“Arrivare a settembre non sarà facile”, Assoconciatori tra bilanci e prospettive foto

Videosorveglianza, sostenibilità ambientale, economia circolare tra i temi di Famiglietti. Che torna sulla gestione unica della depurazione

“Cambiano le situazioni, le esigenze e anche l’Associazione dovrà farsi trovare pronta ad affrontare queste evoluzioni e lo potrà fare solamente se gli stessi imprenditori che ne fanno parte crederanno in questo, mettendo a disposizione le loro migliori energie per il futuro del nostro distretto”. Si è chiusa così la relazione annuale della presidente dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno Maila Famiglietti.

Pronunciata in un’assemblea rimandata e a porte chiuse causa covid e prima di approvare il bilancio 2019, atto che formalmente conclude il mandato del consiglio di amministrazione che ha lavorato nel triennio 2017, 2018 e 2019. Con il cambio in corsa del presidente dopo le dimissioni di Alessandro Francioni (qui). Un’occasione obbligata quindi, per fare il punto sulla situazione. Che, poi, sono le situazioni: l’andamento del settore, le prospettive e le iniziative che l’Associazione porta avanti per supportare le proprie aziende associate. Ma anche l’economia mondiale, i mercati, lo spread, il credito.

“Per il nostro settore – ha detto la presidente – l’anno 2019 è stato un anno senza dubbio complesso e difficile, con una flessione di alcune grandi firme sui mercati mondiali. Molti brand hanno cambiato le modalità di approvvigionamento, collocandosi in una programmazione di medio-breve termine, che evita loro di fare scorte di magazzino, spostando questi oneri sulla conceria.

Le nostre aziende devono essere, quindi, sempre più strutturate e capitalizzate perché, per garantire i prezzi di una stagione, occorre approvvigionarsi di grezzo pur non avendo la certezza degli ordinativi. Le concerie sono diminuite di numero, ma non è calata per questo la potenzialità produttiva nel nostro distretto”.

Tra le attività associative più significative ci sono quelle con scuole e università, poi il PoTeCo e Amici per la Pelle, ma anche quella del Gruppo Giovani Imprenditori, perché se è vero che il futuro delle comunità passa dai giovani, la capacità di fare impresa mescolando tradizione e modernità è la strada per mantenere vivo e florido il Distretto. “Questa attività – ha detto la presidente – è iniziata da circa 20 anni e ha dato ottimi risultati.
E’ iniziata l’attività di un nuovo gruppo di giovani, per aprire un nuovo ciclo, con nuovi Giovani imprenditori che si sono affacciati all’attività del Gruppo che si svolge attraverso un percorso organico e un lavoro specifico di formazione e di orientamento al settore. I primi frutti di questo lavoro sono già maturati ed anche i primi nuovi Giovani stanno inserendosi nei Consigli di Amministrazione delle società collegate all’Associazione”.

Un altro ambito di intervento riguarda il Regolamento della Regione Toscana sulle concessioni dei pozzi: per evitare aggravi per le aziende del territorio, “che avrebbero dovuto installare su ogni pozzo la strumentazione in grado di effettuare la trasmissione del dato piezometrico in maniera istantanea, dopo un impegnativo lavoro con gli uffici del demanio idrico, la Regione ha emesso due decreti dirigenziali con i quali si sollevano le aziende da effettuare la trasmissione del dato piezometrico dei propri punti di prelievo.

L’Associazione, insieme al resto dei componenti del Comitato Promotore Emas, sta continuando a lavorare per il mantenimento dell’attestato di Soggetto gestore del Distretto Conciario Toscano conseguito nel 2010 e che è oggetto di verifica annuale da parte di un organo di certificazione e convalida di un organismo ministeriale. Nel 2019 infatti è stato convalidato da Ispra– Sezione Ecolabel il rinnovo triennale dell’attestazione.
Tale attività implica il raggiungimento di importanti condivisioni di obiettivi a carattere ambientale, in sinergia tra privato e pubblico con il fine di promuovere politiche di continuo miglioramento del distretto e fornire utili strumenti alle aziende che vogliono intraprendere il percorso delle certificazioni ambientali. Riteniamo che tale attestazione sia da valorizzare, basti pensare che il nostro è l’unico distretto produttivo nel settore conciario con ancora l’attestazione di Comitato Promotore Emas”.

