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Trovato cadavere a Fucecchio, èViva: “Il modello di accoglienza e di integrazione è da rivedere”

"Questa vicenda è una sconfitta per tutti"

Il modello di accoglienza e di integrazione fondato sulla solidarietà e il rispetto dei diritti umani, civili e sindacali che ci ha reso forti anche dal punto di vista economico e produttivo, va studiato, rivisitato e adeguato ai mutamenti sociali degli ultimi anni”. Ne è certa èViva Valdarno Inferiore che, dopo il ritrovamento di un cadavere nella futura tenenza di Fucecchio (qui la cronaca), prova a riflettere su cosa c’è dietro a quella morte e apre una riflessione.

“È un impegno che ci assumiamo e che chiediamo alle altre forze politiche, alle amministrazioni comunali del territorio, alle categorie economiche e sociali, al mondo del volontariato laico e cattolico”.

L’uomo è stato ritrovato per caso, dopo almeno 15 giorni dalla morte causata forse dai fumi di un braciere. “Di lui – sottolinea èViva Valdarno Inferiore – sappiamo solo che aveva circa 40 anni e che veniva da lontano. Non sappiamo il suo nome, di cosa sia morto (non è stata fatta neppure l’autopsia), quali fossero i suoi sogni, i suoi affetti.

È morto nell’indifferenza generale, senza assistenza, senza un tetto, lontano dai suoi cari, solo. È qualcosa di inumano, che arriva allo stomaco e che impone alla nostra comunità una profonda riflessione, perché questa vicenda è una sconfitta per tutti”.

 

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