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Sanzo: “Si rischia di perdere una società su 3”. Voucher alle famiglie, sospensione mutui e impiantistica le proposte

Le proposte emerse durante un dibattito promosso dal consigliere Pieroni

Un incontro virtuale per fare il punto sullo sport e gli investimenti che servono. Questo il tema della conferenza di oggi martedì 28 aprile organizzata da Andrea Pieroni, consigliere regionale del Partito democratico insieme a Salvatore Sanzo, detto Toti, campione di scherma e oggi presidente del Coni Toscana e Carlo Faraci, presidente del Centro sportivo italiano Toscana.

La dimensione sociale, educativa, quella salutare e fisica, ma anche le difficoltà economiche nella gestione delle spese e delle strutture che le società stanno affrontando. Un dibattito a 360 gradi che ha riguardato anche quello che è stato fatto per arginare i danni per la crisi causata dal Coronavirus e quello che andrà fatto.

Perché è importante parlare di sport lo spiega da subito Pieroni: “Sport è sinonimo di divertimento – ha detto -, ma anche di salute, di prevenzione, di aggregazione, socializzazione, inclusione e coesione. I ragazzi attraverso lo sport imparano a conoscere i propri limiti e si abituano alle regole. Lo sport finora ha avuto uno spazio non adeguato nelle politiche pubbliche: soprattutto per lo sport di base, amatoriale e dilettantistico”. Per dare qualche numero del rapporto regionale del 2019, “un milione e 300mila persone in Toscana praticano sport con continuità o comunque dedicano buona parte del tempo. Più di un milione sono sedentari, ma comunque da appassionati seguono lo sport da casa e senza praticarlo. Ci sono 4250 società sportive per 324mila atleti iscritti. Un quarto di questi pratica calcio. Poi ci sono i dirigenti, tecnici, accompagnatori, che sono 90 mila e 200 strutture sportive per la gran parte pubbliche ma anche private”.

“Non potremo ripartire da dove ci eravamo fermati – continua Pieroni -, dobbiamo evitare che il contagio riprenda a crescere. È un mondo dove è richiesto anche contatto fisico quindi serve cautela e accorgimenti per riprendere le attività in sicurezza. Le risorse sono troppo esigue a ogni livello di governo: la Toscana negli ultimi anni come capitoli destinati allo sport ha circa due milioni di euro dei quali 780mila destinati al sostegno e promozioni delle manifestazioni sportive e un milione e 280 per l’impiantistica. Stiamo valutando con l’assessore Saccardi di dirottare i fondi destinati alle manifestazioni che in questi mesi non si sono tenute su altri progetti. Poi serve la sospensione delle rate dei mutui, la possibilità di accedere a liquidità con prestiti agevolati. Prendiamo in considerazione anche voucher da dare alle famiglie per usarle per le attività sportive. Di queste proposte ci faremo portavoce alla variazione di bilancio”.

Alcune opportunità sono state colte da Carlo Faraci, che ha ringraziato Pieroni per essere stato il solo a parlare approfonditamente di sport in un momento in cui appare come tema secondario. Questo evento – ha detto il presidente del Csi Toscana -, seppur negativo, ci dà modo di ripensare la considerazione dell’attività sportiva. In questi giorni il Csi ha svolto un’indagine sui danni che le società sportive hanno. In 4000 che hanno evidenziato difficolta nella gestione degli impianti. Ora le scuole sono chiuse, i genitori tornano a lavoro, i nonni non si possono avvicinare ai nipoti, gli oratori sono chiusi. Quando riprenderà l’attività sportiva i genitori si chiederanno se è il caso di mandare il figlio in palestra, in piscina, in uno spogliatoio quando il contagio non è ancora azzerato. E poi le famiglie saranno in grado di continuare a sostenere i costi? Servirà un intervento anche per le famiglie”. Da qui la proposta: “Costruire in Regione una cabina di regia all’interno della quale ci siano gli assessori allo sport dei comuni, le associazioni sportive, che stabilisca linee condivise d’intervento”.

“Il rischio di perdere il 30-40 per cento delle società sportive è concreto – secondo Salvatore Sanzo -. Già 50 milioni di euro del governo sono un segnale, ma sono soltanto un inizio, chiaramente. Lo sport ha bisogno di un contributo che vada oltre, lo stesso ministro Spadafora ha parlato di 400 milioni. Le società hanno bisogno di liquidità adesso, non fra quattro o cinque mesi. Questo è il momento di superare i vincoli amministrativi. Il livello regionale deve fare la sua parte e sono certo che lo farà. Per la ripartenza dobbiamo aspettare dalla presidenza del consiglio le griglie di rischio per ciascuna disciplina”.

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