Artista e storico militante comunista, addio Antonio foto

Il funerale sarà celebrato oggi a Capanne

Era un artista. Della lavorazione del legno aveva fatto il suo mestiere ma la sua arte è legata anche ad altri materiali e il settore di specialità è quello più difficile: il ritratto. Sono suoi molti busti di personaggi noti, in tutto il territorio, come quello di don Enzo Terreni, inaugurato nel 2016 (qui).

Antonio Bianco è morto ieri 21 luglio a 79 anni. Oggi alle 15,45, muovendo dalla sua casa di Capanne di Montopoli Valdarno, sarà celebrato il rito funebre. Bianco è molto noto anche per la sua militanza politica, prima nel Pci e poi con Rifondazione Comunista.

Continuando sempre a scolpire, per una vita era stato artigiano del legno prestato al settore calzaturiero come modellista, in quel tempo vicino ma lontano in cui i modelli per le calzature si intagliavano a mano.

L’arte, poi, lo aveva sempre accompagnato, facendone un personaggio a cui anche vari enti e organizzazioni si sono rivolte negli anni per la produzione di busti, decorazioni, sculture e via dicendo. Suo, tanto per citare alcune delle sue opere, il cencio del Palio dei Barrocci lo scorso anno, realizzato con Eugenio Cino. Ma suo è anche il bassorilievo di Salvo D’Aquisto nell’omonima piazza nel centro di Capanne.

Insieme ad altri, nei primi anni Duemila, aveva costituito il comitato per la realizzazione del monumento ai mattonai in piazza Guido Rossa. Sue opere negli anni sono state disseminate un po’ ovunque, anche a seguito di numerose mostre e premi a cui aveva partecipato. Da militante politico proveniente dalla storia del Pci locale, entrò in Rifondazione Comunista: molti lo ricorderanno alle feste di Liberazione di zona a La Catena di San Miniato. Candidato più volte in consiglio, aveva fatto parte per molti anni della consulta della frazione, oltre che del consiglio della Pubblica Assistenza.

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