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Boom di Airbnb a San Miniato, preoccupati albergatori

Il record assoluto spetta ad una stanza per due in un’abitazione nei pressi della Misericordia di San Miniato Basso (“on the Francigena street”, come si legge sul sito): appena 19 euro a notte più pochi spiccioli per i costi di servizio. Un ottimo affare, indubbiamente, per chi non ha troppe pretese e cerca solo un posto dove dormire a metà tra Pisa e Firenze. È il caso emblematico dell’inarrestabile diffusione, anche in terra sanminiatese, del fenomeno Airbnb, il portale nato per mettere in contatto viaggiatori e proprietari di stanze e appartamenti, ma divenuto ormai un diretto competitor di Booking, Expedia e altri siti di prenotazione online.

Una realtà che ha portato sul mercato una galassia di privati, piccoli proprietari di seconde case o semplicemente con una stanza in più a disposizione, ma che ha costretto anche bed and breakfast e agriturismi a mettersi al passo con i tempi. Ormai ci sono quasi tutti: anche realtà storiche che da anni fanno accoglienza a San Miniato, sono presenti come host tra le strutture offerte da Airbnb. E le offerte sono davvero convenienti, specie se si ha intenzione di trattenersi per più notti. Il tutto a danno principalmente degli alberghi, come racconta Daniele Nannetti, titolare dell’Hotel San Miniato e gestore dell’Hotel Miravalle, i due alberghi nel centro storico di San Miniato. “Anch’io – rivela – sono un host di Airbnb: siccome penso che il nemico vada combattuto dall’interno, ha preso alcuni appartamenti di fronte all’Hotel San Miniato e uno di questi ho deciso di metterlo sul sito. Airbnb ti dà l’opportunità di fissare tu stesso il prezzo, oppure di farlo scegliere a lui in base alla media del tuo Comune. Essendo nuovo, ho chiesto al sito di fissare il prezzo adeguandomi alla zona: ebbene, per un appartamento da 4 persone, con due camere e due bagni, Airbnb ha fissato un prezzo di 45-50 euro a notte, sul quale il sito ricarica poi un 10-15 per cento, oltre alle spese di pulizia finali. Alla fine, considerando che al termine del soggiorno il cliente paga le spese di pulizia, l’albergo resta concorrenziale solo finché si parla di una notte o due, ma da tre notti in poi l’offerta di Airbnb è indubbiamente molto conveniente”.
È questa, secondo Nannetti, la ragione principale della leggera flessione di turisti che si respira negli alberghi di San Miniato. “In linea generale – spiega – le presenze che abbiamo registrato fra giugno e luglio di quest’anno sono più o meno in linea con quelle dello stesso periodo del 2017, ma non dobbiamo dimenticare che oltre il 70 per cento dei nostri ospiti, con l’unica eccezione del mese di agosto, rientrano nella cosiddetta clientela business legata in gran parte alle concerie. Solo il 30 per cento dei viaggiatori arrivano nel nostro territorio come veri e propri turisti”. E molti di questi, sempre di più, scelgono le strutture di accoglienze offerte da Airbnb, anche se si tratta dei classici agriturismi e case vacanze. Per gli appartamenti, invece, solo una minoranza sembra rappresentata dai privati. “In molti casi – riprende Nannetti – sono le stesse agenzie immobiliari che, avendo un sacco di immobili sfitti, decidono di diventare host di Airbnb”.
In un mercato tanto parcellizzato, dunque, è difficile avere una panoramica reale sull’andamento del turismo a San Miniato. “Di sicuro, negli ultimi anni – conclude Nannetti – abbiamo visto crescere il fenomeno del cicloturismo e del turismo a piedi: il fatto di trovarsi sulla Francigena ha portato sicuramente delle persone in più, anche negli alberghi. Per il resto, però, il turismo di San Miniato soffre ancora gli stessi problemi di sempre. Innanzitutto la mancanza di infrastrutture, a cominciare dall’assenza di parcheggi fruibili come ci sono a Volterra, a San Gimignano o a Certaldo. Non si capisce, ad esempio, perché il parcheggio e l’ascensore del Cencione non siano neppure indicati da un cartello”.

 

Giacomo Pelfer

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