Pagano la bolletta ma non hanno il metano foto

Sono da quattro mesi senza il metano. E ora che è arrivato il freddo, loro non possono scaldarsi ma la bolletta la pagano regolarmente. Succede a Santa Croce sull’Arno, in largo Galilei al condominio Turi e le protagoniste sono tre donne che vivono ciascuna nel proprio appartamento, due della quali anziane – una di 87 anni e una di 90 anni – che ogni mese pagano affitto e bollette con la propria pensione.

La storia comincia alcuni mesi fa, quando gli amministratori del condominio si accorgono che, nell’immobile con 10 appartamenti, alcuni sono gravati da un debito ingente con la società del gas, che si è accumulato negli anni, perché alcuni condomini non hanno pagato la loro quota di bolletta e addirittura in alcuni casi hanno cambiato casa lasciando il debito. Il condominio è dotato di una caldaia centralizzata e tecnicamente non è possibile mettere caldaie singole negli appartamenti. Nel palazzo ci sono anche della case che vengono assegnate dal comune, anche se la proprietà è sempre la stessa. “Alcuni mesi fa dalla sera alla mattina ci siamo trovate senza il gas metano” racconta Edda Lami, 82 anni, che ogni mese per vivere in questa casa di proprietà di una società di Roma, all’amministratore paga affitto e utenze. “Sul momento – dice ancora Lami – abbiamo pensato ad un guasto, tanto che chiamammo il caldaista e l’idraulico, ma tutto funzionava bene e alla fine scoprimmo che ci avevano tagliato il gas. Allora ci rivolgemmo all’amministratore del condomino, che ci spiegò che era stato lui a far interrompere la fornitura del metano perché c’erano degli appartamenti gravati da debiti lasciati dai condomini, si parla di alcune decine di migliaia di euro. L’amministratore ci spiegò che in alcuni appartamenti le persone che ci vivono o che ci hanno vissuto – alcune assegnate dal comune -, non pagavano la quota dell’utenza”. In sostanza nel condominio ci sono degli appartamenti gravati da questi debiti – contratti da attuali inquilini o anche che non ci sono più -, così a un certo punto il padrone di casa ha deciso di interrompere la fornitura del gas scaricando il problema sulle inquiline regolari.
“Noi – continuano Lami e la vicina di casa – ci siamo rivolte anche al Comune e alla sindaco Giulia Deidda, che è sempre stata disponibile su questo problema. Ci spiegò che purtroppo alla fine se volevamo avere il metano toccava al comune pagare le quote degli insolventi e ci disse che a breve avrebbe saldato quei debiti. Così i mesi sono passati ed è arrivato il freddo ma noi continuiamo ad essere senza la fornitura di metano, non sappiamo se il comune ha pagato magari ha anche pagato, ma alcuni giorni fa ci siamo nuovamente rivolte al caldaista, pensando che ci fosse da mettere in moto l’impianto di riscaldamento e lui ha visto che il gas non c’è, allora abbiamo chiesto all’amministratore che ci ha detto che ci sono ancora della pendenze e il gas non si può attaccare, nonostante noi, la nostra quota, l’abbiamo pagata. Ora dobbiamo stare al freddo”.
Una situazione controversa, in cui il comune alla fine rimane preso nel mezzo solo perché ha assegnato quegli alloggi agli insolventi e forse non è neppure del tutto giusto che sia il municipio a pagare quei debiti. Ma, allo stesso tempo, non è giusto neppure che la signora Lami e le sue vicine di casa che pagano ogni mese ciò che devono debbano stare al freddo. Già alcuni giorni fa, dopo che la redazione de IlCuoioinDiretta.it era stata contattata dalle signore, ci eravamo rivolti al sindaco Giulia Deidda per capire meglio la situazione e il primo cittadino ci spiegò: “Noi paghiamo quanto non è stato corrisposto dai condomini insolventi, perché non possiamo lasciare le signore che vivono nel palazzo senza riscaldamento, ma sicuramente non è il comune ad avere fatto il debito”. Una situazione che non è nuova nel condomino Turi: alcuni anni fa, sempre per le utenze energetiche, si creò una situazione analoga e alla fine in quell’occasione i condomini che pagano regolarmente le utenze portarono in tribunale il padrone di casa e in sede civile il giudice stabilì che a pagare doveva essere il comune se alcuni avevano cambiato casa lasciando il debito. “Ora questa volta – spiegano le due signore – non vorremmo arrivare in tribunale, anche perché l’inverno è arrivato e non sappiamo come fare. Certo è che non è giusto che per l’insolvenza degli altri condomini noi si debba stare al freddo”.

 

Gabriele Mori

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