Pranzo in classe e percorsi separati: Castelfranco di Sotto torna a scuola e fa entrare per primi i genitori foto

Il nuovo dirigente Sodini: "Bisogna avere pazienza e fiducia. Educare all'autonomia è un modo di fare educazione civica"

La prima campanella suonerà per tutti contemporaneamente. Ma alle lezioni a Castelfranco di Sotto si arriverà con ingressi scaglioni e in orari diversi. A entrare in classe per primi, però, sono stati i genitori, che a partire da oggi 9 settembre saranno in presenza a scuola per ricevere un vademecum del rientro in sicurezza ma anche per confrontarsi con i docenti e l’amministrazione comunale, chiarire dubbi e sollevare perplessità.

Perché il nuovo dirigente dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Castelfranco Sandro Sodini, dopo un ultimo quadrimestre passato a fare il docente “a distanza”, ci tiene che la scuola sia in presenza il più possibile, anche con i genitori, con i quali sarà necessario un rapporto di complicità particolarmente intenso quest’anno, che serva a responsabilizzare i ragazzi e farli sentire a loro agio in questo anno diverso dagli altri, anche dallo scorso.

Ripartire è necessario – per il nuovo dirigente scolastico -. E’ la cosa principale anche per i docenti, che ci tengono a ripartire in presenza e in sicurezza. Ne abbiamo parlato e reputiamo che ci sia bisogno di rassicurazioni concrete alle persone e questo passa anche dal sereno confronto. Oltre che da indicazioni chiare e precise, che avremmo potuto dare a distanza ma che secondo noi sono più efficaci in presenza.

Questo non è il momento di avere paura. Ci sarà un momento di rodaggio all’inizio perché tutto si può cambiare e migliorare in qualsiasi momento se c’è collaborazione. Anche eventualmente in funzione di nuove indicazioni che dovessero arrivare da Governo o Ministero. La scuola al momento è la nostra vita e siamo pronti.

Ma siamo anche vigili, consapevoli e coscienti: il covid esiste. Non solo non possiamo ma neppure dobbiamo ignorarlo perché si può imparare da questa situazione, abbandonando stili di vita e di comportamento che non sempre sono i migliori. Questa crisi ci insegna ad arrivare all’essenziale, a responsabilizzare tutti, nessuno escluso. Dobbiamo imparare dagli altri e imparare le regole, imparare a essere autonomi. D’altra parte educare all’autonomia è un modo di fare educazione civica“.

Tra le regole da rispettare ci sono gli ingressi scaglionati in ogni plesso sia esterni che interni. E la collaborazione della polizia municipale permetterà di garantire la sicurezza anche fuori. La mensa ci sarà da ottobre, da dopo le elezioni, prevista in parte in classe con piatti monoporzione già sporzionati e accorgimenti tesi, per esempio, a garantire anche la temperatura. La merenda, invece, ci sarà dal primo giorno: sarà in classe già divisa e sporzionata perché da casa, in questa fase, si deve portare solo il necessario e se un bimbo si dimentica la merenda, la salta, perché i compagni non possono dividerla con lui.

Eccola, allora, la responsabilizzazione: la preparazione dello zaino il giorno prima di andare a scuola diventa fondamentale. Dentro ci deve essere la borraccia o la bottiglietta d’acqua, la mascherina, tutto il materiale scolastico perché anche questo non può essere scambiato (“mi presti la colla/una penna” o “leggete insieme” quest’anno non sono possibili). Qualche deroga è prevista per i bimbi fino a 6 anni, che non dovranno indossare la mascherina e faranno molta più didattica all’aperto. Gli asili nido, poi, sono comunali ma in gestione a una cooperativa, che ha già incontrato a distanza i genitori.

Come è successo in alcune scuole che in Italia hanno anticipato l’apertura, casi covid potrebbero verificarsi tra gli alunni. “Noi abbiamo protocolli per le aule covid e responsabili dedicati in ogni plesso. Abbiamo attivato tutte le modalità per accogliere un sospetto caso covid e sono certo che ad aiutarci ci saranno la misurazione della temperatura a casa la mattina e l’esperienza dei docenti“. Perché i bambini in età scolare, d’inverno hanno spesso forme di raffreddamento, ma con quelle non è necessario stare a casa. In più “Il nostro territorio sui casi ci rassicura perché non ce ne sono molti. Credo, poi, che i contagi si debbano valutare rispetto al numero dei tamponi, non come cifre assolute”.

In più, “Io ho delle insegnanti meravigliose – racconta orgoglioso Sodini – che non guardano gli orari e mi chiamano a ogni ora per proporre soluzioni, nessuno si sta risparmiando. Poi ho il supporto del Comune che è fondamentale e confido nella responsabilità genitoriale“. Anche per questo, forse, si è sentito in dovere di incontrarli appena possibile, i genitori.

Nell’ottica di evitare in tutti i modi gli assembramenti, “Adotteremo un orario adeguato alle prime settimane, che per alcuni plessi vorrà dire orario ridotto”. Con tutti i docenti al lavoro: “Non ci sono casi di docenti fragili, anzi tutti hanno una gran voglia di tornare in classe. Dovesse succedere però, o dovessero verificarsi bisogni particolari tra i bambini, abbiamo un grande team digitale e un animatore digitale che ha previsto lezioni in remoto”.

Arrivare in corsa a fare il dirigente dopo un anno con la didattica a distanza, per Sodino è “Estremamente difficile, ma sono tanto felice e orgoglioso di essere nella mia scuola”. Molti suoi colleghi che come lui hanno vinto l’ultimo concorso, hanno assunto l’incarico già lo scorso anno. “Ma io sono felice così. Ho insegnato un anno in più nella mia scuola e ho fatto il professore a distanza nella scuola in cui ora sono dirigente e forse anche per questo mi piace riuscire a essere il più in presenza possibile”.

Con una regola su tutte: “Bisogna avere pazienza e fiducia, consapevoli che in ogni momento di passaggio, l’importante è gestire e non lasciarsi gestire da quel passaggio“.

I primi incontri in presenza con i genitori li ha fatti oggi la scuola capoluogo, mentre venerdì 11 settembre sarà la volta di Orentano e Villa Campanile.

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