Prosegue anche il progetto di videosorveglianza evoluta delle zone industriali che “sarà finanziato privatamente, fornendo così un utile strumento alle forze dell’ordine e ai Comuni per permettere un tempestivo intervento durante il compimento del fatto illecito. L’impianto avrà lo scopo di rafforzare le azioni di prevenzione con particolare riguardo alla tutela degli stabilimenti produttivi e di contrastare ulteriori forme di illegalità, fornendo così maggiore sicurezza a tutti gli operatori del territorio.
Siamo certi che anche questi aspetti possano essere considerati positivamente da un mercato sempre più dinamico che non si limita alla qualità del prodotto, ma volge l’attenzione anche ad aspetti etico-sociali, come la sicurezza e la sua percezione nel distretto, nonché la promozione del rispetto del decoro urbano attraverso il continuo monitoraggio dei comportamenti specie nelle ore notturne in tutte le aree comprese tra gli spazi residenziali e le aree artigianali tramite le nuove tecnologie a disposizione”.

In questo panorama, un posto di rilievo lo occupa la depurazione. “Programmare e operare per la sostenibilità ambientale è un’attività che gli imprenditori e le amministrazioni locali hanno intrapreso ormai da circa 40 anni. La scelta programmatica di portare avanti, quella che ormai è divenuta una vera e propria filosofia consortile, per risolvere le varie problematiche ambientali dalla depurazione dell’acqua, per passare al recupero cromo, a quello del carniccio e delle rasature, al trattamento dei fanghi, con PoTeCo, ultima realtà che abbiamo avviato, che si occupa della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico, si è dimostrata lungimirante e vincente.

Il nostro sistema distrettuale rende possibile coniugare la produzione conciaria con il rispetto dell’ambiente. Molti grandi gruppi conciari stanno insediandosi nel nostro territorio proprio per questi motivi. Sono comprensibili i dubbi e le preoccupazioni che questo fenomeno può portare con sé, ma se un territorio è attrattivo significa che è territorio vivo che ha prospettive di crescita e di futuro. Crediamo che questa attrattività sia un importante segnale anche nei confronti dei nostri clienti, rassicurandoli del fatto che il nostro distretto è e continuerà ad essere anche nei prossimi anni il loro interlocutore privilegiato per le produzioni del lusso e della moda in pelle.

Risolvere tutti insieme, attraverso società consortili senza scopo di lucro, le principali criticità che la lavorazione della pelle porta con sé. Questa strada necessita di un forte contributo da parte degli stessi imprenditori che sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nelle società consortili assumendosi responsabilità nella gestione e nelle scelte strategiche che riguardano il futuro.
Abbiamo voluto essere proprietari di tutti questi impianti, contrariamente a quanto avvenuto in altri distretti industriali, adattando queste strutture alle esigenze delle nostre aziende, limitando i costi e sollevando per quanto possibile le singole concerie da obblighi e controlli”.

L’Associazione ha firmato nello scorso marzo il Patto per l’economia circolare con la Regione Toscana (qui). “Non essere più dipendenti da ‘soggetti esterni al distretto’, significa veramente essere padroni del proprio futuro.
Programmare investimenti con le varie componenti pubbliche e private, condividere scelte e opportunità, rispettando il ruolo di ognuno, guardando al futuro, questo è il segreto del distretto.
Per un corretto approccio alla sostenibilità ambientale i nostri clienti e chi lavora con la nostra realtà deve prendere in esame tutto il complesso organizzativo del distretto e non solamente la singola azienda conciaria”.

E, guardando al futuro, “Obiettivi e sfide ambiziose ci attendono nei prossimi anni, gli accordi con Ministero e Regione ci impegneranno con investimenti importanti. Sono però necessarie regole certe, che valgano per tutti e che non siano soggette alla possibilità di interpretazioni mutevoli.
La pratica concertativa è stata nel nostro territorio ben gestita dando luogo a rapporti proficui con la pubblica amministrazione.

