La Risorta, nubi sul futuro

di Nilo Di Modica

Rischia la perdita della sua autonomia la storica cooperativa di consumo “La Risorta” a Ponte a Egola, che da tre anni ha il suo punto vendita nuovo in Piazza Guido Rossa. Le preoccupazioni e voci attorno allo stato del punto vendita si sono fatte più fitte dopo un incontro organizzato per parlare del futuro.

Si è tenuta alcuni giorni fa, infatti, una riunione che ha visto attorno al tavolo alcuni rappresentanti della Legacoop, i dirigenti de La Risorta ed esponenti del comune di San Miniato. Una riunione meramente “conoscitiva” e lontanissima dal momento in cui si dovranno prendere delle vere decisioni, ma in ogni caso significativa della fase in cui versa il noto punto vendita, che due anni fa abbandonò la sua vecchia sede per un’operazione urbanistica che oltre a realizzare una sede nuovissima e adatta ai tempi, cambiò in meglio il volto della piazza principale della frazione, mettendo fine al degrado in cui versava il sito della ex conceria Ciampalini. Un investimento complessivo di 6,8 milioni di euro (di cui 1,3 solo di acquisto terreno) per un’area commerciale che, oltre all’aumento dei posti di lavoro dai 12 addetti di un tempo ai 25 attuali, implementò anche l’offerta: una pescheria, un bar ed un’ampia scelta di prodotti “nuovi” come prodotti senza glutine, vegan e di parafarmacia. Tutto questo corredato da una buona dose di tecnologia ed unito ad un legame strettissimo con il territorio che è sempre stato il vero marchio di fabbrica del punto vendita, in cui in tutte le stagioni si possono trovare anche prodotti sanminiatesi e tipicità delle campagne nostrane. Al netto di un andamento commerciale che tutti definiscono assolutamente positivo, sarebbero proprio i termini dell’operazione della nuova sede ad aver messo però alle strette i dirigenti della cooperativa.

Il punto vendita, in pratica, va bene e non avrebbe risentito più di tanto nemmeno dell’apertura della nuova sede Unicoop a San Miniato Basso. Ma la gestione dell’indebitamento per la costruzione della nuova sede, coperta solo in parte dall’affitto della vecchia sede, con mutuo e finanziamenti aperti, non darebbe una vera stabilità al tutto, unitamente a margini di guadagno che pur essendo positivi sarebbero, forse, sotto le aspettative. Il risultato è l’inizio di una trattativa, che potrebbe portare il piccolo punto vendita, vanto da sempre della comunità pontaegolese anche in virtù della propria autonomia dal marchio “Coop”, ad un riallineamento. Pur di non affogare, in pratica, il “rischio” per La Risorta sarebbe quello di diventare un punto vendita coop un po’ come tutti gli altri, con tutto quello che ciò potrebbe rappresentare in termini di costo dei prodotti, ma anche di posti di lavoro. Troppo presto, ad oggi, fare pevisioni in dettaglio. I vertici della cooperativa, intanto, si chiudono nel silenzio.

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