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Mafia in Toscana: al Checchi una giornata di riflessione

Un’esperienza di vita di quelle che difficilmente si dimenticano. Il racconto degli studenti e degli insegnanti dell’istituto Checchi di Fucecchio che la scorsa estate, durante la settimana contro la camorra, sono stati nei campi di lavoro di don Pino Diana ha spiegato bene cosa significhi operare nei luoghi dove imperversano le grandi organizzazioni malavitose.

Sui terreni confiscati alla camorra, gli studenti fucecchiesi, grazie al progetto sulla legalità di Libera e grazie al finanziamento del comune di Fucecchio, hanno vissuto un momento di crescita molto particolare del quale hanno parlato ieri, mercoledì 5 dicembre all’auditorium dell’Oratorio La Calamita. All’incontro promosso da Informagiovani e Centro Giovani Sottosopra erano presenti Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio, Emma Donnini, vicesindaca, Antonella Gorgerino, assessore alle politiche sociali e la dirigente dell’istituto Checchi, Barbara Zari. I confronti e le testimonianze hanno dato vita ad un incontro particolarmente emozionante al quale ha preso parte anche Francesco Donnici, il referente di Libera Pisa, che ha coinvolto gli studenti con riflessioni sulle attività dell’associazione Libera e sui beni confiscati alla mafia che in Toscana sono più di 200. “La Toscana – per l’assessore Antonella Gorgerino – non è terra di mafia ma la mafia in Toscana c’è. Questo dato viene oggi confermato dall’osservatorio regionale per la legalità. È per questo che il mio assessorato si impegna a dare visibilità e sostegno a realtà presenti nel territorio. L’adesione ad Avviso Pubblico e al presidio intercomunale di Libera sono azioni importanti che l’amministrazione comunale compie a sostegno di chi si batte quotidianamente in favore della legalità anche nei luoghi più difficili di questo paese. Crediamo fortemente nel progetto che vede la partecipazione dei nostri studenti ai campi di lavoro e intendiamo finanziarlo anche per i prossimi anni”.

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