Movimento Shalom in Armenia chiede il riconoscimento del genocidio

“E’ un pellegrinaggio che va a rendere omaggio a una delle chiese più antiche di tutta la cristianità, culla della nostra fede”. Così don Andrea Cristiani spiega il pellegrinaggio di pace in Armenia del Movimento Shalom, dal 13 al 21 novembre. Con don Andrea partiranno 40 persone, compresi don Donato Agostinelli, Vieri Martini presidente del Movimento e il cappellano del carcere di Volterra don Paolo Ferrini.

“Shalom – dice – è particolarmente vicino alla chiesa armena perché è una comunità martire e si reca in quella terra per portare avanti la causa del riconoscimento del genocidio del popolo Armeno avvenuto all’inizio del secolo scorso e non ancora dichiarato tale, tacendo lo sterminio di un milione e mezzo di esseri umani”. Una terra anche dalle bellezze storiche, religiose e paesaggistiche uniche troppo spesso non considerata. I pellegrini di pace avranno anche l’onore di essere ricevuti dall’ordinario ameno delle Chiese orientali l’arcivescovo Raphael Francois Minassian. Saranno otto giorni intensi di incontri, di preghiera e di ricerca della pace, nel dialogo e nel confronto tra popoli, culture e religioni.

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