“Se una Fondazione si regge sul volontariato ha basi deboli”, la replica di Cambiamenti all’ex San Miniato Promozione

"La formula della mostra mercato del tartufo si va ripetendo e il prestigio dell’iniziativa si sta degradando"

“Noi non vogliamo sminuire il lavoro di nessuno”. Lo chiarisce il gruppo consiliare Cambiamenti replicando all’ex Cda di San Miniato Promozione (qui). “E tanto meno – dicono i due consiglieri Manola Guazzini e Matteo Squicciarini – quello dei consiglieri uscenti del consiglio di amministrazione di San Miniato Promozione che,  a quanto ne sappiamo e fino a prova contraria, hanno svolto il loro ruolo esclusivamente per senso civico”.

“Ma è proprio questo uno dei punti – continuano – se una Fondazione si regge sulla base del volontariato, vuol dire che le sue strutture e le sue basi in quanto Fondazione sono estremamente deboli. Non si può dire che si tratti di una situazione iniziale che si può sperare venga superata, perché dura così da 20 anni. E se una Fondazione è debole è ovviamente sottoposta a spinte e controspinte e serve esclusivamente a rendere il processo di formazione delle scelte e delle decisioni su un settore così importante meno chiaro e meno trasparente di quanto sarebbe se le scelte e le decisioni fossero direttamente intestate all’amministrazione comunale. E’ un metodo che si usa da tanti anni e in tanti ambiti, ma questo, secondo noi, non vuol dire che sia un metodo buono”.

“Sulla Mostra Nazionale del Tartufo – spiegano Squicciarini e Guazzini – il nostro giudizio è più critico di quello degli amministratori uscenti: ci sembra evidente che da molte edizioni la formula si va ripetendo e il prestigio dell’iniziativa si sta degradando. Ma su questo abbiamo presentato tempestivamente proposte, che partono dalle necessità di radicale ripensamento imposte dal coronavirus per cercare di introdurre novità che comunque erano necessarie. E su questo ci confrontiamo con tutti, perché il nostro giudizio sulla Fondazione non ci impedisce di interloquire né con gli amministratori uscenti né con quelli entranti”.

“Quanto all’accusa di campagna elettorale permanente – concludono gli esponenti di Cambiamenti – se vuol dire che altri, finita la campagna elettorale, mettono i programmi nei cassetti e non si preoccupano di costruire un rapporto con i cittadini fino alla campagna elettorale successiva, mentre noi ci preoccupiamo, a partire dalle proposte contenute nel nostro programma, di tenere vivo il dibattito su temi (dal turismo all’ambiente, dalle tasse alla scuola, dall’urbanistica alle attività produttive) su cui, se non ci fossimo noi, decisioni importantissime verrebbero prese nel silenzio più assoluto, vi ringraziamo del complimento”.

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