizzate”. In un comune, quello di San Miniato, da anni impegnato al contrasto di questo orrore, con la commissione pari opportunità oltre che collaborando con l’associazione Frida. “Il lavoro della commissione pari opportunità – spiega Cavallini – potrebbe essere minato dalla figura del bravo ragazzo omicida”. La migliore amica della vittima, intanto, ha promosso una petizione per contrastare la Fondazione con il nome dell’omicida che si può firmare al circolo Arci di Torre Giulia, oltre che on line.
“Vorrei che la vicesindaco Chiara Rossi – ha detto Vittorio Gabbanini – convocasse la commissione pari opportunità”. Per un consulto, forse e per cercare di rispondere entro i 30 giorni previsti. Anche se è agosto e molti sono già in ferie. La risposta della giunta potrebbe arrivare quindi più avanti, al termine della pausa estiva.  

Elisa Venturi

 

 

 

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