Guicciardini Salini: “La Fondazione non può essere più un bancomat”

Il presidente annuncia la sua linea: "Sostenere il territorio con progetti che lo migliorino"

La presentazione della conferenza su Ugolino Grifoni, per il presidente della fondazione Cassa di risparmio di San Miniato è stata l’occasione per tracciare un po’ la linea del suo mandato, di come la Fondazione intenderà approcciarsi con il territorio durante il suo nuovo corso.

Antonio Guicciardini Salini le idee le ha chiare e spiega: “Quando sono arrivato, ho trovato alcuni progetti sui quali ci eravamo già impegnati con la gestione precedente, come questo su Ugolino Grifoni e palazzo Grifoni, progetti interessanti. Questa però è l’occasione per dire chiaramente che la Fondazione dovrà avere un nuovo ruolo nel territorio. Non la voglio più vedere come un luogo dove andare a chiedere risorse finanziarie: la Fondazione non può più essere un bancomat. Credo che il nostro compito sia quello di essere parte attiva del territorio. L’atteggiamento della Fondazione infatti sarà quello di essere parte attiva. Quando troviamo un progetto o ci propongono un progetto interessante, o lo sosteniamo o lo facciamo nostro. Oggi la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato vive un contesto completamente diverso rispetto al passato, non abbiamo più una banca conferitaria e quindi abbiamo le mani un po’ più libere per operare nello spirito proprio della Fondazione”.

Una spinta, quindi, a riportare la Fondazione a un ruolo di ente che opera per il territorio, per migliorarlo ed elevarlo, che poi sarebbe stato lo spirito originario con un’impronta che ricorda quella delle grandi Fondazioni del mondo anglosassone.

Guicciardini Salini, per spiegare quella che sarà la posizione nei prossimi anni sotto la sua guida infatti, non usa mezze parole e pur con pacatezza, non fa mistero che le risorse saranno utilizzate con finalità più specifiche per una Fondazione, in una sorta di ritorno alle origine e riportando il timone di palazzo Grifoni nel solco di quella che sarebbe la vocazione naturale di un ente di questo tipo.

“Noi – continua il presidente – siamo disposti a collaborare, a sostenere anche piccoli progetti che abbiano un significato per il territorio. In questo breve periodo dal mio insediamento, mi sono reso conto che spesso ci sono dei progetti culturali che possono essere significativi che vengono proposti da soggetti che magari hanno bisogno per realizzarli di piccole cifre, ma se non gliele diamo non possono partire”.

Una scelta, quella di Guicciardini Salini, anche coraggiosa e apparentemente forse un po’ severa, ma che potrà dare una nuova spinta alla Fondazione, restituendole forse anche un po’ del prestigio che le vicende bancarie degli anni passati hanno rischiato di sottrarle.

Una linea che non sembra tanto essere dettata dal mutato assetto economico della Fondazione, quanto dalla necessità di riportare l’ente di palazzo Grifoni ad essere un luogo al servizio del territorio, ma per progetti significativi che abbiano una reale ricaduta culturale e migliorativa per la collettività.

“La situazione, è chiaro – dice ancora il presidente -, è cambiata nei rapporti con la Banca e comunque sono certo che con Credite Agricole il rapporto sia proficuo e si possa continuare in questa direzione. La banca ha dimostrato di avere grande attenzione alle fondazioni dei territori su cui opera. Non disperiamo quindi di poter continuare la collaborazione con Credite Agricole. Certo non possiamo più pensare di spendere 600mila euro per un solo progetto come è accaduto in passato, il nostro obiettivo invece credo che debba essere quello di aiutare le associazioni del territorio con tanti piccoli interventi su progetti che abbiano un significato. Quando parlo di progetti culturali penso – precisa Guicciardini Salini – a una cultura che va intesa a tutto campo e a progetti che contribuiscano all’accrescimento culturale”.

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