Un Piano Intercomunale per ridisegnare il territorio

Ridurre il consumo di suolo, garantire la sicurezza dell’intera comunità, rafforzare l’identità territoriale e la valorizzazione culturale, dare nuova vita e prospettiva alle aree più disagiate del territorio garantendo al contempo la crescita, lo sviluppo e il benessere delle nostre famiglie, dei lavoratori e delle imprese. Con questi obiettivi comuni, le giunte comunali di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno hanno approvato e dato il via al procedimento di formazione del Piano Strutturale Intercomunale.

Un percorso che impegnerà i due Comuni in una serie di azioni verso il nuovo disegno del territorio attraverso scelte condivise in una progressiva dimensione di area vasta. Per permettere questo tipo di collaborazione è stato costituito un Ufficio associato di piano di cui faranno parte il personale tecnico amministrativo di entrambi i Comuni. Il Comune di Castelfranco avrà il ruolo di capofila perché tra i due è quello con maggior espansione territoriale. Con l’avvio del procedimento del Piano Strutturale Intercomunale approvato dalle giunte si delineano i primi obiettivi all’interno di una cornice più ampia con alcuni punti fermi irrinunciabili. Nell’attuazione di questi principi, sarà necessario sviluppare, in un’ottica intercomunale, la gestione del rischio idraulico. Per adeguare gli studi del rischio idraulico rispetto alla disciplina dettata dalla nuova legge regionale Santa Croce e Castelfranco, insieme ai Comuni di San Miniato, Montopoli in Val D’Arno, Santa Maria a Monte, Pontedera, Fucecchio e Cerreto Guidi, hanno recentemente siglato un accordo per il finanziamento di nuovi studi e indagini idrauliche a livello sovra comunale al fine di mettere a punto ed attuare importanti interventi strutturali necessari per la messa in sicurezza dell’area dal rischio idraulico.
Un obiettivo prioritario sarà una nuovo disegno del sistema infrastrutturale da cui poi dipenderà il nuovo disegno del territorio. Il potenziamento delle infrastrutture a supporto delle aree produttive, commerciali e del settore terziario, con l’obiettivo di ottimizzare i servizi, secondo il principio di sostenibilità ambientale. Due saranno i punti fondamentali: alleggerire il traffico pesante nella parte collinare del territorio con la verifica di fattibilità di un collegamento tra la FiPiLi con la A11 e l’avvio di un progetto complessivo di sistemazione e la sua attuazione, della strada provinciale Bientina Altopascio, che per un tratto ricade nel Comune di Castelfranco di Sotto e mettere in connessione i poli produttivi attraverso il collegamento centrale tra Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, Fucecchio per andare a ridefinire la gerarchizzazione del sistema infrastrutturale locale in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale: strade di scorrimento urbano, strade urbane principali, strade urbane di quartiere, percorsi ciclabili e pedonali per ottenere un miglioramento della qualità urbana attraverso un sistema di mobilità a servizio della residenza e delle attività produttive e commerciali. Sarà inoltre importante la connessione tra le nuove centralità urbane e tra i sistemi ambientali attraverso un sistema di percorsi ciclo pedonali pubblici di collegamento tra la pista ciclabile in progetto lungo la riva dell’Arno e le colline delle Cerbaie. Sarà obiettivo prioritario dei due Comuni “operare – spiegano i sindaci di Castelfranco Gabriele Toti e Santa Croce, Giulia Deidda – una riqualificazione della vecchia zona industriale conciaria e produttiva attraverso interventi incentivanti la riqualificazione urbanistica ed il recupero edilizio e architettonico dei fabbricati produttivi esistenti, miglioramento della qualità urbanistica delle zone produttive con la creazione di nuovi spazi pubblici e verdi, come elemento di connessione e di arredo urbano tra gli insediamenti produttivi. Realizzazione di percorsi ciclopedonali per favorire una mobilità sostenibile dagli ambiti residenziali verso le aree produttive. Diventerà centrale dare risposte concrete e attuabili al grande tema della ristrutturazione urbanistica dei contenitori ex conciari e produttivi con l’obiettivo di una loro riqualificazione urbana e non solo edilizia, anche attraverso meccanismi di rigenerazione urbana che possono prevedere azioni di ‘riforestazione urbana’ per mitigare il microclima urbano e l’impatto delle emissioni climalteranti. Un altro tema da affrontare in modo condiviso è poi evitare la saldatura dei centri abitati: nelle dinamiche di trasformazione del territorio, per preservare l’identità dei nuclei urbanizzati e del territorio agricolo risulta necessario evitare la saldatura delle urbanizzazioni preservando le aree naturali di varco ed i corridoi ecologici. Insieme a questo punto, sarà poi perseguita la valorizzazione dei centri storici dei due Capoluoghi sotto il profilo urbanistico e sociale attraverso l’attuazione di politiche mirate a perseguire una qualità abitativa più funzionale con le esigenze attuali. Sarà incentivata la diversificazione produttiva individuando aree per attività produttive non conciarie. Il principio è che l’introduzione di nuove attività prive di impatto ambientale e compatibili con il sistema infrastrutturale esistente e di progetto possa consolidare il ruolo e la vocazione produttiva del territorio dei due capoluoghi. Il Piano Strutturale Intercomunale rappresenta un passo cruciale nel delineare la volontà di disegnare insieme lo sviluppo del territorio. Già da tempo i nostri Comuni collaborano in un’ottica comprensoriale per poter unire le forze su molti temi comuni. Adesso avviamo un percorso per approvare uno strumento di pianificazione sovra comunale indispensabile per il nostro territorio per affrontare le tante tematiche in modo efficace. Sarà una bella sfida costruire un Piano Strutturale Intercomunale guardando a una dimensione più ampia, perché siamo fermamente convinti che la risposta alle attuali criticità dei nostri territori non può prescindere da una pianificazione omogenea”.

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