“Un bilancio impresentabile e dai contenuti inaccettabili”: centrodestra e 5 stelle abbandonano l’aula

Per i gruppi di opposizione, "L’Unione dei Comuni è implosa alla vera, prima verifica"

“Adesso abbiamo la certezza che l’Unione dei Comuni è un ente non solo inutile, ma anche pericolosa per le tasche dei cittadini, vista la sua natura e la gestione assolutamente approssimativa e superficiale da parte della giunta Pd al governo”. Il duro attacco allUnione dell’Empolese Valdelsa è di Leonardo Pilastri, Giuseppe Romano, Maddalena Pilastri, Margherita Sergi e Fabrizio Macchi, capigruppo di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Progetto Montespertoli e Movimento 5 stelle che all’ultimo consiglio hanno scelto di non partecipare al voto sul Bilancio.

“Non è un gesto di demagogia – precisano – ma una severa presa di posizione a tutela dei cittadini dell’Empolese Valdelsa che deve servire a far conoscere a questi ultimi la realtà della situazione nella quale versa l’Unione dei Comuni a causa della pessima gestione politica targata Pd”.

In particolare, è Maddalena Pilastri a sollevare alcune gravissime questioni: “Il presidente Falorni e la sua giunta ci hanno presentato un rendiconto di gestione 2019 che presenta un disavanzo di 616.910,27 euro e nei confronti del quale il revisore dei conti ha usato giudizi durissimi nella sua relazione riferendosi all’ente, indicandolo quale ‘organicamente sottostrutturato’, ‘dall’attività amministrativa immobile nei mesi del lockdown’, che ha tentato un ‘affannoso tentativo di recupero delle pratiche pregresse’, che ha redatto un rendiconto ‘i cui risultati sono effetto di un processo di ricostruzione contabile’.

Un bilancio che non risulta ancora consolidato, che riporta, tra l’altro, una variazione in diminuzione di parte dei proventi da entrate per contravvenzioni, ridotte di una cifra considerevole (oltre 3 milioni) perché gli accertamenti effettuati in esercizi precedenti risultavano registrati in maniera difforme rispetto alla corretta cifra. Un bilancio che vede la clamorosa situazione della Rsa di Villa Serena, che, incredibilmente, non solo non ha un bilancio autonomo, ma che non presenta evidenze di una seria ed accettabile analisi di gestione e che, conseguentemente, ha prodotto, da sola, un buco di più di 400mila euro. Un bilancio, insomma, impresentabile e dai contenuti inaccettabili”.

“A più di tre mesi dal 30 giugno – aggiunge Leonardo Pilastri – in cui la legge fissa il termine di approvazione del bilancio, la giunta Pd ha presentato in consiglio questo imbarazzante rendiconto. Poiché esso presenta un disavanzo, occorreva approvare anche il piano di rientro che per legge dovrebbe essere contenuto nel bilancio di previsione 2020-2022. Peccato che il bilancio di previsione, il Consiglio non lo abbia ancora approvato e quindi siamo all’assurdo di dovere votare un piano di rientro senza avere visto le prossime previsioni economiche e finanziarie dell’Unione.

Da rilevare, in tutta questa vicenda, il discutibile atteggiamento tenuto dal presidente Falorni, il quale, in questi tre mesi di ‘crisi finanziaria’ si è guardato bene dall’informare i consiglieri di opposizione sull’evoluzione della situazione e anche due giorni fa, durante la seduta consiliare, ha evitato di prendere la parola, perché, secondo lui, le numerose, gravissime e documentatissime eccezioni che le opposizioni avevano rilevato erano ‘provocazioni’ e le affermazioni dei ‘falsi”.

Secondo Giuseppe Romano, “Sussistono seri dubbi riguardo il ‘titolo ad agire’ della giunta Falorni, dopo che è stato oltrepassato il limite temporale di legge di approvazione del bilancio. L’articolo 141 del Testo Unico degli Enti Locali è chiaro, così come l’Art. 48 della Legge regionale n. 68/2011. Ed entrambe non prevedono alcuna sanatoria. Non è assolutamente un azzardo affermare che stante i ritardi maturati spettasse, al presidente della giunta regionale la responsabilità della gestione della crisi, mediante vari atti tra cui la nomina di un Commissario.

Invece, la giunta Falorni è andata avanti come se nulla fosse, assumendo un ruolo che non gli competeva in cui è dubbia la titolarità del suo esercizio e sul quale faremo i dovuti approfondimenti, in un quadro di apparente inazione della giunta regionale”.

Abbiamo abbandonato l’aula prima del voto – concludono i capigruppo -, dopo aver partecipato alla discussione. Un gesto forte che deve essere un grido di dolore e di allarme rivolto ai cittadini dell’Empolese Valdelsa sulla pericolosità di questa situazione finanziaria che mette a rischio i servizi, a cui, però, vogliamo dare anche un segnale altrettanto forte.

In consiglio ci sono forze politiche e persone competenti sui banchi delle opposizioni che sono dalla parte dei cittadini e che stanno lottando affinché i principi di trasparenza e di buon andamento prevalgano. L’Unione dei Comuni è implosa alla vera, prima verifica. E’ un ente mal strutturato e dall’organico non adeguato, che si trova a gestire problematiche e somme di denaro assolutamente al di fuori dalle sue potenzialità, inadatto a gestire processi decisionali e di controllo di gestione quali quelli che necessitano.

Per anni sono stati, evidentemente, redatti bilanci senza una vera attività di controllo di gestione. Il vento è cambiato. I problemi sono venuti a galla, in tutta la loro potenziale pericolosità per i cittadini e per i bilanci futuri dei singoli comuni che, nei prossimi anni, dovranno subire tutto il peso di una gestione inefficace, inefficiente e imbarazzante evidenziata con tale lampante evidenza, in questa occasione, da parte della giunta Falorni”.

Il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2019 e l’approvazione del piano di rientro per il disavanzo accertato è stato infine approvata con 27 voti favorevoli e 3 contrari.

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