A piedi da Maria, il vescovo Andrea si affida alla Vergine sulle orme del Papa foto

Cesti in parrocchia a Castelfranco di Sotto e fiabe dalla clausura di Santa Cristiana

Idealmente, il pellegrinaggio del vescovo della diocesi di San Miniato Andrea Migliavacca ripercorrerà quello del Papa, uscito a piedi in una Roma vuota per raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore e affidare alla Madonna i suoi figli, pregando per la fine della pandemia, implorato per la guarigione dei malati e per le famiglie delle vittime, perché trovino consolazione e conforto.

Il Papa ha pregato anche per gli operatori sanitari e quanti in questi giorni, continuando a lavorare tra sacrifici e paure, garantiscono al Paese di restare in piedi.

Con le stesse intenzioni nel cuore, rivolte alla Madre celeste, sabato 4 aprile, primo sabato del mese e vigilia della Domenica delle Palme, il vescovo Andrea Migliavacca raggiungerà, a piedi e da solo, il santuario mariano di Cigoli. Alla miracolosa Madre dei Bimbi, don Andrea affiderà la diocesi “e tutti noi anche lontani – spiega -, perché possiamo essere presto liberati da questa pandemia, per affidare a lei i malati, i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i farmacisti, tutti coloro che stanno facendo del bene e anche coloro che purtroppo sono morti”. L’arrivo del vescovo è atteso per le 12 quando sarà attivata una diretta Facebook per pregare l’Angelus.

Un momento di raccoglimento profondo che, ci ha mostrato il Papa con la benedizione Urbi et Orbi, può arrivare anche al cuore di chi non crede. Perché alla fine fare il bene ed essere bene, non è solo questione di Fede.

Un ristoro per l’anima, che si affianca anche a tanti gesti materialissimi che la Chiesa sta facendo in questo periodo, tanto che molti religiosi si contano tra le vittime del coronavirus. In questi giorni, per esempio, don Ernesto Testi ha messo delle ceste in parrocchia a Castelfranco di Sotto dove mettere un po’ di cibo per chi ha bisogno e da dove, chi ha bisogno può prendere. Evocando in qualche modo, a un passo dal Giovedì santo dell’Ultima cena, la moltiplicazione dei pani e dei pesci e quelle ceste vuote troppo colme da riportare a casa. Tutto questo mentre restano operativi (e affollati) mense e dormitori Caritas (qui).

Persino dalla Clausura arrivano aiuti belli e importanti: oltre alla preghiera, suor Sandra intrattiene i bambini dal monastero di Santa Cristiana di Santa Croce sull’Arno. Con fiabe e filastrocche raccontate da pupazzi che anima e ai quali dà voce ogni sera alle 18 racconta su www.parrocchiesantacroce.blogspot.com, ricordando un po’ quel Carosello che mandava i bambini “tutti a nanna”.

Segno, se ce ne volesse uno, che la clausura non è la scelta di chiudersi dentro, ma dell’aprirsi al fuori. Comprendendo quanto per gli altri possa essere difficile fare una cosa (restare in casa) che per loro è scelta d’amore.

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