In merito ai fatti accaduti in queste settimane che hanno riguardato il Consorzio Sgs (qui), considerando che ci sono ancora le indagini in corso, l’Associazione Conciatori si auspica che queste chiariscano con celerità e completezza la reale portata di quanto accaduto, ricordando che la società Consorzio Sgs è una società consortile partecipata da aziende conciarie del distretto per attività di recupero di sottoprodotti di origine animale provenienti dalla lavorazione conciaria, obiettivo per il quale è attiva dagli anni ’70. Il Consorzio, come da statuto, è stato costituito senza fini di lucro e tutti i suoi amministratori, presidenti e consiglieri che operano pro tempore, hanno ricoperto la carica a titolo gratuito.

A distanza di oltre 12 mesi, non abbiamo avuto riscontro della proposta fatta ai colleghi Conciatori di Ponte a Egola per una gestione unica della depurazione, preludio necessario per arrivare a una vera dimensione di unità distrettuale. La nostra offerta, chiamata Offerta amichevole di integrazione della depurazione mira ad arrivare all’obiettivo di una società unica che gestisce la depurazione del distretto, nell’interesse di tutti, con una tariffa uguale per tutti. La depurazione su larga scala funziona meglio e costa meno. La nostra Associazione negli anni ha portato avanti l’integrazione prima tra il depuratore di Santa Croce con quello di Castelfranco e poi l’unione con quello di Fucecchio.

In questi passaggi abbiamo riscontrato sempre una ottimizzazione dei costi a vantaggio di tutte le concerie.
Comprendiamo che a primo impatto la cosa possa suscitare qualche preoccupazione: è vero infatti che il depuratore di Santa Croce (Aquarno) ha una dimensione quadrupla rispetto a quello di Ponte a Egola (Cuoiodepur) e che questa rispecchia il numero delle concerie afferenti ai consorzi.
Confermiamo però che come già avvenuto nei confronti dei depuratori di Castelfranco di Sotto e Fucecchio, tutti troveranno la propria rappresentatività nel Board amministrativo.

L’interesse dei conciatori è unico e tutti dovrebbero mirare al raggiungimento di questo obiettivo, in special modo le realtà ed i soggetti che svolgono ruoli di rappresentanza. Al contrario, restando divisi, si creano situazioni che frenano la capacità di ammodernamento e sviluppo del sistema distrettuale.
Una società unica che gestisce la depurazione del distretto, questa è la nostra proposta, che porterebbe vantaggi economici importanti a tutti e proporzionalmente maggiori proprio ai colleghi di Ponte a Egola che attualmente pagano una tariffa più alta della nostra”.

Se questo era presente e passato, bisogna dare un occhio al futuro. “Il nostro settore sta subendo in maniera pesante il coronavirus. Gli imprenditori tutti stanno provando a resistere, ma l’assenza di certezze e prospettive per il futuro frena complessivamente la ripartenza, che in assenza della fiducia da parte dei consumatori rimane in uno sfondo sbiadito e ancora nebbioso. È una situazione a tutti sconosciuta e per questo fare previsioni risulta molto difficile.
Pensiamo che solo la scoperta di una terapia certa o di un vaccino possa dare la spinta decisiva per il superamento di questa pandemia, altrimenti dovremo continuare questa convivenza fino a che il coronavirus deciderà di scomparire”.

Dopo la riapertura delle attività produttive, “come era prevedibile il lavoro e gli ordinativi sono veramente rallentati. I dati macroeconomici che abbiamo dal depuratore e dalle altre società consortili, confermano che le aziende di media lavorano circa al 50-60% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019, che già come sappiamo è stato un anno negativo per il settore. Molte firme hanno sospeso o annullato gli ordini e tutti sono alla finestra per capire come si muoverà il consumo dei prodotti in pelle.
Purtroppo i dispositivi relativi alla liquidità individuati dal governo non hanno quella flessibilità e semplicità che avrebbero dovuto. Gli stessi istituti di credito, con i quali l’associazione è in continuo contatto confermano queste sensazioni.
La sensazione purtroppo è che una ripresa potrà avvenire non prima del mese di settembre. La preoccupazione sui consumi è grande come è grande l’incertezza sulla evoluzione del covid 19. Siamo preoccupati perché arrivare a settembre non sarà facile e francamente in questo momento, fare previsioni diventa assolutamente difficile”.

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