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Il Borgo che vorrei diventa green, con sgravi e compattatori foto

Il verde è di moda: il colore più discusso, quello che più di tutti occupa le agende della politica. A Santa Maria a Monte, essere di moda non basta e allora si porta avanti: domani sabato 7 novembre, Il Borgo che vorrei diventa green. Prima ancora di presentare i progetti della terza fase del Borgo che vorrei, che sulla chiocciola ha riportato una ventina di attività (Il borgo che vorrei 3.0, Santa Maria a Monte è green), saranno inaugurati due ecocompattatori: a Montecalvoli in piazza donatori alle 16,30 e in piazza della Vittoria a Santa Maria a Monte alle 17, dietro al Municipio. Subito dopo, alle 17,30, la presentazione di tutti i bandi compresi nel Borgo che vorrei 3.0.

Da una parte c’è il verde pubblico a gestione diretta dei cittadini, che se ne prendono cura e si fanno carico della manutenzione in cambio di sgravi fiscali. Un verde pubblico che nei bandi del Borgo che vorrei 3.0 non assume la forma di nuovi spazi verdi, ma che è presente nella misura in cui promuove l’attività del cittadino che può decidere di adottare piante e contribuire fattivamente al decoro del paese. Il borgo in questo caso assume confini molto più ampi rispetto a quanto inteso nelle due edizioni precedenti: le porzioni di territorio che i cittadini possono adottare sono sparse in tutte le frazioni del Comune e non più solamente nel centro storico. Si tratta di un coinvolgimento in prima persona che serve, indirettamente, anche per aumentare il senso di attaccamento agli spazi di tutti e del borgo in generale.
Dall’altra parte c’è il verde colore simbolo dell’ecologia, del riciclo e della sostenibilità. Quel verde che non si vede con gli occhi, ma rimanda a uno stile di vita ben preciso, che prescrive un tipo di consumo consapevole e che è orientato al miglioramento della vivibilità dei borghi. A questo serve l’installazione degli ecocompattatori, la sostituzione dell’illuminazione pubblica con luci a led e soprattutto la sensibilizzazione nei confronti dei più giovani. Che poi, a dirla tutta, forse i più giovani sono proprio quelli più attenti alla questione ambientale e hanno bisogno di politiche pubbliche che vengano incontro alle loro esigenze. A questo scopo l’amministrazione di Santa Maria a Monte ha deciso di installare un fontanello vicino ai plessi scolastici e di fornire a tutti gli studenti delle borracce. Così, con la borraccia nuova e il fontanello vicino alla scuola, nessuno avrà più scuse che giustifichino le bottiglie di plastica.
Dopo le prime due fasi volte a rilanciare il borgo da un punto di vista turistico e commerciale, “questa terza fase – spiega Ilaria Parrella, sindaco di Santa Maria a Monte -, sarà incentrata sull’ambiente non perché è al momento un argomento molto discusso a livello nazionale, ma perché è in continuità con quanto fatto fino ad oggi”.
Infatti, alcuni progetti dedicati all’ambiente erano già presenti nella seconda edizione de Il borgo che vorrei e vengono adesso ripresi e rafforzati. “Il bando Rifiuti Zero è già attivo – ha detto Elisabetta Maccanti, assessore all’ambiente -. Abbiamo raggiunto l’80 per cento di differenziata nel nostro comune. Oltre ai fontanelli che sono già stati installati in tutto il territorio, ci saranno investimenti anche per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica”.
Ambiente ma non solo. Verde vuol dire anche salute e questa è l’altra direzione che prendono i progetti che saranno presentati domani. “Abbiamo già lavorato ai menù scolastici – le parole di Maunela Del Grande, vicesindaca – per promuovere la filiera corta. L’altro fronte per incentivare uno stile di vita salutare è stato pensato con le associazioni del territorio in collaborazione con la società della salute e prevede delle passeggiate nei luoghi più belli della Chiocciola per combattere la vita sedentaria”.  
Il Borgo che vorrei nasce nel 2016 con l’intento di rilanciare le attività commerciali di Santa Maria a Monte. Da allora, grazie al baratto amministrativo, uno strumento giuridico poco conosciuto, ma che ha permesso a Santa Maria a Monte di diventare un modello da studiare anche nelle università, sono state aperte circa 20 nuove attività nei locali del centro storico che per molto tempo sono rimasti vuoti. La valutazione in corso d’opera è più che positiva. La seconda fase risale al febbraio del 2018 ed era dedicata all’arte e al decoro. È in questo secondo step che sono stati introdotti i bandi di adozione di piante e verde pubblico che oggi vengono rinnovati.

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